Binotto se ne va. La scelta sbagliata della Ferrari

Alla fine Mattia Binotto ha deciso di levare il disturbo. Ha capito di non avere più la fiducia della presidenza e prima di farsi cacciare ha deciso di dare le dimissioni. Dimissioni indotte, sia ben chiaro, ma sempre meglio di farsi esonerare. Per la Ferrari non è un bene, tutt’altro. La stabilità in Formula 1 paga. Ha sempre pagato.

La notizia anticipata dal Corriere (vedi qui) non è ancora stata confermata ufficialmente. Ma stanno arrivando conferme da ogni parte.

Il tira molla durava dall’inizio stagione. Le prime voci che qualcosa non funzionasse tra John Elkann e Mattia Binotto erano emerse dopo le prime vittorie quando dal Presidente non erano arrivati ne complimenti ne altro. Strano. Cominciarono a circolare strane voci che pian piano sono aumentate fino a deflagrare la scorsa settimana alla vigilia dell’ultima gara.

Quattro righe di tweet non bastavano a dare la fiducia. Ci voleva altro. L’ho scritto e detto. Binotto ha provato a resistere, ha mandato dei messaggi. Anche domenica dopo aver chiuso il campionato al secondo posto aveva detto: “Avete visto chiaramente con chi sta la squadra”. La squadra aveva giocato per il vecchio allenatore. Il silenzio presidenziale però è proseguito. Assordante come solo i silenzi possono essere.

Nel pomeriggio il silenzio Ferrari e’ proseguitò. Nessuna comunicazione ufficiale. Quindi Messina smentita questa volta. Ormai siamo alla resa dei conti.

L’unica notizia è stata una frase pronunciata dal ceo Benedetto Vigna quattro giorni fa e rilanciata oggi da Cnbc… una frase in cui boccia il secondo posto in campionato

Notizia in aggiornamento

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

8 commenti

  1. La scelta migliore: la ferrari perde la faccia come i vecchi stati comunisti che alla morte del leader si stracciavano le vesti affermando non fosse vero. Anche nel team in rosso vale la stessa regola: negare fintanto che l’evidenza non costringa ad affermare la verità. Mr bean8 avrà modo di dedicarsi a Zelig dove potrà rinverdire i fasti di Oriano oppure collaborare con Crozza nello sdoppiarsi. Non era la persona giusta al posto giusto e solo un altro guru come marchionne poteva pensare il contrario: ha il cuore ferrari ma non la testa e lo ha dimostrato ampiamente. Almeno Arrivabene ha sfiorato il mondiale, mr. bean8 quest’anno ha ottenuto il suo miglior risultato a quasi un terzo di punti in meno rispetto al primo nel mondiale piloti e oltre un quarto in meno nel mondiale costruttori. Distacchi siderali per chi ha goduto di enormi vantaggi iniziali. Senza carisma, con l’unica frase che l’ha sempre contraddistinto: dobbiamo capire, dobbiamo studiare. Adesso avrà tempo e modo di capire e di studiare.
    Adesso aspettiamoci che la ferrari si smentisca nuovamente ed annunci Vasseur…

    1. Beh Arrivabene che ha sfiorato il mondiale mi pare un po’ fantascienza…

  2. Assurdo. Binotto è da decenni in Ferrari, lato gestione della vettura ha dimostrato di essere all’altezza e assolutamente insostituibile, conosce Maranello e come si lavora a Maranello. Avrebbe bisogno di un aiuto nella gestione dei piloti (anche declassandolo da Team Principale potrebbe andare bene ma deve occuparsi assolutamente della vettura! ) e serve un nuovo processo decisionale nel remote Garage. Questo assolutamente. Perderlo del tutto sarebbe un altro grave errore dopo i tanti già commessi di tecnici andati via e vincenti altrove.

    1. Doveva essere supportato non messo alla porta. Prendi il team principal di una squadra perdente… mah

  3. La Ferrari azienda sta in piedi grazie ai numerosi professionisti che ci lavorano, i risultati economici non sono francamente attribuibili a geniali idee del board.
    In effetti questi ultimi CEO e presidente mettono in mostra solo la loro autorità ma non hanno autorevolezza e mai li ho sentiti esprimere alcuna idea originale: ad esempio la frase fatta “il secondo è il primo dei perdenti” la si dice al bar sport. Personalmente non sono impressionato da questi comportamenti, vedremo il prossimo anno chi ha ragione.

    1. Io temo scelte fatte da uomini senza passione

  4. L’unica brutta figura qui l’ha fatto l’ufficio stampa ferrari che prima smentisce categoricamente qualsiasi news e poi dopo una settimana esce la verita’. Senza una linea coerente e con poca intellienza comunicativa, si continua a perdere terreno sul piano della credibilita’ e dell’autorevolezza. Questi manager sono la rovina del mito, incapaci e poco appassionati, le due uniche cose che contano. Continuando cosi’ i tifosi non rispetterranno piu’ nulla e nessuno.

    1. Beh dietro all’ufficio stampa c’è qualcuno che ordina quel comunicato…

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