Rassegna stampa: la Formula Max e la Ferrari sul fondo…

L’impresa di Max, la sua nona di fila, la sua terza su tre nella gara di casa, hanno offuscato l’ennesima domenica nera della Ferrari. Formula Max oltre i record. Ferrari ridotta al minimo.Max per tutte le stagioni. Verstappen più forte anche del meteo. Max forza 9 Sainz mette la ciambella. Solo su La Stampa, il quotidiano di famiglia, si va a colpire duramente la Scuderia: Ferrari sul fondo.

Ecco la rassegna stampa di www.loslalom.it

Umberto Zapelloni, il Giornale: Nella Formula 1 2023 ci sono due certezze: una vittoria di Verstappen e una figuraccia della Ferrari. Anche in Olanda, con tutto quello che è capitato là fuori tra sole, pioggia, vento, una mezza tormenta, safety car e bandiera rossa, alla fine ha vinto il solito super Max, al nono successo di fila, un record che va a eguagliare quello ottenuto da Vettel dieci anni fa. Ad applaudirlo sono arrivati il re e 320mila sudditi che hanno continuato a cantare e ballare sotto la pioggia. Impressionanti come lui 

Fulvio Solms, Corriere dello Sport-Stadio: Max Verstappen vince anche se il gran premio si decide ai dadi, tra scrosci e sole e diluvio, dopo 91 pit stop, una safety car e una sospensione. Una logica superiore all’ingegneria e al talento nella guida vuole che ciò gli accada nella sua Zandvoort, meravigliosa discoteca a cielo aperto in cui centocinquemila ballano e brindano per tre ore, incuranti del freddo e del tempaccio che s’alterna col sole, così come della lunga interruzione. Sei cambi gomme per Max non cambiano l’esito” 

Alessandra Retico, la Repubblica: Ci sono 105 mila arancioni sugli spalti, zuppi d’acqua e desideri. Lui è impermeabile ai cambiamenti: delle gomme, degli avversari presunti, degli accidenti. In conferenza mangia caramelle da un sacchetto dove c’è un mulino a vento. Don Max, e questo il suo dolce tempo.

Daniele SparisciCorriere della sera: Neanche nel 2021, quando lottava punto su punto contro Hamilton, aveva «sofferto» così per vincere qui, nella bolgia orange. SuperMax più forte del caos, della pioggia alla partenza e del diluvio ai titoli di coda, in una corsa minima per la Ferrari, di briciole e di imbarazzi, Leclerc azzerato anche dai suoi stessi eccessi” 

Giorgio Ursicino, il Messaggero: Ha una sicurezza che fa quasi rabbia. Una superiorità che potrebbe sembrare strafottenza. Eppure, non è così. L’olandese ha la considerazione massima di ognuno dei suoi colleghi. Consapevoli tutti che, in quasi tre quarti di secolo di storia della F1, non c’è mai stata un’era con una superiorità tanto disarmante. Un binomio talmente infallibile da apparire perfetto 

Fabio Tavelli, il Foglio: Chi l’avrebbe mai detto che quella di Bernie Ecclestone fosse tutt’altro che una battuta? Colui che ha portato nel futuro la Formula 1 prima di cederla a Liberty Media, una volta – era marzo 2011 – se ne uscì dicendo che per rendere entusiasmanti le gare gli organizzatori avrebbero dovuto bagnare la pista a sorpresa. Così, per intricare situazioni già decise e dare agli spettatori quell’adrenalina che spesso manca quando un pilota o una scuderia si dimostrano troppo più forti della concorrenza. Uno stratagemma evidentemente impraticabile ma segnale chiaro che il tema di affrontare in qualche modo il rischio letargico che provocano i domini incontrastati non è nuovo. Mancano 931 giorni al 15 marzo 2026. È la data presumibile d’inizio del Mondiale con il cambiamento di regolamento che dovrebbe, dovrebbe, rimettere le cose in equilibrio. 

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: Abbiamo visto Sainz colluttare eroicamente con una macchina lenta e capricciosa, un ennesimo calo di rendimento delle gomme che ha precluso un posto sul podio, a vantaggio dell’Alpine di Gasly, non proprio una corazzata. Leclerc, ben peggio, secondo consuetudine di questo 2023 difficilissimo. Una collisione con Piastri devastante sul fronte aerodinamico, mentre tentava di recuperare in avvio, dopo aver sbattuto una macchina «inguidabile» in qualifica. Quindi, lasciato senza pneumatici da pioggia al box per una scena caotica già vista ieri e l’altroieri. In passato per questi pasticci veniva giù il teatro. Ora Vasseur commenta con l’ennesima risata, spiegando che l’inghippo, tutto sommato, ha comportato un vantaggio. Quale non si sa” 

Giorgio Pasini, Tuttosport: Manca il bomber, anche perché manca la… palla. Che poi nella Formula 1 è la macchina. Senza quella, o con una floscia, non si gioca. Il problema è che alla Ferrari mancano anche schemi, tattica, strategia. Insomma, quasi ogni weekend diventa una partita contro i propri limiti e in difesa, con i piloti costretti al ruolo di portieri per parare il parabile. Charles Leclerc colleziona papere insieme alla squadra” 

Mauro Coppini, Corriere dello Sport-Stadio: Il “gelido” Max Verstappen e il “rovente” Fernando Alonso. Un giovane e un veterano che aspettano solo di potersi misurare su un territorio in grado di metterne in evidenza non solo le capacità, ma anche e soprattutto i diversi caratteri. Decisi a tutto, con il possibile che fa rima con l’impossibile. Un atteggiamento che la Ferrari non sembra in grado di coltivare.   quella di quest’anno è una Ferrari misericordiosa. Perché grazie alla “SF 23” la gran parte dei piloti e dei costruttori, potrà dire di essere finita in qualche gara, magari una sola, davanti alle monoposto del Cavallino. Da che mondo è mondo un obiettivo ambito, quasi irraggiungibile ma che oggi è a portata di mano” 

Leo Turrini, il Resto del Carlino: Non un grande spot, per Monza. D’altronde la Ferrari 2023 questa è 

Luigi Perna, la Gazzetta dello sport: Domenica c’è il GP d’Italia a Monza, su un tracciato dai lunghi rettilinei che è l’opposto del toboga di Zandvoort, e chissà che questo non possa spingere un po’ il Cavallino davanti ai suoi tifosi. 

Stefano Mancini, la Stampa: L’attesa per domenica prossima è forte, ma le premesse sono negative. La Ferrari deve fare i conti con problemi di prestazione e con la crisi del pilota su cui ha impostato il progetto per tornare competitiva. Oltre all’incidente in gara, Leclerc era andato a sbattere sabato in qualifica. E alla vigilia del Gp di Zandvoort aveva ammesso che per raggiungere la Red Bull bisognerà probabilmente aspettare il 2026. Entro fine anno discuterà il rinnovo del contratto: ha nove gare per ritrovare (e restituire) fiducia.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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