#Hamilton non fa sconti… #Vettel neppure: lotterò con Charles… e su #Binotto

Sono tutti in maschera, ma non nascondono le loro emozioni. La Formula 1 si presenta davanti alle telecamere con mascherine coordinate coi colori dei team. HAmilton ci aggiunge del suo con catenona e lucchetto al collo. Ha la faccia cattiva, le parole decise come le idee. Ha altro per la testa, ma è qui per vincere non lo dimetichi nessuno.

“Se ci inginocchieremo tutti? Ancora non ne abbiamo parlato, ma non è la mia priorità. Ma vedremo, qualsiasi cosa faremo dovremo farla tutti uniti. Dobbiamo trovare unità in questo sport su questo tema. Poi si potrà lottare per mettere fine alle discriminazioni e alle ingiustizie. Non basta un hashtag e poi tornare alla situazione di prima, noi che siamo privilegiati dobbiamo unire le nostre voci. Come team abbiamo dimostrato di conoscere bene qual è la situazione attuale”

“E’ stato un peccato che ci sia voluta un’altra morte di un nero per dare vita a tutto questo movimento. Il video di quella morte è stata una scintilla, anche per spingere la gente a informarsi e conoscere tutti gli aspetti. Positivo vedere una reazione, la gente vuole più intraprendenza. Bella la reazione della F1 e anche della Mercedes sull’importanza dell’inclusione. Però non ho sentito parlare gli altri team, per il momento poche opportunità sono state date alle minoranze. Io non smetterò di spingere fino a quando non ci sarà un vero cambiamento. E dobbiamo unire le forze. Difficile cambiare, ma bisogna cambiare”

Chi deve cambiare di sicuro è la Ferrari. Lo ha raccontato Binotto l’altro giorno (#Binotto confessa: “#Ferrari competitiva solo dalla terza gara”) lo hanno ribadito Vettel e Leclerc.

“Dopo Barcellona era chiaro che non eravamo dove volevamo. E così vale per questo weekend. Gli ultimi due mesi sono stati sconvolgenti ma in fabbrica tutti stanno lavorando duramente e gli aggiornamenti arriveranno in Ungheria. Per ora non saremo se ci saranno più di 8 gare ma cercheremo di fare del nostro meglio”, ha detto Vettel. 

“Dopo i test pensavamo di non essere al livello che volevamo. Poi c’è stato il lockdown e, dopo la riapertura, abbiamo analizzato la situazione per capire il problema e da dove proveniva. Abbiamo cercato una strada diversa per Budapest e non c’era tempo per portare qui l’aggiornamento. Lottare per il Mondiale? Non sarà facile, ma sappiamo che faticheremo di più”, ha aggiunto Leclerc.

Ma a Maranello resta da risolvere anche la coabitazione tra i due. Sentite Seb: “Io ho sempre cercato d’integrarmi al meglio nel team. Si vuole sempre cercare di avere successo in pista, ma alla fine si lavora anche per una squadra. Ma di sicuro se la situazione si dovesse presentare, al di là del fatto che lascerò il team, si lavorerà per la squadra. Ma abbiamo lottato in passato e lo faremo ancora”. Lotta continua. Ma è giusto non chiedere a Seb di fare il maggiordomo (Auguri a #Vettel, compleanno strano aspettando un regalo dalla #Ferrari).

Piuttosto stupisce come Seb racconta il divorzio, anche se in reaktà si era capito come era andata : “Sono rimasto sorpreso quando ho ricevuto la chiamata da Mattia in cui mi ha detto che non c’era nessuna intenzione di continuare. Non abbiamo mai avuto discussioni, non c’è mai stata un’offerta sul tavolo, nessun punto d’incontro”, ha affermato Sebastian in conferenza stampa. La Ferrari e Seb ormai avevamo una visione differente del futuro. Maranello aveva deciso di puntare su Leclerc per il futuro e ovviamente a Vettel non poteva andare bene. Non si è mai arrivati a discutere. La Ferrari ha semplicemente deciso di cambiare…

“Al momento non sono in trattativa con nessuno per l’anno prossimo – ha aggiunto – Guardo avanti e voglio essere sicuro di prendere la decisione giusta per me e il mio futuro. Penso di avere un carattere molto competitivo, ho ottenuto molto nello sport, sono motivato e disposto a fare di più. Ma per farlo ho bisogno del pacchetto giusto, delle persone giuste attorno a me. Questo è ciò a cui mi sto dedicando in questo momento. Se si presenta l’occasione giusta, è chiaro, ma se non arriva dovrò cercare altro”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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