Metti una sera a cena con Robert Kubica, premiato con il Cavallino dal Ferrari Club di Abbiategrasso, uno dei club più attivi grazie al lavoro di Paolo Pavesi e dei suoi ragazzi. E’ stata una standing ovation continua per Robert che si è aperto raccontando la sua vita, la sua carriera e il sogno che ancora vuole esaudire adesso che stanno arrivando i 40 anni…
Robert ha conquistato i soci del SFC Abbiategrasso con la sua spontaneità e il racconto di come ha superato l’incidente del 2011 quella lotta con il suo cervello che non voleva accettare il suo corpo. Le 43 fratture, le operazioni a cui si è sottoposto, il dolore che ha sopportato per tornare a fare quello che amava fin da quando, da bambino, il papà lo ha messo sui kart.
Sullo schermo scorrono un po’ di immagini della sua carriera. Ad un certo punto compare quella di tre bambini con le coppe in mano. In mezzo c’è Robert, al suo fianco Hamilton e Rosberg che aveva appena battuto… “Quel bambino lì alla mia destra non era poi così forte sui kart….”, dice alludendo a Lewis. E allora ecco che si parla un po’ di come un pilota si trasformi strada facendo.
Lui ha capito di poter fare del suo gioco una professione quando papà ha cominciato a portarlo in Italia a misurarsi con gli altri campioni… “Arrivavamo in Italia e sfruttavamo le vacanze di Natale per girare su più piste possibili. Facevo dei buoni tempi molti vicini a quelli di un ragazzo che mi sembrava di aver visto da qualche parte. Chiedevo a mio padre, ma chi è? Lui mi rispondeva: nessuno di particolare… Ma io era convinto di averlo già visto. Una volta tornato in Polonia sono andato a cercare quella faccia su Vroom il giornale a cui eravamo abbonati… Era Ale Pier Guidi, il campione italiano… Allora ho detto a papà: visto che giravo come lui? Ma papà per non esaltarmi troppo mi rispondeva: ma hai visto come è cicciottello, sarà fuori forma…. Insomma non voleva darmi soddisfazioni….”. Ale Pier Guidi oggi è suo compagno d’avventura nell’Endurance Ferrari… E gli invia un video messaggio… Anche lui qualche anno fa aveva vinto il Premio Cavallino…
Per rivivere un po’ dei racconti di Robert guardate qui Kubica ritrova la Ferrari e si racconta
A fine serata svela il sogno che alla vigilia dei 40 anni ha ancora nel cassetto: “Vincere Le Mans. Quando correvo in Formula 1 e mi raccontavano di Le Mans non ci credevo. Adesso che che ci sono andato qualche volta ho riscoperto le stesse emozioni che provavo alll’inizio sui kart… “. Emozioni e passione.
Sono tre le parole che secondo me sintetizzano Robert: talento, passione e testardaggine. Senza la sua testardaggine che possiamo chiamare anche forza interiore, non sarebbe mai tornato in Formula 1 e poi nell’Endurance con la terza Ferrari 499P gestita da AF Corse. La Ferrari era un sogno interrotto (aveva in tasca un contratto per diventare compagno di Alonso quando fu fermato dall’incidente). Adesso ha fatto pace anche con quello pur se gli sarebbe piaciuto salire sul podio di Monza con la tuta da ferrarista… Quest’anno ha vinto a Austin con i suoi giovani compagni. E ha scritto una pagina importante nella storia ferrarista: mai la Scuderia aveva vinto due gare mondiali nello stesso giorno. Quella domenica Charles ha vinto a Monza e poche ore dopo ad Austin ha vinto la Ferrari gialla.


