Kimi beffato da Norris, Ferrari lontana, non lontanissima

È una beffa lunga 11 millesimi. Praticamente nulla su una pista lunga quasi 5,5 chilometri. Ma il tenero Lando Norris sta imparando ad essere feroce da quando la McLaren è tornata a volare.

La terza pole negli ultimi quattro gran premi significa che finalmente Lando si è messo a correre da campione del mondo, quasi per legittimare il titolo dello scorso anno. Nessuno lo ha visto arrivare, soprattutto dopo che venerdì era rimasto fermo ai box in Fp2 per la sostituzione del cambio. Lando invece ha infilato la sua McLaren davanti a Antonelli, Verstappen e Hamilton che sembravano i candidati più autorevoli per la pole. La pista spagnola era adatta alla vetture papaya, ma la squadra di Andrea Stella ha avuto delle sessioni compolicate ed è arrivata solo all’ultimo a colpire.

Cinque piloti (il quinto è Leclerc zavorrato da un motore senza l’Aduo 2) in meno di due decimi raccontano una sessione di qualifica ad alta tensione tra i muri del nuovo circuito di Madrid che va aggredito come fossimo a Jedda o Montecarlo. Adesso resta da capire quanto conti la pole su un tracciato dove sorpassare sembra davvero molto complicato perchè tra le 22 curve disegnate su un foglio bianco, non si è pensato di tracciarne almeno un paio secche che invogliassero e agevolassero i sorpassi.

Nelle categorie minori la pole non ha portato fortuna a chi scattava davanti. Lando poi ha una statistica che lo vede spesso non finire in testa il primo giro quando parte in pole. Non resta che aspettare. Ma di certo avrà più chance di Gasly a Monza. A proposito: su 14 gare, 14 volte è scattato in pole un motore Mercedes.

Kimi ha un po’ di amaro in bocca, anche se a lui in fin dei conti deve interessare stare davanti a Russell che è il più vicino in classifica e George è rimasto a più di tre decimi, solo sesto sullo schieramento, dopo che in Q1 era riuscito a stare davanti a Kimi di 56 millesimi. Ha insomma preso un’altra sventola.

Alla pole ci avevano pensato anche Verstappen e Lewis Hamilton che aveva un motore con qualche cavallo in più del compagno. Lewis dopo aver sbattuto in mattinata aveva recuperato grazie al super lavoro dei meccanici e nel primo run delle Q3 era davanti a tutti. Poi all’ultimo run ha sbagliato e naturalmente Vasseur lo ha fatto notare ai microfoni di Sky. Il team principal della Ferrari è bravissimo a sottolineare gli errori degli altri, allergico ad ammettere i suoi.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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