Hamilton e il settimo Mondiale: non penso cambi la vita della gente…

Lewis Hamilton domenica può vincere il suo settimo titolo mondiale eguagliando il record di Michael Schumachetr. Anche se Bottas dovesse vincere gli basterebbe un secondo posto… un gioco da garazzi. Lui però almeno alla vigilia non gli dà troppo peso. Sentitelo

“Il mio settimo Mondiale? Mi sento concentrato e riposato, non penso ad altro. Sinceramente non penso che un Mondiale di F.1 possa cambiare la vita della gente. La cosa più importante è provare a migliorare la vita della gente nel mondo, l’accesso all’istruzione. Non chi vince il Mondiale”. Ormai parla come un profeta. Sta andando oltre Senna. Oltre Schumacher. Esagera? No, perchè ci crede davvero. Non è un atteggiamento. Lewis è cambiato tanto negli anni. Magari alle volte ha esagerato, ma lo fa perchè ci crede. Ha ragione a dire che un Mondiale non cambia la vita della gente, ma la sua l’ha cambiata eccome… E magari anche i suoi tifosi potrebbero avere un sorriso in più…

“Posso raggiungere Schumacher? Io credo che un record faccia un certo effetto solo se guardato dall’esterno. Intendo dire che Michael è stato sorprendente, ma io non guardo ai miei numeri. Però credo che questi risultati siano un messaggio per i giovani, sembrano dire loro continuate a sognare come abbiamo fatto noi, perché i sogni più grandi si possono realizzare” Ecco sognare e far sognare. Qui c’è un bel messaggio. La sua vita in fin dei conti è un esempio. Lui non è certo nato ricco…

“Io amo ancora correre, e amo ancora certe sensazioni in pista”.

Lewis Hamilton, Istanbul 12 novembre

“Il mio ok alla Mercedes? È arrivato quando Niki Lauda venne a trovarmi a casa mia, e parlammo davanti a una tazza di tè, scoprendo di avere molte più cose in comune di quelle che immaginavamo di avere. Adesso posso certamente dire che quel giorno ho iniziato a prendere la decisione giusta”.

“La W Series (che l’anno prossimo avrà 8 gare in contemporanea) è molto importante, perché la diversità non è il colore della pelle ma cambiare la mentalità di uno sport dominato dai maschi. Ho parlato un paio di volte con Susie Wolff (ex pilota in F.1 e moglie di Toto, n°1 Mercedes, ndr) che mi ha sempre testimoniato di quanto sia difficile per una ragazza farsi spazio nel motorsport. Ecco io credo che il mio futuro possa essere legato a questo. Ora non so dire cosa farò domani, a fine campionato parleremo del mio contratto, ma vorrei essere più efficace per far capire al team quanto sia importante investire su tecnologie ecologiche, o dare più opportunità a chi ne ha meno in questo mondo”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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