Non si riesce a togliergli il sorriso dalla faccia. Sembra davvero un bambino entrato nel negozio di giocattoli più grande del mondo. La parola che usa di più è “exiting”. Tutto lo eccita, tutto lo diverte, tutto lo fa star bene. Eppure lui è Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo, il più vincente della storia della Formula 1.
“Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, di una nuova sfida. Ma mai mi sarei immaginato di trovare tutta questa passione, questa competenza, queste strutture. Sono circondato da persone con cui condivido lo stesso sogno. Sono al 100% sicuro che questo sia il momento giusto per essere arrivato in Ferrari”, dice con gli occhi che gli brillano.
Chi gli sta vicino racconta che era così anche il primo giorno dopo aver stretto la mano a 2500 persone. Un uomo felice che non ha perso il buonumore neppure dopo aver provato per la prima volta la SF-25 sulla pista di Fiorano. Al mattino ha girato Charles, poi è toccata a lui. Fuori c’era uno stadio vestito di rosso. Dentro c’era anche il presidente Elkann che di solito non veniva a questi battesimi. Anche lui è exited probabilmente.
Sir Lewis Hamilton ha definito la Ferrari, rivitalizzante. È il suo elisir di giovinezza. Non si sente più un quarantenne. A farlo sentire giovane probabilmente lo aiuta anche la convivenza con Charles Leclerc che ha più di 12 anni in meno. “Con Charles abbiamo un mutuo rispetto e tanti interessi in comune come la moda e la musica, anche se lui suona il piano molto meglio di me… abbiamo tante cose di cui parlare oltre alla Formula 1. In pista ci spingeremo a vicenda per il bene della Scuderia. Lui è veloce, molto veloce, me ne sono accorto in passato. Non sarà facile batterlo a casa sua perchènel team è davvero a casa sua e a me piace osservare come si comporta con gli ingegneri”.
Oggi si sono divisi la SF-25 da bravi compagni di squadra. Charles al mattino (“Siamo arrivati da Londra alle 4.30 e alle 7.30 ero già in pista…”). Ha cominciato a girare alle 9.23, mentre Lewis è entrato in pista alle 13.45. “La macchina buona, molto buona, emozionante”, ha detto in italiano. anche lui stravolto: “Ho dormito due ore”.
Un centinaio di chilometri a testa, non potevano fare di più. “L’importante era non avere brutte sorprese nei primi giri. La buona notizia è questa, il feeling con la macchina è stato subito buono”, assicura Charles che ha ammesso: “Se a fine anno non dovessimo vincere uno dei due mondiali sarei deluso. Ma quando guidi rosso devi vincere sempre…”.
Per ora con Lewis si è confrontato giocando a scacchi. E non è andata bene: “Siamo 3-2 per lui…”. Se contano le partite a scacchi, figuratevi come andrà quando scenderanno in pista. “Stare di fianco a Lewis è interessante. Voglio studiare come lavora, come guida”. Ha l’atteggiamento giusto. “La cosa che ci accomuna è lo stile di guida che è molto simile ed è positivo per la squadra. La cosa che ci differenzia di più la moda, abbiamo due stili diversi. Non so quanto possa contare avere 12 anni in meno, ma lo vedo super motivato e in grande forma, non credo l’età farà la differenza”.
Lewis conferma. Sogna il mondiale che sarebbe il suo ottavo: “Ma penso solo che sarebbe il primo con la Ferrari e se sarò abbastanza fortunato da vincerlo non credo che mi fermerò. Questa squadra ha tutto per vincerlo, davvero. Ma battere Charles a casa sua non sarà facile”, disse il mito che ancora si pizzica per verificare che sia tutto vero e non stia sognando.


