La Ferrari di ieri, di oggi e di domani attovagliata al Cavallino by Bottura

L’hanno chiamata official reopening. E hanno invitato al desco di Massimo Bottura la Ferrari di ieri, quella di oggi e quella di domani. Tutti attorno ai tavoli de il Cavallino, lo storico ristorante della Ferrari, oggi rivisitato da Massimo Bottura, il tre stelle di Modena che coniuga da sempre fast cars e slow food e arredato dall’architetto India Mahdavi.

C’è il presidente John Elkann. Ma ci sono anche Piero Ferrari e suo nipote Enzo che ha curato l’arredamento dei locali dosando la storia con le novità, tra quadri, fotografie, poster e memorabilia come il muso dell’auto con cui Leclerc ha vinto a Monza. Ci sono Charles e Sainz, ma anche Badoer, Berger, Ickx, Scheckter, Fisichella, Merzario e Arnoux. C’è Mattia Binotto, ma ci sono anche Maurizio Arrivabene, Marco Piccinini e Cesare Fiorio vecchi responsabili della Gestione sportiva della Ferrari. Ci sono Alberto Bombasei, il signor Brembo e Mario Almondo il responsabile performance della casa che per più di 20 anni ha lavorato qui. Ci sono la Ferrari di ieri e quella di oggi con Enzo Ferrari, il nipote di Piero, in rappresentanza del futuro.

“Abbiamo invitato gli amici de il Cavallino”, ci raccontano spiegando che qualcuno ha declinato l’invito perché impegnato all’estero. Così mancano Montezemolo, Todt e Giovannino Alesi che l’altro giorno è diventato cittadino onorario di Alcamo.

Creme Caramel Giallo Modena: frittata di Parmigiamo Reggiano 36 mesi, cipolla e aceto balsamico tradizionale Villa Manodori; Tortelli Record della Pista: tortelli verdi di ricotta con gelatina al Lambrusco e burro dolce; Vitello Testarossa: con salsa ai frutti rossi, rapa rossa e Campari; Surprise Number 27…. Il menù firmato da Bottura che ha coniugato il territorio con il suo genio da più di 10 anni premiato con le tre stelle Michelin. “Qui lavorano una cinquantina di persone. Abbiamo una proposta completamente diversa dalla Francescana. Ogni locale deve rispettare la sua storia”, racconta il super chef che ama i motori e l’Inter…

La ristrutturazione ha salvato quella che per anni è stata la stanza privata e nascosta di Enzo Ferrari (e poi di Luca di Momntezemolo). Ci si arrivava di nascosto passando da una porticina sul retro. Tanti incontri segreti tra queste mura. Oggi ci si sono accomodati il presidente, Piero Ferrari e i piloti di oggi. Qui Enzo Ferrari riceveva a pranzo i suoi collaboratori, i clienti e gli amici più stretti nella sala privata dove amava guardare il Gran Premio; tra loro anche Gioacchino Colombo, che nel 1945 progettò la prima vettura Ferrari 125S Sport.

Intorno ai tavoli del passato si sono accomodati ospiti illustri come il principe Bernardo d’Olanda, la Principessa Liliana de Rèthy e il pilota 3 volte campione del mondo Jackie Stewart, così come tutti i piloti e i tecnici che hanno fatto parte del Team Ferrari nel corso delle diverse decadi. Sempre al Cavallino, nel 1987, Bernie Ecclestone e Jean-Marie Balestre appresero da Enzo Ferrari che mai avrebbe accettato le nuove regole di dismissione dei turbo a favore della partenza aspirata; gli risposero “Ingegnere, scriva Lei le regole”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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