Rassegna stampa: #Ferrari, #Monza e bottoni magici

La Ferrari e Monza viste attraverso la stampa italiana. Ecco la rassegna di oggi grazie a loslalom.it

Si direbbe che il bottone non c’entra. Le Mercedes sono state imprendibili anche nelle prime prove libere senza il party mode, definibile – se ho capito bene – come le mappature che aumentano la potenza della power unit di una macchina durante le qualifiche. Bottone o senza bottone, Leclerc ieri si è assestato al nono tempo e Vettel al dodicesimo. Oggi le qualifiche rischiano di trasformarsi in un nuovo pianto, come il GP di domani a Monza.

Daniele Sparisci sul Corriere della sera scrive: “Serve un traino per spingere questa Rossa fuori dalle zone imbarazzanti della griglia. Prima gli altri facevano la fila per accodarsi al supermotore, oggi invece Charles e Sebastian Vettel dovranno cercare la scia giusta, può valere tantissimo sulla pista di casa, sensibile alla potenza e all’efficienza aerodinamica. Almeno due-tre decimi. È la misura che balla fra una potenziale quinta fila (il nono tempo del monegasco nelle libere) e la terza di Max Verstappen”.

Sul Foglio sportivo stamattina io ne faccio un’analisi complessiva, anche politica, della situazione. Scrive: “Se la Ferrari non vince il Mondiale dal 2007 non c’è un colpevole solo, c’è un concorsodi colpe con la consapevolezza che almeno per anni si usciva dai giochi all’ultima gara del campionato, mentre negli ultimi tempi si esce alle prove pre-stagionali. Ma oggi più che trovare i colpevoli è indispensabile trovare delle soluzioni. Il presidente deve capire che, avendo lui mille impegni, dovrebbe affidare l’azienda a un amministratore delegato che conosca la materia, ossia le automobili e le corse. La Ferrari è un’azienda speciale che deve trasmettere emozioni, non semplici dati di bilancio. Vendere auto che costano come appartamenti sta diventando sempre più complicato anche perché non ci si accontenta più di venderne 7/8 mila. E vincere in pista è sempre stato complicato. Alla proprietà sembra non mancare la pazienza ed è strano, vedendo come si è comportata con Sarri alla Juventus. La Ferrari non ha neppure vinto il campionato, sta retrocedendo, ma le si permette di risolvere tutto con una rivoluzione soft che assomiglia tanto a un inutile rimpasto di governo. Non è cambiando le mansioni sui biglietti da visita che si può uscire dalla tempesta, come la chiama Binotto”.

L’ex ferrarista Jean Alesi ne ha parlato con Alessandra Retico su la Repubblica: «È molto triste vedere questa situazione in una squadra che non è come le altre. La Ferrari è come una nazionale. Quando ci sono questi passaggi e la macchina non c’è, tutti diventano specialisti. Esattamente come nel calcio: tutti allenatori. Io, da ex pilota e tifoso, so che c’è passione, orgoglio e gloria. I piloti hanno un ruolo fondamentale, non devono mollare, ci devono mettere più voglia e responsabilità».

Stefano Mancini su la Stampa ha intervistato Jacques Villeneuve, figlio di Gilles: «La Ferrari ha perso tanti cavalli con le direttive tecniche della Federazione di quest’inverno. Adesso è indietro con il motore e con il telaio. Con il blocco degli sviluppi e due soli gettoni da spendere, recuperare diventa complicato. Finché c’è l’ibrido, sarà difficile superare la Mercedes. Prima le regole cambiavano per altri motivi, per esempio la sicurezza. Ma erano regole aperte, che davano più spazio alla creatività. Adesso è tutto bloccato: chi è davanti ci rimane. Per Leclerc è un momento di crescita in cui deve dimostrare il suo valore, per tornare vincente appena la macchina sarà competitiva. Deve spingere la squadra: ha un ruolo importantissimo, perché è alla base della ricostruzione».

Oggi su Repubblica, Gazzetta dello sport e l’Équipe torna il nome di Andy Cowell, l’ex capo dei motoristi Mercedes, il cui contratto scadrà a fine gennaio, già fatto qualche giorno fa sul Giornale. “A Maranello – scrive Luigi Perna sulla Gazzetta – se n’è già parlato. Il numero uno di Brixworth non sarà coinvolto in altri progetti del marchio tedesco, come Aldo Costa andato alla Dallara, ma non è detto che sia possibile ingaggiarlo”. In una intervista con il quotidiano sportivo, Toto Wolff conferma e non conferma: «È tra i più bravi manager di motori in circolazione. C’è interesse su di lui: valuterà la migliore opzione». Quanto a lui, dice che resterà anche nel 2021 e sottolinea di aver firmato il Patto della Concordia per via di quella clausola che consente alla Mercedes di uscire quando vuole, in caso di mancati introiti.

Pierfranco Redaelli ragiona su Avvenire a proposito degli spalti vuoti. “A colpire è il silenzio e le strade vuote. Dove c’era caos e sovraffollamento, silenzio e vuoto. E non va meglio negli alberghi e nei B&B la quasi totalità dei quali è mezza vuota. Se si esclude Biassono (dove il Comune ha messo in piedi un ‘fuori Gp’), a Monza, Vedano, in altri centri satelliti del capoluogo brianzolo, dove migliaia di tifosi provenienti da mezza Europa in queste ore sgomitavano per un posto in un parcheggio a ridosso delle mura del parco, tutto è desolatamente deserto”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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