Lo scudetto dell’Inter allontana Kimi dalle prime pagine dei quotidiani sportivi. Ma Ivan Zazzaroni ha avuto un guizzo, titolando Che Triplete sul Corsport e mettendo insieme l’Inter, Kimi e Sinner. D’altra parte Antonelli e Sinner sono la nostra scorciatoia per il paradiso. Ci fanno godere e sognare. Sono i Super Italiani, come ha titolato il Giornale. Hanno rivinto nello stesso giorno, come già capitato quando Jannik vinse a Miami (nello stesso stadio dove si celebrava la F1) e Kimi vinse in Giappone…
Kimi è ciclone, Kimi è no limits. Kimi è semplicemente Kimi. Ecco una mini rassegna (con l’aiuto di www.loslalom.it)

Leo Turrini su QN: “Credo sinceramente che Lassù , nel paradiso degli eroi, Alessandro Zanardi sia davvero orgoglioso del
suo conterraneo che sta aprendo un’epoca nuova in Formula 1. Non voglio esagerare con il romanticismo, però lasciatemi dire che è meravigliosamente suggestiva la coincidenza”.
Alessandra Retico su Repubblica: “Purple rain. A Miami non arriva la pioggia, ma il ragazzo vestito di viola, coi capelli bagnati e un sorriso grande così. Ancora Kimi, per la terza volta di fila. Mai nessuno come Antonelli, il prodigio della Mercedes: cinque settimane dopo l’ultima volta in Giappone, c’è ancora il bolognese a insegnare al Mondiale come si corre”.
Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera chiama Antonelli un piccolo grande uomo che sa ancora sbagliare, e questa imperfezione incoraggia, dice, rassicura. “È bello che sia così perché stiamo parlando di un pilota vincente che mostra ampi margini di progressione. Abbastanza da rassicurarci pensando a ciò che sarà. Non solo: in questo lungo mese di pausa Antonelli è stato fotografato, filmato, intervistato, trasportato, in ogni dove. È comparso ovunque, persino negli spot, cosa che ha ricordato quanto accadde un anno fa quando i primi riflettori si posarono su di lui, generando qualche contraccolpo. Niente del genere, vista la grinta messa giù in Florida, il che conferma l’impressione di cui sopra: questo piccolo grande uomo magari sbaglia ma poi impara. Lo fa in fretta, abbinando una capacità introspettiva che non mostra affatto nelle interviste, nelle occasioni pubbliche, quando appare come un ragazzino persino acerbo nei modi, nei gusti, in uno stile di vita che pure sta evolvendosi alla stessa media oraria del suo passo gara”.

Umberto Zapelloni sul Giornale dice: “Continuate pure a non dargli lo champagne perchè Kimi è troppo giovane. Tanto le sue bollicine sono più dolci di quelle degli altri: a 19 anni nessuno ha avuto i suoi sogni”.
Jacopo D’Orsi su La Stampa ha scritto che “non c’è nessuno più adatto di Kimi Antonelli per accompagnare la Formula 1 nel futuro, che intanto è già il presente. La sua è la faccia migliore da prestare al Circus, quella di un 19enne italiano mezzo bambino e mezzo uomo, velocissimo e spensierato, ora che l’era di Lewis Hamilton è prossima al tramonto e Max Verstappen, che comunque mai è stato un mostro di espansività social né di comunicazione, si avvicina alla trentina, per di più tra un mugugno e l’altro”
Luigi Perna sulla Gazzetta dello sport dice che “finora era sembrato un ragazzino nel paese dei balocchi. Un bambino prodigio, baciato da un talento divino, che si ritrovava a cavalcare il suo sogno volando sulle ali dell’entusiasmo. Da ieri, però, qualcosa è cambiato. Andrea Kimi Antonelli si è accomodato al tavolo dei grandi della Formula 1”.
Daniele Sparisci sul Corriere della Sera: “Mai un errore, mai un’incertezza, sembrava di vedere Verstappen”.


