50 anni fa il primo podio di Lauda in Ferrari

13 gennaio 1974-13 gennaio 2024. Cinquant’anni fa Niki Lauda conquistava il suo primo podio e i suoi primi punti al volante di una Ferrari con il secondo posto al Gran premio d’Argentina vinto da Denny Hulme.

Sono gli anni della valanga azzurra e quel lunedì il Corriere della Sera mette in testata lo sci e di taglio il primo gran premio della nuova stagione (conclusosi comunque moto tardi in Italia). “Soltanto Hulme davanti alle due Ferrari”. Non ci si rende ancora conta di quello che sta cominciando. Per tutti il pilota numero uno della Scuderia è Clay Regazzoni (che infatti arriverà secondo mnel mondiale perdendolo solo all’ultima gara con tanto di polemiche).

Per la Ferrari sono gli anni della ricostruzione. A gestire il team è stato chiamato Luca di Montezemolo che con Lauda avrà un legame fortissimo, durato tutta la vita. Ferrari è fiducioso della nuova macchina, della nuova organizzazione. E lo sono anche i piloti.

Lauda dopo la gara ha detto: “Ho avuto una partenza non eccezionale ma in questo senso sono stato fortunato perché sono arrivato alla prima curva con un piccolo ritardo che mi ha evitato di essere coinvolto nell’incidente. Bo frenato e mi sono spostato sull’erba, mentre la Ito di Merzario à passata, andando dritta contro il guarda-rail. Mi sono quasi fermato e ho perso parecchio tempo, ripartendo in ottava posizione. La macchina andava molto bene. Ho sorpassato Pace, Hailwood, Ickx e Peterson”.

“Quando sono arrivato ad essere terzo a 10″ da Hulme non ho forzato molto perché per me l’importante era portare a casa dei punti per il campionato mondiale. Non volevo strafare nella mia prima corsa con la Ferrari. Più tardi, quando è stato segnalato che c’era Regazzoni alle mie spalle, ho tentato di andare a prendere Hulme. Sono riuscito ad arrivare a 4″ dalla McLaren ma poi Hulme deve avere avuto anche lui il segnale dai boxes e non sono più riuscito a guadagnare, per cui ho desistito”

“Il duro lavoro compiuto negli ultimi mesi ci ha portato sulla giusta strada. Quindi, la base della piramide i buona. Il team creato dall’ingegner Ferrari e dall’avvocato Montezemolo, dopo una stagione disastrosa, ha dimostrato che gli alla prima corsa è all’altezza dei migliori. Comunque, ora non ci dobbiamo accontentare di essere arrivati alla competitività con gli avversari: dobbiamo lavorare per avere qualcosa in più degli altri. Io sono molto fiducioso”.

E dire che Niki alla vigilia della gara del debutto aveva detto: “La prima prova che ho svolto in ottobre dopo la gara di Watkins Glen negli Stati Uniti, è stata abbastanza negativa (disse a Pieero che quell’auto era una merda….) . Poi ho lavorato molto con l’ingegner Forghieri e gli altri tecnici e la macchina mi sembra molto migliorata, soprattutto come tenuta di strada. Sono soddisfatto dell’atmosfera che regna nella squadra, certo migliore di quella che c’era alla March e alla BUM Ogni mia richiesta viene esaudita e non ho mal avuto problemi. Mi avevano detto che l’ambiente della Ferrari era piuttosto difficile; può essere che in passato sia stato così, attualmente no”

La cosa più curiosa sono i cappellini che Niki e Clay indossano sul podio accanto al vincitore. Era davvero una Formula 1 d’altri tempi.

Ma quel giorno in Argentina cominciò a nascere qualcosa. Su quei risultati è poi stata costruta la Ferrari Mondiale del 1975 e 1977 e senza il Nurburgring Niki avrebbe vinto anche nel 1976..

Una Ferrari che aveva il Commendatore in piena attività ma anche un gruppo con Montezemolo e Forghieri in grado di fare miracoli, magari facendo arrabbiare il povero Clay che dopo aver perso il titolo 1974 e aver applaudito quello di Lauda l’anno dopo, lasciò Maranello.

Pensiamo a Niki, a quello che ci racconterebbe oggi di quel giorno. Chissà se aveva già capito come sarebbe andata a finire…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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