Leclerc: curioso di scoprire la Curva 8, ma non mi sembra la pista per noi

La Ferrari senza Binotto si avvicina al weekend turco con le solite ambizioni di qursta stagione: cercare di non fare una figuraccia e non finire doppiata. Nelle ulrime gare un passo avanti c’era stato, poi a Imola la risalita si è un po’ rallentata. Qui novità non ce ne sono, ma vedremo.

Sebastian Vettel ha cominciato pensando al suo debutto assoluto in Formula 1, avvenuto proprio a Istanbul nelle prove del venerdì di 14 anni fa: “Non mi è rimasto in mente granché di quel giorno, anche se credo sia stato importante nella mia vita agonistica. In compenso però ho ottimi ricordi di questa pista e in particolar modo dell’ultima volta che abbiamo gareggiato qui. Percorrendolo oggi ho ritrovato un circuito davvero interessante, impegnativo, con tanti cambi di elevazione e passaggi spettacolari”.

Charles ha invece parlato delle ultime cinque gare disputate, concluse sempre a punti: “Credo che la vettura sia senza dubbio migliorata grazie agli aggiornamenti che abbiamo portato tra la Russia e Portimão – ha detto il monegasco – e penso che anche noi come squadra siamo cresciuti. Sulla carta l’Istanbul Park non sembra fatto su misura per la nostra SF1000 ma sono curioso di scendere in pista per vedere il vero valore del nostro pacchetto, oltre che per provare la famigerata curva 8”.

Leggi qui Mekies

“È dopotutto forse proprio negli anni più difficili che si impara maggiormente – ha continuato – ed è per questo che a livello personale non posso che dirmi soddisfatto della mia stagione. Ho commesso meno errori dell’anno scorso e credo di essere cresciuto sotto molti aspetti, specie in gara, per esempio nella gestione delle gomme. In una stagione come questa, dove ogni dettaglio può fare la differenza, ritengo di essere riuscito a lavorare su me stesso, sulla mia sensibilità tecnica e su come posso gestire la vettura e aiutare la squadra a fare meglio. A fine anno sono convinto che sarò un pilota più forte”.

A confermare le sensazioni di Charles è stato proprio Seb: “Riesce a sfruttare al meglio la vettura, estraendone il massimo potenziale – ha detto il tedesco -. Ma non credo che abbia fatto un salto di qualità strabiliante quest’anno: è sempre stato fortissimo, con la Sauber nel 2018 e pure al suo primo campionato da pilota della Ferrari”. Poi il quattro volte campione del mondo ha parlato del nuovo calendario: “Sapevamo che si andava verso una stagione da 23 gare e devo ammettere che per noi piloti cambia relativamente poco – ha ammesso – Lo sforzo vero è per le squadre, i meccanici e la logistica. Questo bisogna tenerlo sempre presente, e invece di chiedere solo ai piloti avrebbe senso chiedere anche agli altri componenti delle squadre… Io sto nuotando e continuerò a nuotare, anche una volta che avrò lasciato la Ferrari. Non è la fine, è un valore che mi porto dietro e dentro, io sento che in Formula 1 c’è ancora qualcosa per me, qualcosa che posso ottenere”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.