Rassegna Stampa: il naufragio Ferrari e il jazzista Verstappen

Rassegna stampa di un Gp di Francia tristissimo per la Ferrari, triste per la Mercedes e allegro solo per SuperMax e la Red Bull… ecco la rassegna riletta dagli amici di www.loslalom.it

C’è stata musica, sì, lo dice pure Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera quando parla di Verstappen in jazzistica, poderosa rimonta, alla fine di una corsa aperta da un altro errore fatto di emotività e foga, raddrizzata dalla Red Bull con una scelta strategica su due soste tanto azzardata quanto azzeccata. Decisa con la consapevolezza di poter utilizzare una vettura superiore e un pilota che, quando c’è da remare, è più forte dei fratelli Abbagnale. Qualcosa che la Mercedes non ha osato, pagando un prezzo altissimo: due vetture rimontate dal ragazzo olandese per una doppia immagine che ha mostrato, una volta di più, l’abisso che separa Bottas da Hamilton, soprattutto quando le macchine non somigliano a razzi terra-aria.

Secondo Alessandra Retico, che ne scrive su Repubblica, l’olandese ha vinto con brutalità e intelligenza, con il sorpasso a due giri dalla fine su una pista umida per la pioggia del mattino, gomme che faticano (aumentata la pressione delle posteriori dopo le polemiche post Baku), folate da spettinare anche le lamiere, lui che alla prima curva perde il retrotreno e la leadership ma non la testa. Ha la radio che non funziona, ma parla con i fatti.

A Fulvio Solms, che ne scrive per il Corriere dello sport-stadio, questo GP pare molto più di una strambata, o uno di quei salti di vento che cambiano la storia di una regata. Qui sembra proprio che sia l’intero Mondiale ad aver mutato rotta uscendo dalla logica ormai divenuta trita, noiosa, insopportabile, di uno sport a misura di Mercedes. La Red Bull non era mai apparsa tanto sicura dei propri mezzi. In condizioni normali, su un circuito permanente normale, senza piogge o incidenti o bandiere rosse o pioggia di rane, ecco che la Red Bull-Honda va più forte della Mercedes, Verstappen più di Hamilton (Max non ha lasciato per strada neanche il punto del giro veloce, salendo a +12 in classifica) e Perez più di Bottas, ciò che alla lunga avrà un suo peso.

Stefano Mancini su la Stampa analizza invece la domenica nera, nerissima, della Ferrariarrivata in Francia con il timore di andare male, a casa con una sconfitta d’altri tempi. Zero punti, un pilota doppiato, due minuti di ritardo da Max Verstappen. Non esiste una spiegazione: la macchina divorava le gomme e i piloti non ci capivano niente. Eppure in qualifica non era andata così maleL’Équipe chiama la domenica di Maranello con il nome suo: un naufragio

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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