
Non è stato il ritorno a scuola che sognavano i nostri eroi. La mini pole olandese finisce nelle mani di George Russell che resta il re delle gare brevi, specialità in cui finora ha incassato più punti (26 a 21) rispetto al suo compagno di squadra Antonelli. Delusissimo Kimi, delusi i ferraristi anche se Charles vede il bicchiere mezzo pieno.
Russell è alla terza mini pole su cinque, una costanza che non ha avuto nelle gare vere e quindi non preoccupa più di tanto Kimi che era stato il migliore al mattino, ma poi aveva cominciato le qualifiche con un fuori pista che gli ha scalfito la fiducia e pure il fondo della sua Mercedes (ha perso 25 punti di carico). Un errore che ha pagato caro, commesso quando non doveva forzare. Ma lui è fatto così. Entra e va subito al massimo. Basta pensare a Monza due anni fa…
Di fianco a Russell c’è Norris con una McLaren che dopo l’exploit in Ungheria, conferma di voler giocare con i grandi. I primi quattro sono racchiusi in 99 millesimi, praticamente nulla, anche se questa è una pista corta (4259 metri) e il giro dura poco più di 71 secondi. Antonelli che è solo quinto, peggior qualifica stagionale, è a 0”227 dal compagno. Deluso è dir poco. “Avevo dei buchi sul fondo… hanno cercato di ripararlo, ma ho faticato parecchio. Ero troppo veloce, ho perso il postreriore e sono finito nrlla ghiaia… Ci riproverò domani”.
Chi non è deluso, nonostante la posizione, è Leclerc che ha accarezzato il sogno fino all’ultimo: “Il mio miglior giro di qualifica dell’anno – ha detto a sorpresa – ho ritrovato il feeling che non avevo ancora avuto in questa stagione. Peccato per la pole, ma mi sembra un bell’inizio di fine settimana”. A farlo sorridere forse è soprattutto il vantaggio su Hamilton che era di tutt’altro umore (battuto anche da Verstappen che si è ritrovato proprio alla fine). La Ferrari ha montato il nuovo fondo solo in qualifica. Un azzardo che ha funzionato.
Da quando la Formula 1 è tornata a correre in Olanda, ha sempre vinto chi partiva in pole. Cinque volte su cinque. Ma le vittorie non sono sempre arrivando restando in testa dall’inizio alla fine. Non è insomma detto che la gara breve debba finire allo stesso modo. Ci sono tanti piloti vicinissimi. Vincerà chi sbaglierà meno. Kimi ha sbagliato il suo venerdì pomeriggio e ha pagato. In una gara sprint non ci sono in palio punti pesanti, soprattutto per chi come lui ne ha 50 di vantaggio. L’importante è restare positivo e pensare alle qualifiche della gara vera. La differenza vera può farla domenica.


