JapanGp: istruzioni per l’uso di Suzuka

Suzuka è una delle piste dai ricordi più dolci (ma anche più amari) per i ferraristi. Qui Schumi ha vinto il primo dei suoi 5 Mondiali in rosso (era l’8 ottobre 2000), ma prima ne aveva perso uno Eddie Irvine… Sarà l’ultima gara prima di un break lungo 5 settimane dopo la cancellazione delle gare in Medio Oriente. Si ripartirà da maggio a Miami. Speriamo F1 si inventi almeno una tre giorni di test…

Il circuito di Suzula era una delle piste più amate dai piloti perché il tracciato riesce a far emergere le loro doti di guida. Sarà lo stesso anche con le nuove regole? Difficile da credere perché il mantra sarà sempre quello di risparmiare e recuperare energia.

Le qualifiche e la gara andranno in onda su Sky alle 7 italiane (occhio al cambio dell’ora domenica mattina). Noi con Race Anatomy ci fediamo alle 10.15.

Istruzioni per l’uso:

  • Il circuito di Suzuka è senza dubbio uno dei più affascinanti e tecnicamente impegnativi dell’intero calendario. La sua unicità deriva dalla combinazione di curve lente – come il celebre tornantino – e sezioni ad altissima velocità, tra cui la leggendaria 130R. A queste si aggiunge la complessa sequenza di curve in serie, dalla 3 alla 6, che richiede precisione e buon bilanciamento della monoposto. 
  • In vista del Gran Premio, il tracciato è stato riasfaltato: quest’anno l’intervento ha riguardato le curve dalla 7 alla 17, completando così il lavoro iniziato nella stagione precedente, che aveva interessato il resto della pista.
  • Questo sarà inoltre il primo dei sei GP ad avere soltanto due zone di attivazione della Straight Mode: la stessa configurazione verrà adottata anche a Barcellona, Zandvoort, Madrid, Baku e Interlagos.
  • Dal punto di vista della gestione dell’energia, Suzuka rappresenterà una sfida significativa per tutti i team, che dovranno trovare il giusto compromesso per massimizzare prestazioni ed efficienza con le vetture di nuova generazione.
  • Suzuka è una delle più impegnative del calendario grazie alle sue diciotto curve, alcune entrate di diritto nella storia di questo sport, e alla particolare forma a otto che la caratterizza. Una pista impegnativa per i piloti, ma anche per le power unit…
  • Le forze e i carichi generati dai continui cambi di direzione, alternati a zone ad alta velocità, rendono il tracciato giapponese di 5,807 chilometri una delle piste più severe per i pneumatici. Le mescole scelte da Pirelli sono uuuule tre più dure della gamma: C1 per le Hard, C2 per le Medium e C3 per le Soft. Debutta così a Suzuka l’opzione più dura, la C1, che non era ancora stata selezionata nei primi due fine settimana di gara.
  • La pista di proprietà Honda era stata riasfaltata, prima dell’edizione 2025 della gara, dall’uscita della prima chicane fino alla fine del primo settore. I lavori di posa del nuovo manto sono proseguiti quest’anno con il sostanziale completamento dei restanti due settori fino a curva 17. L’asfalto dovrebbe dunque presentarsi liscio e ancora sporco, con livelli di aderenza piuttosto bassi.
  • In queste condizioni è normale aspettarsi del graining, soprattutto con la mescola più morbida. Lo scorso anno la sua comparsa, limitata all’asse anteriore, si era ridotta progressivamente dopo la prima giornata grazie all’evoluzione della pista.
  • La maggiore estensione della nuova superficie d’asfalto, con caratteristiche simili a quella del primo settore, potrebbe tuttavia richiedere quest’anno un monitoraggio più attento del fenomeno e del suo impatto sul degrado. Già dal venerdì si avrà un’idea più chiara di ciò che i team potranno aspettarsi nel fine settimana.
  • Sarà sicuramente interessante osservare il comportamento sia della mescola più dura sia della più morbida della selezione. Qualora la C1 mostrasse un buon livello di aderenza e la C3 si rivelasse consistente come accaduto a Shanghai, tutte e tre le opzioni potrebbero risultare rilevanti nella definizione delle strategie di gara.
  • Un ruolo importante sarà giocato anche dalla temperatura. Il Gran Premio del Giappone si disputa infatti una settimana prima rispetto allo scorso anno, quando le temperature ambientali si erano già assestate attorno ai 15°C.
  • Se non ci saranno aumenti significativi, il degrado termico sarà contenuto. La possibilità di completare la gara con una sola sosta potrebbe dunque dipendere dall’effettiva incidenza del graining e dalla conseguente influenza sulle prestazioni. Di certo, le scuderie dovranno prestare attenzione alla preparazione del giro di qualifica, quando sarà essenziale portare le gomme alla giusta temperatura.
  • Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, il Suzuka Circuit, da 5,807 km di lunghezza, rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5, gli è stato assegnato un indice di difficoltà pari a 1, poichè in un giro i piloti di Formula 1 usano i freni per poco più di 9 secondi, pari a circa il 10 per cento dell’ utilizzo complessivo in gara, uno dei valori più bassi del campionato. Delle 4 frenate solo una è della categoria Hard, 2 sono Medium e la restante è Light.
  • Dalle simulazioni effettuate, la curva più dura del Suzuka Circuit per l’impianto frenante è la 16, perché i piloti di Formula 1 si trovano a decelerare da 283 km/h a 104 km/h. Per l’intera operazione servono 2,81 secondi con un carico sul pedale del freno di 99 kg. Nel frattempo, le monoposto percorrono 135 metri e i piloti sono sottoposti a 3,7 g di decelerazione. La potenza frenante è di 1.413 kW.
  • Il peso minimo delle monoposto di F1, pilota incluso, è sceso quest’anno a 768 kg. La riduzione rispetto al 2025 quando era di 800 kg è di 32 kg, pari al 4 per cento. Per questa ragione anche Brembo si è impegnata a ridurre il peso di alcuni componenti frenanti: il Brake by Wire, che il gruppo Brembo fornisce alla maggior parte dei team, è passato dagli 800 grammi di un anno fa ai 650 grammi attuali, con un risparmio del quasi 20%. La sua attuazione resta idraulica, mentre l’alimentazione è elettrica con un massimo di 12 Volt e 1 Ampere.

Un anno fa fu vincente la sosta unica

L’opzione strategica più veloce, e anche quella scelta dalla maggior parte dei piloti lo scorso anno a Suzuka, è stata ad una sola sosta. Quindici vetture nelle prime file sono partite montando la mescola Medium, mentre nelle retrovie un paio di piloti hanno scelto la Soft e un altro paio la Hard. Nel secondo stint è stata proprio quest’ultima mescola a diventare protagonista. Le temperature basse hanno consentito stint molto lunghi senza perdita significativa di prestazione cronometrica con le due mescole più dure. I tre piloti saliti sul podio hanno infatti sostituito la Medium attorno al ventesimo giro con la Hard, con cui hanno poi concluso la gara fino alla bandiera a scacchi.

Hamilton insegue re Schumi nell’albo d’oro

Il prossimo sarà il quarantesimo Gran Premio del Giappone in calendario. La prima gara si disputò nel 1976 a Fuji, circuito che ha ospitato in totale quattro edizioni. Tutti gli altri fine settimana di gara si sono invece svolti a Suzuka. Michael Schumacher è il pilota che ha ottenuto più successi in Giappone, con 6 vittorie, una in più rispetto a Lewis Hamilton. McLaren è invece in testa alla classifica dei costruttori con 9 primi posti, seguita da Red Bull con 8.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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