Rassegna stampa: i dubbi Ferrari e l’attacco a Leclerc

Rassegna stampa post MonacoGp con il giusto riconoscimento per Verstappen e Sainz e un po’ di dubbi sulla Ferrari e Leclerc. C’è infatti chi, come la Gazzetta dello Sport, punta l’indice accusatorio proprio su Charles… colpevole certo, ma come ho sempre detto a me Charles piace proprio perchè si prende certi rischi… E poi a Montecarlo hanno pagato dazio tutti i più grandi da Schumacher a Senna, da Prost ad Ascari….

Verstappen non era mai salito sul podio nei suoi cinque GP a Montecarlo e mai era stato in testa alla classifica. Ha chiuso il dominio di un pilota Mercedes dopo 1036 giorni. Frédéric Ferret su l’Équipe scrive che l’olandese sapeva che avrebbe vinto già prima che si spegnessero i semafori, a patto di guidare in modo giudizioso.

Sainz ha mezzo salvato la Ferrari dopo la rinuncia in partenza di Leclerc per un semiasse danneggiato, poche ora dopo l’annuncio che la macchina era in grado di partire. La squadra ha fallito nell’individuare un potenziale problema, è sfuggita un’anomalia nella catena di controlliè il parere di Daniele Sparisci sul Corriere della sera. Leclerc non è ancora mai arrivato alla bandiera a scacchi nel GP che si corre a casa sua.

Hamilton ha finito irritato per il settimo posto e per la strategia dei pit stop, secondo lui prematuro, certamente pasticciato con Bottas, che era secondo e ha visto lo pneumatico anteriore destro affezionarsi alla macchina e rifiutarsi di lasciarla sotto lo svitabulloni. «Non capisco, ragazzi. Ho risparmiato le gomme e ci fermiamo per primi». Con Jonathan McEvoy il Daily Mail sottolinea che una nuova generazione si fa strada. Hamilton non è mai stato in gara, dopo essere arrivato al GP con poca convinzione che avrebbe prevalso. Crede che una decisione sbagliata nell’assetto della macchina gli abbia dato solo il settimo tempo in qualifica e sente di essere stato ostacolato da un errore di strategia.

Stefano Mancini su la Stampa si domanda la Ferrari lascia il Principato con tante sensazioni buone, ma con un dubbio grande così: il guasto sulla macchina di Leclerc poteva essere scoperto e riparato in mattinata, durante i controlli sul cambio?”. Mattia Binotto sostiene che non esiste alcun legame tra l’incidente delle qualifiche e il danno. “Un esame a Maranello di tutti i pezzi smontati – scrive Mancini – consentirà di individuare quello rotto e di comprendere perché non è stato scoperto subito. Rimane da capire perché, come procedura di sicurezza, il semiasse, il portamozzo e i pezzi intorno non siano stati sostituiti anche sul lato sinistro della macchina”.

Gianluca Gasparini sulla Gazzetta dello sport scrive che Leclerc deve riflettere. “Il Cavallino ha fatto una figura che avrebbe preferito evitare. Possiamo condannare gli uomini della rossa? Per Binotto e soci la SF21 era a posto: nessuno fa una mossa simile sapendo che l’auto si romperà appena fuori dai box. Ma è possibile che, per salvare il cambio, non si sia perso tempo con il resto. La pole ha ingolosito più del dovuto. Giusto? Sbagliato? Provando disperatamente a tenersi la pole, con Verstappen che spingeva, Leclerc ha picchiato in malo modo. Generosità, certo. Ma anche quel pizzico di immaturità che Charles deve ancora eliminare. Era preferibile una prima o una seconda fila con la rossa integra? Forse”.

Giorgio Terruzzi scagiona invece Charles Leclerc dall’accusa di eccessiva audacia. Chi ha piena consapevolezza del proprio, enorme talento – scrive sul Corriere della sera – osa, rischia, soprattutto se costretto a guidare a lungo in condizioni di inferiorità tecnica. Senna, il giovane Hamilton, Verstappen, Leclerc, si somigliano. Anche per questo Charles non si pente. Sa bene come e quanto riesca a dare valore alla sua macchina, alla sua squadra. Che il suo fare comporti un eccesso fa parte del gioco. Di un gioco che comporta prezzi alti ma che, diversamente, non entusiasmerà mai nessuno”.

Sul Giornale io ho scritto che la Ferrari aveva interpretato il weekend nel migliore dei modi. Aveva preparato le monoposto perfettamente. Ha dominato prove e qualifiche. Ha avuto tutto dai piloti. Senza l’errore di Charles nel secondo run la festa sarebbe stata completa. Ma senza rischiare Charles non avrebbe messo la Ferrari in pole. La sensazione è che stia nascendo qualcosa di importante e vedere Charles sotto il podio a festeggiare Carlos è l’immagine che lo conferma. Non resta che capire che cosa è successo all’auto di Leclerc. Per evitare che si ripeta. Anche la leggenda di Michael in fin dei conti aveva avuto un inizio così tormentato.

La classifica Verstappen 105, Hamilton 101, Norris 56, Bottas 47, Pérez 44, Leclerc 40, Sainz 38Rassegna stampa post

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 commenti

  1. Ma per favore! Stiamo parlando di Montecarlo do e il sorpasso in pista è impossibile! L’avevo scritto: dopo questo gp i problemi della rossa saranno risolti. Ne parliamo al prossimo gp…

  2. Ragazzi Norris con la McLaren ha 16 punti in piu’ di LeClerc…. adesso, non vorrei dire… con il Binomio Marchionne-Arrivabene sembra si fosse instaurato un clima di terrore, ma che nessuno s’incazzi dopo una figura de genere e’ ridicolo. Un team deve essere compatto nel bene e nel male, si cercano soluzioni insieme, ma ci vuole pure polso!!!

    Con il botto fatto subito dopo la pole la macchina andava messa ai raggi X: poco importa chi ha colpa, non si parla di nomi e cognomi, ma e’ il sistema che ha fallito: con il capex che hanno si puo’ vedere/tollerare una cosa del genere???

    Errori possono capitare, solo chi non fa non sbaglia, ma e’ la persistenza che mi preoccupa….

    Micol

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