Vasseur: mi è piaciuta la reazione Ferrari

Non si era mai visto un pranzo di Natale in casa Ferrari con il padrone di casa che nel bel mezzo del pranzo saluta e se ne va. C’era un rito, c’erano le battute dopo il panettone, le firme all’annuario e ai modellini. Ma con Montezemolo c’erano sempre Piero Ferrari, Jean Todt e poi Domenicali… Con Marchionne c’erano Arrivabene e Binotto… Con Vasseur c’è Vasseur e non resta neppure fino al brindisi. Chi ha dovuto brindare mentre mangiava il secondo non l’ha presa benissimo…

Il Natale di casa Ferrari porta comunque qualche conferma nell’ora abbondante di chiacchiere. La nuova vettura verrà presentata il 13 febbraio, un giorno prima di San Valentino quando quest’anno fu presentata una macchina che non ha fatto innamorare nessuno. “Il 13 porta sfortuna? Non mi interessa”, ha detto Vasseur agli spagnoli preoccupati. Il contratto dei piloti arriverà prima dell’inizio del campionato, ma Vasseur non ha ufficialmente svelato nulla sulla durata dei rinnovi. Ci sono nuovi arrivi in vista, ma non aspettiamoci rivoluzioni, anche perchè in F1 ci vuole tempo. Obiettivo 2024: migliorarsi ancora. Con una vettura che sarà nuova al 95%.

Qualche battuta su Max: “Chi non lo vorrebbe in squadra… Mai dire mai”, su Hamilton : “da vent’anni si settimane. D’altra parte quasi tutti i piloti dello schieramento hanno corso per me…”.

“Fred è ancora vivo, il che è una buona notizia”. Fred Vasseur comincia con una battuta la sua chiacchierata di fine anno in casa Ferrari. “E’ stata una sfida difficile, sono arrivato solo quattro settimane prima che cominciasse il campionato in Bahrain. Adesso sono in una situazione molto più confortevole ho potuto capire meglio tutto. Persone, sistema, infrastrutture e sono sicuro che faremo meglio dello scorso anno. Nell’ultima parte della stagione siamo andati bene anche se non è mai abbastanza e non dobbiamo fermarci”. Fare peggio, in effetti sarebbe difficile. Vedremo il 13 febbraio, giorno scelto per presentare la nuova monoposto.

“Abbiamo già cambiato qualcosa, anche se a me non piace comunicare gli spostamenti interni. Ma non si tratta di una persona o dell’altra. Si tratta del gruppo che è la cosa più importante. Sono orgoglioso della reazione del team durante la stagione, includendo i piloti in tutto questo. Abbiamo avuto i primi sei mesi molto duri, fino a Monza, poi abbiamo reagito bene. Stiamo facendo qualche cambiamento, stiamo assumendo molta gente, ma in Formula 1 è un problema. Quando hai individuato l’area da rinforzare e trovato la persona da ingaggiare devi aspettare almeno 12 mesi perché possa lavorare per te. Quindi molto spesso il suo impatto arriverà due o tre anni dopo”. Ma anche aspettando i nuovi arrivi Vasseur è fiducioso: “Quest’anno la cosa migliore è stato il cambiamento nell’approccio e nella mentalità. Abbiamo preso dei rischi, siamo stati più aggressivi nell’ultima parte della stagione”.

Sul fronte piloti ci si attendeva il comunicato del rinnovo. Invece: “Come sapete sono sotto contratto con noi fino alla fine del 2024 e abbiamo ancora 13 mesi davanti. Se pensate che la Mercedes ha rinnovato a fine agosto significa che abbiamo ancora un sacco di mesi per farlo. Avevo detto che avremmo chiuso le trattative prima di fine anno, ma l’ultima parte della stagione è stata una grande caos e siamo in ritardo rispetto ai piani iniziali, anche se arriveremo a una conclusione molto prima di quanto abbia fatto la Mercedes”. Nulla di cui preoccuparsi. Leclerc è di fronte a un’offerta molto lunga (5 anni) e avrebbe già accettato in linea di massima. Per Sainz invece si discute sulla durata del rinnovo. “In questa stagione abbiamo dimostrato di trattare i piloti nello stesso modo, credo Singapore ne sia un esempio con Charles che si è sacrificato per aiutare Carlos. Non abbiamo un numero uno o un numero due, ma due piloti molto forti e il fatto che abbiano totalizzato più o meno gli stessi punti è significativo”, ha aggiunto Vasseur senza entrare nei particolari della lunghezza dei contratti ma assicurando che sta lavorando per arrivare ad un annuncio prima dell’inizio della stagione.

Il terzo posto finale è stato un passo indietro rispetto all’ultimo anno di Binotto. Che ne pensa la proprietà? La domanda è legittima, la risposta diplomatica: “Non abbiamo dovuto attendere la fine del campionato per discutere con Elkann e Vigna. Abbiamo confronti quotidiani. Nessuno può essere contento di quanto abbiamo fatto all’inizio della stagione. Abbiamo avuto troppi problemi di performance e affidabilità, ma la reazione della squadra con 5 pole nelle ultime 8 gare, il fatto che siamo stati in grado di battagliare con Max in qualche occasione ci dice che abbiamo fatto un passo avanti. Non ho bisogno che me lo dicano Elkann o Vigna sono io il primo a non essere contento del terzo posto finale. Ma sono contento della reazione che abbiamo avuto”.

La reazione c’è stata. Giusto sottolinearlo. È un segnale importante. Che cosa l’ha prodotta? “All’inizio eravamo due/tre decimi dietro. Abbiamo recuperato uno-due decimi. Ora lo schieramento è così compatto che un decimo di differenza può cambiare completamente la fisionomia di un weekend. Abbiamo portato delle modifiche in Uk e in Giappone ma sono convinto che il passo avanti sia dovuto soprattutto a come abbiamo cambiato l’approccio al lavoro in pista. Più ancora degli sviluppi è stato questo a farci migliorare. Essere più aggressivi ci ha dato dei risultati. Guadagnare un decimo significa migliorare di due/tre posizioni sullo schieramento. È anche questione di dettagli e ci abbiamo prestato più attenzione”. Vasseur difende invece il muretto: “Non abbiamo fatto scelte strategiche sbagliate quest’anno. E’ sempre stata questiobe di passo, quando c’era le scelte sono state buone”.

Ecco come ha lavorato Vasseur: “La prima cosa è stata capire il team, persone che lavoravano insieme da anni. Prima di agire ho dovuto capire e io ho lavorato per far capire che dovevamo rischiare, essere ambiziosi, aggressivi e non aver paura. Siamo migliorati in questo. Devi sempre essere al limite come ci fa vedere la Red Bull ogni volta”.

Le aspettative per il 2024 sono importanti: “Rivoluzionaria non è la parola giusta. Le regole sono le stesse. Dobbiamo migliorare di uno o due decimi, non di secondi. Cambieremo il 95% dei componenti della macchina, non so se rivoluzione è la parola giusta. Dobbiamo concentrarci su noi stessi e continuare a spingere. I piloti sono coinvolti e mi pare che stiamo procedendo nella direzione giusta. Credo che con il nostro livello di performance di fine anno per Red Bull non sarebbe stato facile vincere tutte le gare che hanno vinto quest’anno. Vedremo come andrà l’anno prossimo. Ma non voglio pensare a dove sarà la Red Bull. Voglio pensare a migliorare i nostri limiti. Poi vedremo in Bahrain a che punto siamo. L’anno prossimo sarò contento se avremo fatto un lavoro migliore di quest’anno. La lezione di quest’anno è che siamo stati capaci di reagire”.

Fred ha qualcosa da dire sul Wolff gate e l’assurdo comportamento Fia (“Avrebbero potuto pensarci su 24 ore ed evitare una figuraccia”. E sui commissari: “Ci vuole coerenza delle decisioni. È importante per noi e per gli appassionati, per gli sponsor. I track limits. Il tempo limite nel giro di qualifica, tutte cose da migliorare e ne stiamo parlando con la F1 Commission e poi dobbiamo lavorare per il 2026 e le nuove regole, questa è la grande sfida”. Gli vanno bene le 24 gare: “Non chiederei di ridurle, ma dovremo decidere come far respirare i meccanici, Non è un caso che quest’anno ad Abi Dhabi abbiano sbagliato in tanti in tutte le squadre perchè stanchi”.u

Vedi Il pranzo di Natale in casa Ferrari

e la Rassegna stampa: le parole di Vasseur viste dai quotidiani

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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