Lewis Hamilton ha finalmente debuttato al volante di una Ferrari. Dalle 9.16 fin oltre mezzogiorno ha effettuato una trentina di passaggi.
Quando alle 9.16 è sbucato dalla nebbia, con un casco giallo Modena che ha già fatto innamorare gli appassionati, dal loggione di Fiorano, il ponte con vista sulla pista privata della Scuderia, è esploso il primo boato. C’era gente appostata dall’alba per non perdersi il primo giro di Sir Lewis Hamilton su una vecchia SF-23, l’unica che i regolamenti gli permettono di guidare.
“È abbastanza incredibile che non abbia mai guidato per la Rossa in tanti anni. Diciamocelo, il Cavallino Rampante è un sogno per chiunque. È il traguardo da raggiungere. Per me non è mai stato davvero possibile e non saprò mai del tutto con precisione perché. Ho visto le foto dei loro piloti, il rosso è sempre il rosso. Io ho un paio di Ferrari a casa: posso guidare solo quelle stradali”, aveva detto qualche anno fa, quando un suo approdo a Maranello sembrava davvero impossibile.
Ora quel sogno è diventato realtà. E Lewis Hamilton è diverso da quei calciatori che baciano la maglia cel nuovo club, raccontando di averlo sempre amato. Lui certe cose le aveva raccontate anche prima di arrivare in Ferrari. L’attrazione c’era sempre stata.
Il suo debutto è avvenuto nella nebbiolina, sulla pista prima umida e poi bagnata. Condizioni non facili e termometro bassissimo. Lewis ha iniziato alle 9.16 con gomme Pirelli Demo da bagnato, poi è passato alle Bianche, sempre in versione Demo. Ai primi passaggi davanti a tifosi ha rallentato e salutato, non gli era mai capitato di vedere tanta gente attorno in una prova privata…
A fine test è anche tornato accompagnato da alcuni meccanici con un’Alfa Stelvio verso la “curva” di Fiorano per rispondere ai cori che lo hanno accolto. C’era anche la mamma che ha filmato tutto con il suo telefonino. Ai box per il gran giorno c’era anche papà. Per il gran giorno ha voluto la famiglia attorno.
Ha anche regalato qualche brividino, un paio di bloccaggi prima della staccata al tornantino. Gomme fredde e pista da scoprire.
L’obiettivo della mezza giornata non era certo trovare una prestazione, ma abituarsi a volante e procedure del promo team extra britannico con cui scende in pista. Aveva già lavorato al simulatore in questi giorni, ma farlo al volante di una Ferrari vera, anche se vecchia di due anni, ha un altro sapore
Ha provato anche qualche partenza, arrivando a fare anche una decina di giri di fila, cominciando a dialogare con Riccardo Adami, il suo nuovo ingegnere di pista.
In tutto ha percorso una trentina di giri che a Fiorano equivalgono a una novantina di chilometri.


