Da quando la Formula 1 è passata all’effetto suolo nel 2022, Lewis Hamilton ha vinto solo due gare e una Sprint. Certo, ha guidato per tre anni un Mercedes in piena crisi, una macchina che neppure i suoi compagni hanno fatto brillare. Ma già dall’anno scorso quando il team di Toto Wolff ha ritrovato un po’ di luce, Lewis in qualifica ha preso delle sonore bastonate da Russell (19-5) . Così c’è chi sostiene che il problema di Lewis sia questo tipo di vetture.
Nella sua colonna sul Telegraph, Gary Anderson, già direttore tecnico in Jordan e Jaguar ha scritto:
Lewis Hamilton ha lasciato il Bahrain con un umore positivo , fiducioso di trovare il modo di sbloccare il ritmo con la sua Ferrari. Eppure, a Gedda, una settimana dopo, tutto questo è stato fatto a pezzi. Il sette volte campione del mondo ha ammesso che le prospettive potrebbero non cambiare per il resto di quello che considera un anno “doloroso”.
A quanto pare non è cambiato molto dai tre anni difficili trascorsi alla Mercedes, dove non ha mai preso pienamente confidenza con queste vetture a effetto suolo. Nonostante il passaggio a un team in una posizione migliore, riscontriamo gli stessi problemi . Cinque gare sono un lasso di tempo adeguato per adattarsi, ma la storia sembra ripetersi.
… Le prestazioni altalenanti della Ferrari – e la reazione di Hamilton – sono il risultato di una SF-25 più instabile rispetto ai suoi rivali. Hamilton ha conquistato la pole e ha vinto la gara sprint in Cina con merito. Eppure da allora è stato superato in qualifica – di 0,311 secondi, 0,597 secondi e 0,432 secondi – e in gara da Charles Leclerc in ogni sessione. Leclerc sembra fare progressi, ma Hamilton no.
Anderson individua nelle vetture ad effetto suolo il problema di Hamilton: “Lewis è stato in lotta fin dal primo giorno con le vetture a effetto suolo. Che fosse per il suo stile di guida o per le caratteristiche della vettura, è stata una lotta da cui non è mai riuscito a liberarsi“.
A tutto questo Anderson aggiunge come, senza Hamilton, la Mercedes abbia recuperato competività, seguendo le indicazioni di Russell e del giovane Antonelli, senza più perdersi dietro a quelle di Hamilton che cercando di adattare le Mercedes degli ultimi anni al suo stile di guida, non è riuscito a otttenere nulla di buono.
Una tesi che in un certo senso segue una inquietante dichiarazione rilasciata da Lewis dopo la gara di Gedda, quando ha detto: “Al momento non c’è una soluzione e forse sarà così per il resto dell’anno. In qualifica non riesco a estrarre il potenziale, in gara ho provato qualsiasi cosa ma non ha funzionato. – ha proseguito Hamilton -Non posso prendermela con la macchina che ha dimostrato che può arrivare terza”.
Il problema è che la Ferrari dopo 5/6 gare non può permettersi di perdere Hamilton… Sarebbe un errore clamoroso.


