Rassegna stampa: Vale si prende le prime pagine, Hamilton il resto

In prima pagina ci va Valentino com’è giusto che sia nel giorno del suo addio alla MotoGp. Ma l’impresa di Hamilton c’è lo spazio giusto all’interno. Ecco la rassegna del BrazilGp

Adesso i punti di distacco sono scesi a quattordici e mancano tre GP alla fine del Mondiale – sintetizza loslalom.it – Con un sorpasso al 59esimo giro che rimarrà nella storia del 2021, Lewis Hamilton è andato a prendersi il primo posto in Brasile davanti a Max Verstappen. Due giri primasiamo arrivati a tanto così dallo scomodo, con una manovra in difesa dell’olandese ai limiti, giudicata regolare dalla giuria. Terzo Bottas che era partito dalla pole, Pérez quarto davanti alle Ferrari di Leclerc e Sainz.

Come già nella Sprint Race, Hamilton ha fatto un capolavoro in rimonta, partendo dal decimo posto in griglia. Stefano Gatti per Mediaset la chiama “una vittoria da cineteca, una delle più belle in assoluto delle centouno che costituiscono la collezione del campione di Stevenage”.

Alessandra Retico su Repubblica scrive che non è stata una corsa, ma un carnevale. “Come tutto il Mondiale 2021 che sta ribaltando personaggi, situazioni, l’ordine sociale della F1. In Brasile, dove sennò, Lewis Hamilton straccia via la maschera del perdente”.

Daniele Sparisci per il Corriere della sera racconta come “avvolto nella bandiera verdeoro, l’erede di Senna manda in estasi il Brasile, il mondo. Il 101° successo di Lewis Hamilton può cambiare la storia del Mondiale, e anche se non dovesse succedere sarà comunque ricordato come un’impresa leggendaria, un gioiello fra i più preziosi della F1. Max Verstappen accusa il colpo, come la Red Bull: si aspettavano una doppietta, sono stati divorati dal sette volte campione del mondo. Ferocia pura, dalla partenza”.

Frédéric Ferret su l’Équipe scrive che già solo per motivi simbolici – la 101esima vittoria, il Brasile – questo trionfo “merita di essere collocato molto in alto nello scaffale dei ricordi e ancora più in alto nel pantheon dei suoi capolavori. Non dovrebbe essere lontano da quello in Inghilterra del 2008, quello in Turchia l’anno scorso o quello in Germania nel 2018”.

Juan Gutiérrez su As sottolinea che “le vittorie di Lewis Hamilton sono state quasi sempre accompagnate da un asterisco, che si accompagnava a una verità inappellabile: – Ha la macchina migliore. È stato così per molto tempo, ma quel vantaggio è diventato anche un handicap, perché ha coperto la sua vera classe, il suo talento straripante. Il fine settimana in Brasile, dove ha recuperato 24 posizioni tra sabato e domenica, lo incorona come il campione che è sempre stato, con una delle più grandi esibizioni della sua lunga carriera. L’inglese lo ha fatto con un’auto superiore, certo, e con un motore nuovo. Così a questo punto potrebbe comparire il solito commento demagogico che al volante di una Mercedes avrebbe le stesse prestazioni anche un pilota della Haas. Beh no. Nessun pilota della Haas sarebbe in grado di emulare l’impresa vista a Interlagos. E nemmeno il suo compagno di squadra, Valtteri Bottas, che a volte dimentica di guidare la stessa macchina. Un’altra critica ripetuta spesso è che non ha mai avuto un rivale all’altezza. Stavolta è sbagliato anche questo. Il campionato è in fiamme. Possiamo goderci lo spettacolo”.

In Inghilterra stamattina hanno ripreso a crederci. Giles Richards sul Guardian scrive che nulla è impossibile negli ultimi tre GP e Oliver Brown sul Telegraph aggiunge: “Il ritorno in Brasile di Lewis Hamilton è stato un salto di qualità: come ci è riuscito? L’impennata dalla decima posizione in griglia non è stata solo un trionfo di volontà, ma una notevole riscoperta della velocità da parte sua e della Mercedes”. Il Daily Mail torna sulla polemica per la manovra di Verstappen prima del sorpasso e scariche che “i fan della Formula 1 si domandano come l’olandese possa continuare a farla franca”.

Sul Resto del Carlino Leo Turrini proprio stamattina scrive: “ormai il mio è più di un sospetto: questo bellissimo mondiale di Formula Uno finirà al Var! E tale, infatti, l’animosità che regna tra i duellanti da lasciar supporre che, prima o poi, ci scapperà un altro incidente. Purtroppo, non aiutano le accuse reciproche tra i vertici di Mercedes e Red Bull: il dilagare dei sospetti (sulla regolarità delle rispettive monoposto) contribuisce ad agitare ulteriormente le acque di un mare già in tempesta”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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