Vasseur sotto esame: il piano B della Ferrari ha un nome e un cognome

La Ferrari deve ringraziare Antonelli. Senza il clamore per i suoi successi, sarebbe tutto un processo per il Cavallino dopo il disastro di Monza. Sul Corriere di oggi, con la nobile firma di Daniele Dallera, però si colpisce duro.

“Se si insisterà con questo trend tra un podio sognato e l’incubo di periferici piazzamenti, la strada che porterà la Ferrari al futuro non sarà quella tracciata da Vasseur. Il piano B che va oltre il manager francese non c’è. Ora. Attenzione, la F1 è sì programmazione ma non può contemplare tempi, scelte, gerarchie e idee che stanno mettendo in difficoltà costante la Rossa”, si legge in un articolo-commento intitolato Ferrari Flop: Vasseur torna sotto pressione. Così non si può andare avanti.

Parole sante che qui avete letto tante volte. L’impresione è che la mancanza di miglioramenti, nonostante le tante modifiche portate in pista, abbia irritato il vertice del Cavallino. John Elkann e Benedetto Vigna non sono più tanto convinti di proseguire su questa strada. Stanno riemergendo gli stessi dubbi di un anno fa, quando Vasseur andò vicinissimo all’esonero.

C’è una sola imperfezione nel commento del Corsera. Si dice che in Ferrari non ci sia un piano B. Il piano B invece c’è eccome ed è lo stesso preso in considerazione un anno fa. Ha unnome e un cognome: Antonello Coletta, l’uomo che ha riportato la Ferrrai a vincere tre anni di fila a Le Mans e che l’altro giorno in America ha festeggiato un’altra vittoria a Road Atlanta in un campionato che purtroppo è troppo condizionato dal Balance of Performance.

Coletta è l’uomo giusto per la ripartenza anche se ha bisogno di tempo anche per rivedere una squadra che Vasseur ha riempito di tecnici che non sembrano all’altezza della situazione.

Certo, a questo punto ci vuole coraggio. Vasseur ha ancora dalla sua i piloti, ma siamo sicuri che Hamilton e Leclerc, arrivati a prendersi a ruotate a Monza, siano ancora convinti che Fred sia l’uomo giusto?

Ingegner Elkann ci pensi, la Ferrari merita altro.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.