Domenicali: Kimi è unico e diverso dai grandi della F1

Altre due settimane senza gare, sembra quasi che il calendario della Formula 1 lo abbia compilato lo stesso genio che ha scritto quello della Serie A di calcio, mettendo il derby di Roma nello stesso giorno della finale degli Internazionali di tennis… E quindi c’è spazio per le chiacchiere.

Qui da noi per fortuna c’è Antonelli, altrimenti parleremmo tutti della crisi della Ferrari…

Di Kimi ha parlato anche a Tutti i Convocati di Radio 24, Stefano Domenicali:

“Kimi in questo momento non racchiude nessun elemento che ho visto in altri campioni del mondo”, ha detto.

“E’ talmente fresco e naturale con una capacità di crescere gara dopo gara e la capacità di accumulare esperienza in un contesto dove non è così banale farlo. La sua naturalezza, il suo comportamento, la sua gestione della pressione è totalmente diversa rispetto

  • a un Senna che si rinchiudeva in se stesso,
  • a uno Schumacher che cercava di far prevalere la sua natura teutonica rispetto a quella latina che invece lo ha fatto crescere, era quasi come se ne vergognasse;
  • a un Alonso così irruente nel suo modo di essere;
  • a un Raikkonen così freddo ma calcolatore.

Sta Energendo un pilota che, nonostante sia giovanissimo, ha vinto solo tre gare (anche se tre di fila non le hanno vinte in tanti) si sta caratterizzando per essere diverso da chi bene o male ha fatto la storia della Formula 1″,

Un’analisi inappuntabile, Kimi è unico anche se il suo modo di guidare, con quella serier di giri identici uno dietro l’altro, spinge a paragonarlo con Schumi, Hamilton o Verstappen e il suo fisico (allegria negli occhi a parte) è facile accostarlo a Senna.

Domenicali ha in mente un altro paragone:

“Oltre al suo istinto naturale per la velocità, ciò che mi colpisce di Antonelli è la rapidità con cui impara dai propri errori. Ed è giusto che tanti italiani lo paragonino a Jannik Sinner, riconoscendo le emozioni che riesce a suscitare”.

Guarda caso quello che avevo scritto qui

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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