Rassegna stampa: tutti con Leclerc e la Ferrari. Ma col fiato sospeso

Rassegna stampa dopo la pole di Leclerc ancora in attesa di sapere se la Ferrari scatterà davanti.

Senza lanciarsi in mare come Ascari e Hawkins – ricorda loslalom.it – , Charles Leclerc ha visto la curva delle piscine e con la Ferrari ci è schizzato dentro. È stata la seconda causa della pole position fatta dopo un anno. La prima mossa era stata fare il miglior tempo, prima della sospensione delle qualifiche per la bandiera rossa causata dall’incidente. C’è una vecchia regola che i piloti a Montecarlo conoscono: il miglior giro va fatto prima possibile. Perché non si sa mai. Max Verstappen, secondo, ha consegnato una serie di maleparole alla radio ma avrà comunque la certezza di essere parecchio davanti a Hamilton sulla griglia (settimo), su un circuito dove pochi passano qualcuno. Solo che la Ferrari adesso ha un problema. Se dovesse sostituire il cambio rotto, prenderebbe cinque posizioni di penalità. Un elemento che scagiona Leclerc da ogni sospetto di dolo. Stefano Mancini su la Stampa ricorda che “nel 2006 Michael Schumacher si fermò in pista con un goffo testacoda. I commissari di gara ritennero che l’aveva fatto apposta per impedire ad Alonso di andare in pole position e lo retrocessero in ultima posizione. Lo spagnolo vinse la gara. Vista con gli occhi di oggi, quella penalità costò a Schumi l’ottavo titolo della carriera. Anche Nico Rosberg riuscì a mettere in salvo la sua pole uscendo di pista alla curva Mirabeau nel 2014. Ma non fu provato il dolo e non arrivò la sanzione per il pilota della Mercedes”. Gli pare invece che Leclerc stavolta abbia fuso “l’impresa e la gaffe da principiante”. 

Alessandra Retico su Repubblica considera che la fortuna non esiste ma è la benvenuta a casa. Dopo quasi 4 ore di fervido lavoro ai box, al Cavallino non risultano danni gravi, anche se un’ulteriore verifica verrà fatta stamattina

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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