La Fondazione #Macaluso nata per onorare le auto

Il 27 ottobre saranno già passati dieci anni senza Gino Macaluso, un nome che agli appassionati dei motori dirà sempre qualcosa. Gino, oltre alla moglie e ai figli, aveva due amori: le auto e gli orologi. Era un architetto che amava la velocità delle auto e la precisione (o le complicazioni) degli orologi.

È stato campione europeo rally come navigatore di Pinto e campione italiano come navigatore di Verini e poi presidente di Aci Csai dall’inizio del nuovo millennio. Negli anni in cui la Ferrari dominava in Formula 1 era lui a sedere nel consiglio mondiale della Fia. Amministratore delegato del Gruppo Sowind, che riunisce Girard-Perregaux, GP Manufacture, manifattura di movimenti per orologi, e JeanRichard, amava l’Italia è Torino, ma passava gran parte del suo tempo in Svizzera.

Era sempre un piacere incontrarlo in pista o in qualche occasione ufficiale. Era un uomo di cultura, un signore, un grande appassionato che sapeva tutto, ma era sempre curioso di sapere se tu avevi notato qualcosa di differente. Sapeva disegnare belle storie anche con le parole e non soltanto con una matita.

Per ricordarlo a 10 anni dalla scomparsa è stata presentata la Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, con lo scopo di valorizzare l’automobile come oggetto di culto, capace di coniugare innovazione tecnologica e cultura umanistica, tradizione artigianale e bellezza del design d’avanguardia, influenzando in maniera profonda i costumi e la società del XX Secolo. Ecco il comunicato ufficiale…

La nascita della Fondazione è segno dell’eredità che Gino Macaluso restituisce alla città, attraverso l’impegno verso i giovani e le nuove generazioni che si approcciano alla passione per l’automobile, lo sport motoristico, l’innovazione e il car design.
“L’automobile è stata in tutte le sue declinazioni una grande passione di Gino Macaluso: la missione della Fondazione è rinnovare il suo sentimento per l’automobile, la velocità e la sua bellezza. L’auspicio è che la Fondazione Gino Macaluso contribuisca a fare partire da Torino un’estensione della Motor Valley italiana per disegnare una nuova geografia culturale dei motori. La collezione porterà Torino nel mondo, verso i maggiori musei e istituzioni che rinnoveranno la cultura dell’automobile Made in Italy” ha dichiarato Monica Mailander Macaluso, Presidente della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, che aggiunge “Nel decimo anniversario della scomparsa, Stefano, Massimo, Anna, Margherita ed io intendiamo realizzare il sogno di Gino e dedicare un tributo alla sua memoria”.

La celebre collezione della Fondazione Gino Macaluso è un capitale di storia del rally, che racconta l’epopea delle gare leggendarie, dei grandi piloti, delle automobili più vincenti. La collezione, costruita da Gino Macaluso, è tra le più importanti al mondo ed unica nel suo genere per il palmares delle vetture, il prestigio e l’originalità dei suoi modelli: automobili storiche da gran turismo, da rally, da pista che ripercorrono il periodo dagli anni Sessanta e Novanta del design automobilistico e del motorsport, oltre ad
aver preso parte ai più importanti eventi mondiali legati alle auto storiche, diventando un punto di riferimento per studiosi, collezionisti e appassionati.
“La fondazione è una testimonianza della ricchezza del patrimonio dell’automobile italiano, che non ha eguali nel mondo per design, competitività, industria e storia. L’eredità di Gino Macaluso, attraverso la
mentalità internazionale che contraddistingue la sua biografia, contribuirà a promuovere questa ricchezza e l’immagine del nostro paese e dello sport italiano nel mondo, rinnovando la passione motoristica nelle nuove generazioni” ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’ACI- Automobile Club d’Italia e membro dell’advisory board della Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica.

Avvalendosi della collezione, la Fondazione intende dare seguito e corpo a quelli che erano il sogno e la passione di Gino Macaluso, che considerava l’automobile “la più intensa delle espressioni della creatività del ventesimo secolo”. Partendo dall’esperienza di Gino Macaluso nella professione di designer e della passione per gli oggetti d’arte, la Fondazione intende sviluppare un programma culturale capace di far dialogare il design automobilistico con le arti moderne e contemporanee.
L’emergenza sanitaria ha imposto una riorganizzazione delle attività per il 2020; annullati gli appuntamenti all’estero e in Italia in primavera- estate, la Fondazione Gino Macaluso parteciperà ad alcuni tra i più importanti eventi automobilistici a partire dall’autunno: il Milano Monza Open Air show, in programma tra l’autodromo di Monza e la metropoli lombarda dal 29 ottobre al 1 novembre, e Goodwood Festival of Speed a luglio 2021.

A dicembre 2020, le automobili della Fondazione Gino Macaluso saranno protagoniste di “The Golden Age of Rally – Le grandi sfide”, una grande mostra sulla storia dei campionati mondiali di rally, che inaugurerà a Torino al MAUTO- Museo Nazionale dell’Automobile (3 dicembre 2020 – 9 maggio 2021); a seguire l’esposizione si muoverà per un road show tra l’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone. Le prime tappe previste sono al Louwman Museum a L’Aia e Autoworld a Bruxelles. Sempre in autunno, in
occasione dei 10 anni della scomparsa di Gino Macaluso, sarà pubblicato il volume “Mac-la Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica” dedicato all’uomo, al pilota e all’imprenditore, con tante testimonianze,
edito da Rizzoli.
La Fondazione ha inaugurato il rinnovato spazio alle porte di Torino: un’autentica wunderkammer, una “camera delle meraviglie” dedicata alla storia dell’automobile, dove sono conservati i gloriosi esemplari del
motorsport, insieme all’officina per il restauro dell’auto storica, l’archivio e la biblioteca dell’automobile.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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