Istruzioni per l’uso del #BrazilGp, la gara di Senna (ma anche di Prost)

Bentornati a casa di Ayrton Senna. Benvenuti a Interlagos all’autodromo dedicato a Carlo Pace. Ventesima tappa di un Mondiale già assegnato a Kimi Antonelli che qui potrebbe veder festeggiare anche il titolo Costruttori della Mercedes.

Sotto i riflettori c’è però la lotta per il secondo posto (Verstappen 261; Hamilton 259; Russell 250; Leclerc 245) con la liti di casa Ferrari in primo piano

Istruzioni per l’uso

  • Il Brasile ha ospitato 52 GP: 10 all’Autodromo do Rio de Janeiro che non viene però più impiegato dal 1989 e 42 all’Autodromo José Carlos Pace, il 6° impianto del Mondiale per numero di GP ospitati.
  • Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo l’Autodromo José Carlos Pace da 4.309 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 anche se in un giro i freni sono utilizzati per oltre 14 secondi, pari al 20 % della durata della gara. Le frenate sono 6 ogni giro, 2 Hard, una Medium e 3 Light.
  • Per questo tracciato iconico, Pirelli ha nominato la terna: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Una selezione, dunque, più morbida rispetto all’anno scorso, quando il fine settimana aveva un formato Sprint.
  • Il circuito brasiliano presenta alcune novità rispetto alla scorsa stagione. Nel corso dell’anno sono stati infatti effettuati degli interventi di riasfaltatura nel tratto compreso tra le curve 3 e 5 e tra le curve 8 e 9. Queste nuove porzioni di pista potrebbero modificare il livello di aderenza e l’evoluzione della pista nel corso del fine settimana, influenzando in particolare il comportamento dei pneumatici sulle lunghe distanze. Le tre sessioni di prove libere consentiranno di valutare l’evoluzione e come la nuova superficie influenzerà degrado e usura.
  • Dodici mesi fa il degrado delle gomme era stato uno degli aspetti tecnici più rilevanti a San Paolo. Pur in presenza di un fenomeno di graining meno marcato rispetto alle aspettative iniziali, la C2 (selezionata quell’anno come Hard) aveva mostrato una certa tendenza allo scivolamento mentre C3 e C4 avevano evidenziato un degrado significativo, consentendo comunque stint competitivi. La strategia più efficace era risultata quella a due soste.
  • Dal punto di vista delle sollecitazioni, Interlagos presenta carichi laterali complessivamente nella media ma combina diverse curve ad alta velocità con rettilinei importanti. Il layout dunque non impone sollecitazioni estreme ai pneumatici, sottoposti a carichi equamente distribuiti tra asse anteriore e posteriore.
  • Le numerose opportunità di sorpasso offerte dalla sinuosità del tracciato consentono ai team una certa flessibilità strategica ma il controllo del degrado resta tradizionalmente l’elemento chiave per massimizzare la prestazione in gara. Trovare il giusto compromesso tra velocità sul giro e gestione degli pneumatici sugli stint più lunghi sarà uno degli obiettivi principali del lavoro in pista durante il fine settimana brasiliano. È sicuramente da ricordare che Interlagos, per la collocazione della gara in calendario, è una pista su cui spesso si è corso con la pioggia e con variazioni significative di temperatura. Intermediate e Full Wet potrebbero dunque essere utilizzate in Brasile anche quest’anno.
  • Dalle simulazioni effettuate la curva più dura dell’Autodromo José Carlos Pace per l’impianto frenante è la prima: le monoposto vi arrivano a 312 km/h e scendono a 115 km/h in 2,93 secondi durante i quali percorrono 156 metri. Lo sforzo richiesto ai piloti è di 3,7 g e il carico che esercitano sul pedale del freno è di 104 kg, con una potenza frenante di 1.538 kW.
  • Rispetto al GP São Paulo 2025, per effetto delle peculiarità delle attuali monoposto lo sforzo richiesto a piloti e freni è inferiore. Alla curva 12 un anno fa i piloti erano soggetti a 4,7 g di decelerazione ed esercitavano un carico di 148 kg sul pedale del freno, mentre quest’anno questi valori dovrebbero essere rispettivamente di 3 g e 89 kg. Si dovrebbe allungare anche lo spazio di frenata in quel punto, da 84 metri a 98 metri, così come aumenterà il tempo di frenata, da 1,73 secondi a 2,01 secondi.

Il #BrazilGp è il gran premio di Senna e Prost

  • Nelle ultime 20 edizioni del Gran premio, 11 volte (55%) hanno vinto i pilot scattati dalla pole:Massa, Rosberg, Hamilton e Verstappen due volte ciascuno; Vettel, Russell e Norris una volta.
  • Nella storia del Gran Premio del Brasile, dal 1973 al 2025, i primatisti sono Alain Prost per le vittorie (6) e Ayrton Senna per le pole position (6)..Prost vinse nel 1982, 1984, 1985, 1987, 1988 e 1990. Cinque successi arrivarono a Jacarepaguá, uno a Interlagos.Senna conquistò le sei pole nel 1986, 1988, 1989, 1990, 1991 e 1994
  • Se consideriamo soltanto Interlagos. Più pole: sei piloti a quota 3: Senna, Häkkinen, Barrichello, Massa, Hamilton e VerstappenPiù vittorie: Michael Schumacher, 4 (1994, 1995, 2000, 2002).
  • Medium e Soft sono state le mescole favorite al Gran Premio di San Paolo del 2025 che ha visto un’ampia varietà di strategie. Quella più comune è stata a due soste, seguita dalla maggioranza delle squadre per il livello di degrado dei pneumatici e alcuni pitstop anticipati favoriti da una neutralizzazione iniziale. Le finestre di sosta sono state diverse per ciascun pilota, generando dei distacchi variabili che hanno favorito le opportunità di sorpasso. Solo due piloti hanno concluso la gara con una sola sosta. La Hard è stata utilizzata per pochi e brevi stint.
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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