MexicanGp: grande occasione Verstappen. “Puntiamo alla doppietta”

“Abbiamo un turbo più grande di quello Mercedes e grazie all’aria rarefatta del Messico dovrebbe costituire un vantaggio: l’obiettivo è una doppietta perché anche Perez sta crescendo molto”. Parola di Helmut Marco in un’intervista rilasciata ad Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport.

La Red Bull arriva a Città del Messico da grande favorita. La festa attorno a Perez è già cominciata. Max conta di avere una spinta extra anche dal pubblico (Verstappen in Messico da favorito: “Grazie a Perez tutti tiferanno per noi”), le previsioni dei tecnici vedono tutti la Red Bull davanti alla Mercedes sugli oltre duemila metri di Città del Messico (MexicanGp: istruzioni per l’uso del gran premio più alto di tutti (2285 metri).

Anche i bookmakers non hanno dubbi. Max è favorito sia per la pole (1.65 contro i 3.00 di Hamilton) che per la gara (1.65 contro i 2.85 di Lewis).

L’olandese ha la grande occaione per allungare il gap. Se Perez gli darà una mano e la profezia di Marko si avvererà, Max potrebbe cominciare il trittico portando a 22 lunghezze il suo margine di vantaggio.

Vedremo perchè quest’anno in realtà non si sono mai rispettati i pronostici della vigilia.

Certo è difficile pensare che la Red Bull possa fallire sulla pista dove l’ultima volta (27 ottobre 2019) fu Leclerc a partire in pole, ma Hamilton a vincere. Negli ultimi tre gran premi del Messico chi è scattato in pole non ha poi vinto:

  • 2019 Leclerc (Ferrari) Hamilton (Mercedes)
  • 2018 Ricciardo (Red Bull) Verstappen (Red Bull)
  • 2017 Vettel (Ferrari) Verstappen (Red Bull)

Nelle due gare precedenti (2016 e 2015) invece c’era stato dominio Mercedes con Hamilton vincitore dalla pole nelm2016 e Rosberg nel 2015.

Qualche curiosità sulla tappa messicana:

4°. Il miglior piazzamento in Messico di uno degli attuali piloti della Scuderia Ferrari : Charles Leclerc lo ha centrato nel 2019, dopo essere scattato dalla pole position. Sempre poca fortuna per Carlos Sainz all’Autódromo Hermanos Rodríguez dove non ha mai conquistato un punto. Nel 2018 lo spagnolo era ottavo prima di essere fermato da un problema elettrico. 

19 anni e 208 giorni . Per la Scuderia hanno corso due piloti messicani, i fratelli Rodríguez cui è dedicato l’autodromo: Ricardo, a lungo il più giovane debuttante della Formula 1 con i suoi 19 anni e 208 giorni quando prese il via del Gran Premio d’Italia 1961,e Pedroche con la Ferrari fu due volte quinto nel GP degli Stati Uniti (1965 e 1969).

13. La posizione più arretrata sulla griglia di partenza dalla quale si è vinto il Gran Premio del Messico. A riuscire nell’impresa Alain Prost nel 1990, quando con la Ferrari F1-90 fu protagonista di una gara memorabile che venne completata dal secondo posto del compagno di squadra Nigel Mansell (che partiva dal 4° posto). Per quanto riguarda le rimonte terminate sul podio, da segnalare quelle di Jackie Oliver nel 1968 e di Denis Hulme nel 1970: entrambi, rispettivamente su Lotus e McLaren, presero il via dal 14° posto e conclusero sul terzo gradino.

15. La posizione, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, occupata nel mondo dell’economia messicana basandosi sul PIL (prodotto interno lordo). La più grande fonte di reddito è il petrolio e il Messico è il sesto produttore mondiale di autovetture dopo Cina, Stati Uniti, Giappone, India e Germania, nonostante abbia solo piccoli costruttori autoctoni. Nel Paese hanno però una sede alcuni dei principali marchi europei e americani.

39. Il numero medio di sorpassi nel Gran Premio del Messico. L’edizione più movimentata fu proprio quella del 1990 vita da Alain Prost con ben 70 cambi di posizione, mentre nel 2017 se ne registrarono solo 24, il numero minimo. 

186. I musei presenti a Città del Messico, che posizionano la capitale al secondo posto dietro solo a Londra. I sei più visitati sono il Museo del Templo Mayor, il Museo del Pulque, il Museo del Palacio de Bellas Artes, il Museo del Zapato e il Museo Frida Kahlo. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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