A Baku ci vorrebbe la macchina del tempo per la Ferrari. E non solo…

La Formula 1 che sbarca a Baku ed entra in una macchina del tempo.

C’è chi, come Fernando Alonso, vorrebbe essere già nel 2026 per guidare la prima Aston Martin dell’era Newey, l’ingegnere diventato rockstar.

C’è chi, come la Ferrari, vorrebbe restare nel passato e continuare a rivivere all’infinito la domenica di Monza. Anche se Charles assicura: “Appena la gara è finita sono tornato a Monaco e ho dovuto resettare tutto. Qui a Baku non si pensa più a Monza, anche se è stato bellissimo e avremo modo di ricordare tutto a fine stagione. Bisogna concentrarsi sulle prossime gare”.

C’è chi, come la Red Bull, cancellerebbe volentieri gli ultimi sei mesi per ricominciare da capo. E poi c’è chi, come la McLaren, si sta attrezzando per vivere nel migliore dei modi un presente che la fede favorita, ma incapace di monetizzare la sua superiorità.

Con 8 gare (e tre Sprint Race) ancora in calendario il team di Andrea Stella ha la grande chance di recuperare 8 punti alla Red Bull e, con Norris,  62 a Verstappen per scrivere una delle rimonte più incredibili degli ultimi anni.  Per provarci ha cambiato le Papaya Rules che finora hanno distribuito favori alla concorrenza. Da questo momento in poi Piastri aiuterà Norris, anche se il team non arriverà a chiedergli di sacrificare una possibile vittoria per Lando. Insomma un gioco di squadra Papaya Styles che alla lunga potrebbe favorire ancora Max. Chris Horner per ora ringrazia.

Baku è una pista ibrida. Mezza Monza e mezza Monte Carlo. Un layout che potrebbe insomma favorire la Ferrari che ha vinto i gran premi su quelle piste. Charles Leclerc si è preso le ultime tre pole in Azerbaijan, ma poi non ha mai vinto. L’unico ad aver vinto più di una volta a Baku è Sergio Perez e non siamo su scherzi a parte.

La Ferrari ha una chance di allungare la festa tra Baku e Singapore per rientrare in gioco almeno nel campionato costruttori dove ha 39 punti da recuperare. Dovesse fare bottino pieno in queste due gare cambierebbe la prospettiva stagionale. Per questo la gara di Baku diventa importante per la Scuderia. Può essere quella della svolta che non era invece arrivata dopo il successo di Monaco. “Storicamente siamo sempre stati piuttosto competitivi su questo tracciato”, assicura Vasseur. “Baku è una pista che mi piace tanto, ma detto questo la McLaren è ancora una volta la macchina da battere. Ma noi ci proveremo”, aggiunge Charles a Sky. Insomma se la Ferrari non dovesse essere della partita, sarebbero in tanti a restarci male.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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