Sempre il solito Max, ma la Ferrari c’è

Max in pole. Ma non è tutto vero. Lui ha tanti meriti, ma questa volta Leclerc ha qualche colpa. Primo Sainz in Q1. Primo Leclerc in Q2. Primo Verstappen quando in palio c’è la pole. Il sogno della Ferrari lascia strada alla delusione negli ultimi 12 minuti delle qualifiche di inizio stagione.

Sembra sempre la stessa minestra. Quella che ti fa passare la voglia solo a vederla. Ma dietro alla pole numero 33 di Max Verstappen non dovrebbe esserci la solita noia. Il miglior tempo delle qualifiche non è stato il suo, quello che lo farà ripartire davanti a tutti, ma quello di Charlers Leclerc che in Q2 aveva fermato i cronometri a 1’29”165. La Ferrari insomma c’è ed almeno in qualifica è più vicina di quanto raccontino i 0”228  di distacco incassati da Charles che in Q3 non è stato perfetto, mentre Max ha pure sfruttato una super scia di Piastri in rettilineo.

La pole era alla portata di Leclerc, non è una sensazione, lo racconta il cronometro perché il miglior tempo della giornata è stato quello ottenuto da Charles in Q2 con 1’29”16 .Ma in Q3 Leclerc non è riuscito a mettere insieme un giro perfetto, ha commesso un paio di errori nel primo e nell’ultimo settore dopo che nel primo run, con gomme usate era arrivato a 59 millesimi da Max. alla fine ha preso 0”228 da Max, ma il distacco appare bugiardo anche perché Max ha sfruttato pure la scia di una McLaren in rettilineo. Insomma Leclerc aveva il colpo in canna, ma non è riuscito a  centrare il bersaglio. Lui che di solito è implacabile nel giro sparato, questa volta ha fallito. Racconta di aver perso un po’ il ritmo usando gomme usate nel primo run in Q3 e di aver faticato un po’ nell’ultimo tentativo. “Quel giro con gomme usate mi ha fatto perdere un po’ il ritmo. Peccato perché in Q2 ero stato ancora più veloce”, ha ammesso Charles che si è portato dietro l’errore commesso in Q1 quando ha dovuto usare un set in più di gomme nuove per non rischiare la beffa del taglio (una precauzione forse eccessiva perché il margine c’era, tato che alla fine ha abortito il giro).

La morale delle prime qualifiche dell’anno è che per provare a insidiare la Red Bull di Max bisogna essere perfetti. Charles è deluso perché sa di non esserlo stato, ma allo stesso tempo contento perché è comunque un inizio migliore di quello dello scorso anno. Alla Ferrari è mancato il miglioramento che di solito riusciva a ottenere in Q3, migliorandosi di due/tre decimi. Leclerc ha sbagliato, ma anche Sainz ha perso per strada qualcosa. Potenzialmente la Ferrari poteva dare di più, il che non è poi così male alla prima gara. Ora bisognerà verificare il miglioramento sul passo gara. Max è naturalmente favoritissimo, ma forse non potrà passeggiare come per gran parte della scorsa stagione.

Sembra ci sia decisamente più equilibrio. Tra i primi nove c’è poco più di mezzo secondo di distacco. Tra i primi venti in Q1 c’era un secondo. Certo il problema sono sempre quei due decimi tra Max e il resto del mondo, ma questa volta dietro a quel distacco più che un’enorme differenza di macchina ci sono gli errori degli uomini. Sbavature più che errori veri, ma quando tra inferno e paradiso c’è solo un secondo, basta davvero poco a scivolare indietro. Dalla prima ora di qualifica esce bene anche Russell che ha vinto la prima sfida con Hamilton, piazzando la sua Mercedes tra le due Ferrari. Perez come al solito è rimasto lontanissimo da Max. Alonso invece ha fatto il solito mezzo miracolo anche se un anno fa era partito ancora meglio.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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