Una Ferrari davanti a tutti dopo due ore di prove, l’abbiamo vista spesso quest’anno. E non sempre a portato a qualcosa di concreto. Verstappen è stato il più veloce in Fp1 e Leclerc in Fp2, arrivando a 8 millesimi dalla Red Bull. Un buon inizio, nulla di cui vantarsi più di tanto.
Ferrari, ma anche Red Bull e McLaren hanno buoni motivi per sorridere. Chi sul giro secco, chi sulla distanza, ha già trovato le risposte che cercava sulla pista di Sepang sporca come i bagni di certi stadi italiani.
Chi non ha trovato ancora le risposte giuste è la Mercedes che ha portato in pista un mondo di novità, ma non ha ancora trovato il modo di farle funzionare.
“Invece del miglioramento sperato nei tempi sul giro, abbiamo faticato con un assetto complesso e un eccessivo surriscaldamento degli pneumatici”, spiegano i tecnici.
E allora viene spontanea una domanda: era il caso di portare tante novità su una pista quasi sconosciuta dove si sapeva che il lavoro sul bianciamento e l’assetto sarebbe stato complicato? Lo avesse fatto la Ferrari, l’avremmo già impallinata.
Certo, Singapore tra una settimana sarebbe stata peggio, ma allora si poteva attendere Austin il 25 ottobre, anche se forse quella è la pista designata per il cambio motore con penalità di Russell.
Come sa Vasseur, sulla Ferrari avremmo sparato… Ieri in conferenza ha detto: ““Quando vedi il rumore e tutte le voci apparse sulla stampa durante la settimana, credo che, come squadra, abbiamo bisogno di lavorare con serenità, e non era assolutamente così. Il comunicato era necessario per fare qualcosa, altrimenti questo weekend sarebbe stato lo stesso”. Insomma dopo quattrro anni ha capito che la Ferrari è un mondo a parte, dove la pressione la si sente come le carote all’interno della pentola…




