#Formula1, arrivederci a giugno? Ma tre team volevano correre #AustralianGp

La Formula1 non ha la minima idea di quando potrà cominciare il suo 2020. Dopo la figuraccia australiana, Liberty Media (che si difende strenuamente) non vuole prendere decisioni affrettate. Intanto emerge che tre team volevano correre a tutti i costi: Red Bull, Alpha Tauri e Racing Point.

“Dobbiamo essere realistici. Adesso non possiamo pianificare la partenza del campionato, dobbiamo aspettare l’evolversi della situazione che è così drammaticamente cambiata nell’ultima settimana. Fino a 5/6 giorni fa parlando con Binotto non avevamo la sensazione che in Italia la situazione potesse precipitare è così poi in Europa” ha detto Ross Brawn a F1 tv.

Secondo motorsport.it la stagione potrebbe scattare a Baku in giugno, cancellando (o rinviando) anche Olanda, Spagna e Montecarlo. Si salterebbe la pausa estiva e si allungherebbe il mondiale fino a metà dicembre dando spazio ai recuperi di Cina e Vietnam.

La salute prima di tutto dicono i piloti e i team. Non tutti a dire il vero, visto che in tre, guarda caso quelli usciti meglio dai test, volevano correre a tutti i costi. Assurdo. La Mercedes ancora una volta si è comportata meglio di tutti chiedendo per prima la cancellazione della gara.

“C’è stato un accumulo di eventi che ha portato alla decisione finale – ha spiegato invece Carey – certamente la positività del tecnico McLaren è stata cruciale, ma in realtà la situazione era già iniziata a cambiare molto rapidamente. Se torniamo indietro e valutiamo la situazione di quattro giorni fa, vediamo che nel mondo c’era un panorama differente, sia in Europa che negli Stati Uniti. È una situazione in evoluzione, la scorsa domenica qui a Melbourne c’è stato un evento di cricket che ha visto la presenza di quasi 100.000 spettatori, ma in pochi giorni i cambiamenti sono stati drastici”.

“Se il denaro fosse il Re, come ha detto Hamilton, non avremmo preso la decisione di annullare l’evento. Col senno di poi le cose sembrano diverse, ci sono stati eventi hanno cambiato la situazione. Quando abbiamo deciso di essere qui, a Melbourne si tenevano eventi con grande affluenza di pubblico e con una diversa situazione in generale nel mondo”.

“Quando siamo partiti lo abbiamo fatto valutando una situazione diversa, ovvero il numero di casi Coronavirus presenti in Australia, ed anche il quadro generale in Europa era differente. Purtroppo quando i team erano in viaggio verso Melbourne la situazione è cambiata drasticamente, ed è una situazione che abbiamo dovuto affrontare in tempo reale arrivando alla decisione che abbiamo preso”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. maglio tardi che mai

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