Las Vegas parte con una figuraccia. E fa bene Vasseur ad arrabbiarsi

Forse aveva davvero ragione Max (Las Vegas sì, Las Vegas no: Verstappen contro tutti) nel dire che qui “il 99% è spettacolo er l’1% sport”. A Las Vegas è uscito subito il rosso, ma quello delle bandiere che hanno interrotto dopo 8 minuti la prima sessione di prove. Colpa di un tombino che si è trasformato in missile e ha forato la Ferrari di Carlos Sainz distruggendo tutto.

“Questa situazione è semplicemente inaccettabile”, ha detto Fred Vasseur mentre accanto a lui gente Toto Wolff e compagnia dicevano “Sono cose che capitano, era solo un tombino. Questa non è una macchia nera”. Tutti bravi se a pagare è qualcun’altro. L’atteggiamento degli altri team principal è stato semplicemente vergognoso.

Perchè è inaccettabile che dopo aver speso quasi 500 milioni di dollari ci si ritrovi con un tobino infilato dentro una Ferrari. Se gli organizzatori non fossero gli stessi uomini di Liberty Media sarebbe scoppiata un casino inenarrabile. Così invece tutti a perdonare, a dire che non è successo nulla.

La Ferrari ha una macchina da buttare via, Alpine probabilmente pure. I piloti saranno costretti a restare in pista fino alle 3 di notte per provare almeno un’oretta su una pista nuova. Ora chi paga i danni in regime di budget cap e se Sainz avrà mal di schiena o dovrà scattare dal fondo perchè obbligato a sostituire tutto? No signori questri sono dilettanti allo sbaraglio. Ha ragione Vasseur a dire: “Forse si potevanmo prevedere delle gare di contorno per testare la pista. La partenza del gran premio sarà la ptima mai effettuata qui ad esempio…”.

Le mille luci di Las Vegas per ora hanno illuminato una delle più brutte gaffe della Formula 1 moderna. Percjè è vero che è capitato altrove (la Williams ci rimise un’auto a Baku), ma non può capitare a Las Vegas in una gara organizzata dalla stessa Liberty Media.

Intanto un consiglio alla Ferrari: organizzi un charter per Lourdes e non ci mandi solo Charles, Ne hanno bisogno davvero tutti.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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