Imola merita di restare nel calendario della F1

Parole, parole, soltanto parole. Imola si sbatte, investe, organizza, ma da Liberty Media continuano ad arrivare solo parole e promesse. Il contratto, almeno per il 2026, non c’è ancora e a questo punto, con l’arrivo di Madrid e la conferma del Messico, è difficile trovare spazio per il Gran premio del Made in Italy.

Eppure Imola avrebbe diritto di recuperare la gara persa per l’alluvione di due anni fa. Eppure Imola meriterebbe di essere inserita almeno a rotazione nel calendario della F1 del futuro. La pista piace ai piloti, la zona piace aggli sponsor, nella motor valley sognano di venire tutti.

Per ora invece tutto tace. Anzi non proprio tutto perché l’imolese Stefano Domenicali manda il syo messaggio ufficiale alla presentazione del gran premio della prossima settimana: ” Imola non è soltanto una tappa del calendario, ma un luogo simbolico, carico di storia e di significato per la Formula 1 – da detto il ceo della Fprmula 1 – È innanzitutto la Motor Valley, emblema di quell’Italia che innova, emoziona e compete ai massimi livelli. Questa terra rappresenta un unicum di eccellenza industriale, spirito imprenditoriale e cultura del saper fare. Un sistema virtuoso che spazia dall’automotive al design, dal food alla tecnologia, raccontando al mondo l’anima più autentica del nostro Paese”.

LE PROMESSE DI DOMENICALI

“La Formula 1 ha, da sempre, un legame profondo con Imola, che, non mai dobbiamo dimenticare, ha raccolto la nostra chiamata nel periodo del Covid quando non c’erano gare a sufficienza. In questa edizione 2025 ci aspetta un gran premio ricco di emozioni e di sorprese. Dal talento cristallino di Kimi Antonelli, che già dalle prime gare di questa stagione ha mostrato maturità, grinta e grande passione alla Ferrari che correrà tra l’entusiasmo del pubblico di casa sino al carisma di campioni come Lewis Hamilton e Charles Leclerc, pronti ad accendere la passione dei nostri tifosi”.

“La Formula 1 di oggi è molto più che competizione: è un laboratorio di innovazione, un linguaggio globale di diplomazia sportiva, capace di generare valore economico, culturale e sociale. Quest’anno celebriamo i 75 anni della nostra storia e siamo particolarmente orgogliosi del posizionamento sempre più globale e aspirazionale del nostro sport. Siamo felici di aver stretto partnership significative, anche con grandi eccellenze italiane, come Barilla, a conferma del dialogo profondo tra sport, territorio e impresa. Un dialogo che rafforza la centralità del Made in Italy nel mondo”.

“A nome della Formula 1 desidero ringraziare sinceramente tutte le istituzioni, gli organizzatori e la comunità di Imola. Un pensiero speciale va all’amico Andrea Pontremoli, nuovo presidente di Motor Valley con cui condividiamo gli stessi valori e una visione del futuro dove la passione, la sostenibilità e soprattutto l’uomo saranno sempre al centro di qualsiasi cambiamento ed evoluzione. Ci vediamo a Imola, nella mia città, per un gran premio che ancora una volta farà battere il cuore degli appassionati di tutto il mondo”.

Belle parole, sicuramente sentite. Ma non un accenno al futuro.

QUANTO VALE IL GRAN PREMIO?

Per il fine settimana della gara, la prima europea della stagione, sono attese oltre 200mila presenze  con 300 milioni di euro di indotto stimato. “Quest’anno – ha dichiarato Tullio Del Sette, Commissario Straordinario dell’Automobile Club d’Italia – sono presenti molte novità a partire dall’installazione di nuove tribune mobili, che permetteranno all’autodromo di accogliere fino a 90.000 spettatori al giorno, rendendo l’esperienza dei tifosi ancor più piacevole e sicura. Il rinnovamento dei box, la riqualificazione dei sistemi perimetrali ed i tanti interventi strutturali e logistici costituiscono, inoltre, passi fondamentali nella continua evoluzione di un impianto sempre più moderno e sostenibile. Si tratta di un appuntamento – ha proseguito il Commissario Del Sette – che rappresenta una risorsa preziosa per il tessuto economico e sociale di tutto il territorio. Un traguardo così importante è reso possibile da un sistema coeso ed efficiente di sinergie istituzionali nazionali e locali, che costituisce il fulcro della strategia di valorizzazione di una grande tradizione sportiva e motoristica”.

Insomma Imola non è stata a guardare (dall’anno scorso hanno sfrattato anche noi giornalisti dalla vecchia e spettacolare sala stampa, ma che dire ormai ci trattano sempre peggio) ha lavorato per farsi bella. Il Governo manda avanti Flavio Siniscalchi, Capo Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri: “Il Gran premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna non è solo un simbolo della nostra tradizione motoristica, ma anche un potente motore economico. Con oltre 200.000 presenze attese e un indotto che sfiora i 300 milioni di euro, rappresenta una concreta dimostrazione di quanto lo sport sappia generare ricchezza e sviluppo per i territori. Eventi di questa portata rafforzano il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale e sono altresì un’occasione per mostrare al mondo un Paese che sa coniugare tradizione, innovazione e accoglienza. Il nostro impegno è rendere lo sport sempre più centrale, anche dal punto di vista economico, grazie a strumenti come il Conto satellite e a una governance partecipata che garantisca qualità, sostenibilità e successo organizzativo.” Liberty però chiede milioni non parole.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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