Ferrari a due facce. F1 pensa a formule folli

Sainz nel muro, Leclerc davanti a tutti. E’ un venerdì dalla doppia faccia quello della Ferrari. La sintesi di una stagione in cui i problemi fanno giri immensi e poi ritornano, come gli amori di quella famosa canzone di Venditti. La SF-23 va in pensione senza aver risolto i suoi problemi originali. E’ rimasta nervosa, difficile e ogni tanto fa le bizze.

Poi capitano i weekend particolari. Monza, Singapore, Las Vegas. Ad Abu Dhabi il miglior tempo di giornata di Leclerc racconta poco perchè alla fine, a causa dell’incidente di Sainz e poi di Hukenberg, hanno accorciato moto le prove pomeridiane.

In gioco restano la seconda posizione tra i Costruttori con la Ferrari che deve recuperare 4 punti alla Mercedes e il quarto posto tra i piloti con Sainz e Alonso appaiati, Norris a 5 punti e Leclerc a 12. In MotoGp sono arrivati alla fine a giocarsi il Mondiale, qui restano le briciole che Verstappen a giudicare da quanto visto in pista, non vuoole comunque mollare a nessuno.

In pista ha fatto un paio di scenate contro chi non lo lasciava passare in uscita dalla pit-lane di quelle che lo rendono antipatico a tutti. Ma Max è così. Non molla niente a nessuno. E un po’ è anche la sua forza.

In mattinata la F1 commission aveva preso qualche decisione sul futuro:

  • Termocoperte concesse anche per il 2025
  • Nuovo format per i 6 weekend con la gara sprint
  • Stop all’Alternative Tyre Allocation, sperimentato due volte quest’anno
  • Divieto di lavorare sulle monoposto monoposto 2026 prima dell’inizio del 2025

Il format dei weekend sprint è ancora tutto da scrivere. Si potrebbe anticipare la qualifica della Sprint al venerdì pomeriggio, fare la mini gara sabato mattina e poi le qualifiche sabato pomeriggio.

Ma c’è anche chi propone di invertire lo schieramento di partrenza (del tutto o solo dei primi 10) per la mini gara. Curioso che tra chi propone questa follia ci sia Christian Horner. Ma forse vuole far parire Perez più avanti.

Scherzi a parte sarebbe un peccato trasformare la F1 in un circo, proprio adesso che i circhi non sono più di moda.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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