#Formula1 al via: il diario dei piloti da #Hamilton a #Giovinazzi…

Squadra per squadra, pilota per pilota. Ecco il loro diario del lock down su Instagram. Grazie a Slalom https://www.loslalom.it/ ecco raccolto pilota per pilota quel che hanno fatto prima di ripartire

Mercedes – Hamilton. Ha accentuato la sua vocazione politica durante la sosta. A inizio marzo è ancora a scattare selfie con gli addominali in mostra, l’otto posta una foto di Greta per il giorno della donna. Rende omaggio a Stirling Moss e il 27 aprile scrive: “Mi mancano le corse”. Dopo l’omicidio di George Floyd accusa il suo mondo: non vi sento, vi nascondete, fate finta di non vedere. È la scossa che politicizza la F1 (o quantomeno le sue livree).

Bottas. A Nastola si divide tra il simulatore e la legna da spaccare nei boschi. Si spinge in bici fino al confine con la Russia. Il 9 giugno gira a Silverstone, a fine mese in Corsica fa una specie di ritiro a metà strada tra tuffi, passeggiate ecologiche e allenamenti.

Ferrari Vettel. “Buon compleanno capo” scrive il 18 febbraio sotto una foto di Enzo Ferrari in bianco e nero. Tre mesi dopo un capo non ce l’ha. Un lungo silenzio social dal 15 maggio – giorno in cui posta le immagini delle sue vittorie in Ferrari – fino al ritorno in pista del 23 giugno. È la grande incognita del Mondiale.

Leclerc. Comincia indossando una mascherina come ambasciatore della fondazione Princesse Charlène. Si dedica alla costruzione di una nuova immagine da mito in pectore: un ragazzino che studia da leggenda e cita i classici, firmando per Armani e girando il remake del film di Claude Lelouch. Più contemporaneo il passaggio in tv da Cattelan.

Red Bull – Verstappen. Il più casalingo. Simulatore, gare virtuali, il compleanno del papà, la festa della mamma. L’undici maggio è su una cyclette, il 18 in palestra. Alcune sessioni per gli sponsor, un giorno sulle moto d’acqua. È l’unico pilota che non ha messo piede in macchina.

Albon. Molto riservato. A inizio lockdown invita tutti a stare a casa e del suo isolamento poco si sa. Vincitore di un GP virtuale, per il quale confessa la stessa ansia di un corsa vera. Dal 10 giugno al lavoro. Rigorosamente in mascherina.

McLaren – Sainz jr. L’uomo più felice nel lockdown con la firma del contratto Ferrari dal 2021. Quel giorno pubblica una sua foto da bimbo su una macchinina rossa a pedali. Il 12 giugno è con un pallone sul prato del Santiago Bernabéu. Gioca a golf e sfoggia una orgogliosa mascherina con i colori della bandiera spagnola.

Norris. Sappiamo che ha corso molto virtualmente e che ha visto la quarta stagione di Stranger Things. Lockdown giovanilistico.

Renault – Ricciardo. Una copertina da indossatore in giacca rosa per Esquire. Uno dei nomi caldi del mercato: ha firmato un accordo con la McLaren dal 2021. Ha alternato foto di via agreste dal Texas, pose in cui faceva le corna, altre in cui mostrava caschi coloratissimi.

Ocon. Altro convinto protagonista delle gare virtuali. Sta ripetendo di continuo che gli piacerebbe avere Alonso come compagno, forse per convincersene.

Alpha Tauri – Kvyat. L’ex grande promessa del circuito il 17 giugno si è fatto riprendere mentre scambiava cazzotti su un ring con Federico Vella, l’italiano arrivato a un titolo mondiale di kick boxing. Gasly. Ragazzo sensibile a compleanni e anniversari. Il 1° maggio ha ricordato l’immortale Senna, prima e dopo ha usato le foto per fare gli auguri alla fidanzata, a Grosjean e a Quartararo. Ha corso virtualmente a Le Mans e anche molto concretamente sui vecchi kart.

Racing Point Stroll. Il piccolo grande Lance ha fatto il lockdown vero. Con disconnessione social e quarantena totale. L’11 febbraio era sulla neve ma dopo la falsa partenza del carrozzone dall’Australia di lui non abbiamo saputo più nulla, fino alla pubblicazione del suo casco rosso e blù che spunta dalla macchina con la livrea rosa.

Alfa Romeo – Raikkonen. Il vecchio Kimi si è goduto la famiglia. Ha fatto motocross, ha saltato il trampolino ma è stato soprattutto con moglie e figlie (“la mia piccola principessa”) con gita in motoscafo. Sei giorni fa era in crioterapia dentro un silos di ghiaccio. Il suo habitat, probabilmente. 

Giovinazzi. Mentre l’Italia soffriva, il pilota pugliese partecipava. “Siamo rinati una volta, rinasceremo ancora” ha scritto il 25 aprile, giorno della Liberazione sotto il disegno di un’infermiera che tiene in braccio un paese tinto di rosso e se ne prende cura. Poi un messaggio per George Floyd, uno di incoraggiamento a Zanardi.

Haas – Grosjean. Il più giocoso. Si è divertito a intrattenere tifosi e follower con dei quiz fotografici. Schermava lo sfondo con pixel colorati e chiedeva ai commentatori di riconoscere il circuito presente nello scatto. L’effetto artistico era quello dell’impressionismo. Settecento, anche ottocento partecipanti. 

Magnussen. Anche Kevin si è preso una buona razione di pausa di disintossicazione social. Ha usato il suo account instagram per dare un ultimo saluto a Stirling Moss, dichiarare solidarietà a Black Lives Matter e mandare un abbraccio virtuale a Zanardi.

Williams – Russell. Come un artista di strada ai semafori, il 26 aprile si è fatto filmare a torso nudo in un prato, occhiali da sole, mentre faceva il giocoliere con tre palline. Credibile. Molto più che credibile. Proprio bravo. E dopo l’abilità la potenza: il 5 maggio spaccava legna in giardino. 

Latifi. Si è molto mostrato al simulatore e sui kart, due giorni fa ha sfoggiato tutto il suo orgoglio canadese postando una gigantesca bandiera del suo paese.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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