Il primo anno di Vasseur in Ferrari. Luci e ombre

Un anno fa Fred Vasseur entrava a Maranello per sedersi su una sedia che spesso assomiglia a quella elettrica. Ma si sa, il Team Principal della Ferrari è uno di quei lavori che potremmo definire logoranti per la pressione a cui si è sempre sottoposti. Dopo un anno solitamente di fanno i primi bilanci, ma in questo caso la pagella è sospesa. Non abbiamo ancora visto la sua vera Ferrari. E’ entrato a Maranello troppo tardi per influire sulla stagione 2023 (colpa di chi lo ha scelto, non sua). Il suo vero esame sarà il 2024 che scatterà il 13 febbraio con la presentazione della nuova monoposto.

Possiamo però dire quel che ci è piaciuto (e quel che non ci è piaciuto) di questo suo primo anno in Rosso in cui i numeri impetosamente lo bocciano, perchè se guardiamo solo a quelli il passo indietro dall’ultimo anno della gestione Binotto è incontestabile.

Si è passati dal 2° al 3° posto tra i Costruttori; dai 554 ai 406 punti: dalle 4 vittorie all’unica di Singapore; dai 20 podi ai 9 di questo 2023.

Eppure a fine anno nelle pagelle l’avevo quasi salvata… Pagelle 2003 e alla fine la Ferrari si è quasi salvata

Per un volta ho provato a non giudicare la stagione solo dai numeri, ma dal trend che è parso positivo con un finale di stagione migliore dell’inizio, cosa che raramente è capitata a Maranello. Teniamo per buoni i progressi.

Vasseur è riuscito a gestire bene i due piloti, anche se la predilizione per Leclerc è emersa e emergerà ancora di più quando verrà ufficializzata la differenza nella lunghezza del loro contratto. E’ ruscito a far lavorare Charles per Carlos a Singapore e questo è stato un bel risultato, indispensable per vincere la gara.

La squadra ha lavorato bene anche sotto pressione. Una cosa che in realtà a Maranello fanno spesso bene perchè i meccanici sono la parte migliore del gruppo.

Le strategie non hanno sempre funzionato al 100%, ma mi è piaciuto come Vasseur abbia cambiato rapidamente rotto dopo l’erroraccio del primo Gp, quando per conservare le gomme, non permise a Charles di scatenarsi in qualifica, la sua miglior dote. Ha prontamente capito che tattiche da Sauber non erano replicabili a Maranello.

Che cosa non mi è piaciuto

  • La mancanza di affidabilità: non riuscire a partire due volte è stato gravissimo
  • Aver accettato con troppa arrendevolezza la punizioni di Sainz a Las Vegas.
  • La mancanza di nomi importanti tra i nuovi arrivati
  • Il ritardo sul rinnovo del contratto di Charles e Carlos
  • Il fatto che, nonostante la promessa, non parli italiano
  • L’arroganza che cerca di nascondere dietro al sorriso sempre presente sul volto

Non resta che aspettare qualche mese per giudicare. Intanto non badiamo alle notizie fatte filtrare da Maranello. Il carico aerodonamico è miglioraro del tot%, e altre amenità del tipo. Ricordiamoci che un anno fa la Ferrari andò in pista pensando di avere una monoposto vincente basandosi sui dati del simulatore e della galleria. Dopo 8 ore di test capì che non era proprio così perchè c’era chi aveva fatto molto meglio.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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