Kimi sempre da record, anche su Sky. Rassegna stampa

Era dal 2022 che un Gran premio di Formula 1 non richiamava così tanti spettatori su Sky. È una conseguenza dell’effetto Kimi. Dopo aver visto la sua impresa a Monza, non lo mollano più, anche se la gara spagnola è stata un ottimo sonnifero. Antonelli non sta soltanto spazzando via gli avversari, sta pian piano entrando nelle case anche di chi non è appassionato di auto. Come i suoi amici Sinner, Valentino o Tomba. Come lo era stato lo Zanardi paralimpico, di cui domani ricorrono i 25 anni dall’incidente del Lausitzring che lo fece nascere una seconda volta. Quanto sarebbe piaciuto Kimi ad Alex. Due figli di Bologna. Due sorrisi sempre straripanti.

Da www.loslalom.it una mini rassegna stampa

Daniele Sparisci, Corriere della sera: “È un trionfo differente dai precedenti sette, dal dominio di Miami o dalla libidine di Montecarlo, ma i predestinati sanno cogliere anche le occasioni insperate, Kimi si trovava nel posto giusto dove ricevere il premio della buona sorte”

Giuseppe Antonio Perrelli, Repubblica: “È un’emozione che cresce piano piano. Perché se vuoi vincere il Mondiale piloti di F1 a 20 anni e compiere una delle imprese più clamorose della storia dello sport italiano, quella che si avvicina prepotente all’orizzonte di Kimi Antonelli, non puoi pensare di vivere tutte le domeniche come a Monza, con gli spaghetti mangiati nella coppa, il tuffo da rockstar nel pubblico e Sarà perché ti amo a tutto volume dalle casse sul podio”.

Jacopo D’Orsi, La Stampa: “Lì [a Monza, ndSL], perdonate il paragone ma è una semplificazione utile a rendere l’idea, aveva vinto alla Senna, l’idolo a cui è dedicato il numero 12 stampato sulla sua Mercedes, dipingendo una domenica leggendaria. Questa volta, sempre con permesso, l’ha fatto alla Prost, quanto di più opposto ci possa essere nell’immaginario della Formula 1, ovvero calcolando, aspettando, gestendo”.

Umberto Zapelloni, Il Giornale: “Il ragazzo di Bologna ha il mondo in mano. Basta avere pazienza e continuare a contare i suoi record ascoltando l’inno dei Mameli prima di quello tedesco. Sembra di essere tornati ai tempi di Schumi, anche se allora la sequenza degli inni era invertita”.

 Arianna Ravelli La gazzetta dello Sport: “La fortuna dei campioni ha sempre una premessa: bisogna essere lì per approfittarne. Antonelli era secondo. Non quinto, non ottavo, non lontano da quello che stava succedendo. Era il primo della fila dietro Norris, pronto a raccogliere qualsiasi occasione. E quando l’occasione è arrivata, l’ha presa. Senza sbagliare. Viene in mente Sebastian Vettel (già lanciato nel 2010 dal suicidio ferrarista) a Interlagos nel 2012, nell’ultima gara del Mondiale: contatto al primo giro, testacoda in mezzo al gruppo, la Red Bull con un buco nel fianco e le altre macchine che gli sfilano intorno senza centrarlo. In quei secondi il titolo sembra perduto, invece Vettel riparte senza un granello di polvere e alla fine diventa campione del mondo. Allo stesso modo, niente sembra poter spostare Kimi dalla traiettoria in cui si è messo”.

 Fulvio Solms, Corriere dello sport-stadio: “Ho visto un re, ah beh sì beh. Un re felice perché non riusciva più a sbagliare nulla, neanche provandoci. Un re giovane, vent’anni, che si chiama Andrea Kimi Antonelli (lungo eh?, infatti il primo nome si sta perdendo per strada) e vince tutto: quello che non potrebbe – parliamo di Monza una settimana fa – e quello che non dovrebbe, come il primo GP spagnolo del Madring che era, anzi sembrava, destinato a Lando Norris”.

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Verstappen non è uno che perde senza rosicare, eppure sorride, applaude, sembra trattare questo decollo felicissimo del bimbo italiano come se fosse già trionfale. Mentre cova, prepara una rivincita che per molti versi lo galvanizza e lo rilancia. Ma certo, Max ha compreso che lottando contro Antonelli, cercando di battere Antonelli può avere una nuova occasione di adrenalinico agonismo, a partire dal prossimo anno. Data per chiusa la pratica Leclerc, data per archiviabile la questione Hamilton, concesso a Norris un anno in gloria, ha ora di fronte un avversario nuovo e sconcertante”.

Mauro Coppini, Corriere dello sport-stadio: “Antonelli e Verstappen rappresentano forse due delle migliori interpretazioni della F.1 contemporanea. Non sono soltanto velocissimi: sembrano particolarmente capaci di leggere quella complessa grammatica tecnica che accompagna ogni giro. È una nuova forma di talento, diversa da quella che associavamo alla F.1 del passato. Una volta era la macchina a essere costruita per esaltare il pilota; oggi è spesso il pilota che deve imparare”

Leo Turrini, Resto del Carlino: “Il timore è che in Ferrari, sia pure certo non tra i piloti, sia ormai scattata una sorta di rassegnazione. Tra Ungheria, Olanda, Monza e Spagna il bottino e magrissimo. Ci si aspettava un colpo d’ala, invece tutte le premesse e le promesse sono state spazzate via. Si può andare avanti così?

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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