A Leclerc e Sainz l’Austria piace. Piacerà anche alla Ferrari?

L’Austria porta bene a Charles Leclerc che vi è salito sul podio due volte nel 2019 e nel 2020, anche se la seconda gara dello scorso anno non lascia certo un bel ricordo (ricordate lo scontro fratricida con Vettel?). In quel gran premio Sainz si era addirittura arrampicato fin sulla terza posizione in qualifica. Insomma ai piloti la pista piace. Ma piacerà anche alla macchina?

Andrà certamente meglio che in Francia, le caratteristiche della pista non dovrebbero riproporre i problemi visti in gara a Le Castellet…

“Il circuito di Spielberg è tanto semplice quanto impegnativo, perché è talmente corto che non perdona alcun tipo di errore. Si gira in poco più di un minuto, i punti per sorpassare non mancano e le tre zone DRS permettono a chi attacca di essere ancora più aggressivo. Per questo spesso a Spielberg abbiamo visto gare ricche di spettacolo”, ha detto Sainz, mentre Charles Leclerc ha aggiunto: “Devo ammettere che tra i circuiti permanenti questo è uno dei miei preferiti. Il fatto che sia breve e con poche curve mi ricorda in qualche modo un kartodromo e come tutti sanno io amo molto quel mondo”.

Per la la Formula 1 quella di domenica sarà la ventiseiesima corsa in 52 settimane: una media di una Gran premio ogni 14 giorni, “Quando sono in pista non sento la stanchezza o lo stress, perché sto facendo quello che mi piace, ma indubbiamente si tratta di tanti Gran Premi che, soprattutto per i ragazzi della squadra, si fanno indubbiamente sentire”, ha detto Carlos. “Noi come piloti viviamo la bella vita – ha confermato Charles –. Io sono arrivato qui ieri notte e di solito rientro a casa la domenica sera. I ragazzi invece già al lunedì sono al lavoro nel paddock per montare il box e la domenica finiscono di smantellare e imballare tutto il materiale a tarda notte. Sono ritmi completamente diversi dalle nostre e immagino che le triplette, magari in tre località differenti, si facciano sentire”.

Carlos, infine, ha parlato dei tempi di ambientamento nella Scuderia: “Mi sono sentito a casa immediatamente, forse anche perché si tratta di un team italiano. Fin dai primi incontri di dicembre la relazione con gli ingegneri è stata buona fin da subito e si è cementata giorno dopo giorno a partire dal primo test svolto a Fiorano. Credo che il mio affiatamento con la squadra si sia visto nelle prime gare di questa stagione”. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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