Otto anni fa l’addio si #Schumi. #keepfightingMichael. Ma a sbagliare fu col primo ritiro

Il 4 ottobre di 8 anni fa Michael Schumacher annunciava il ritiro. Il secondo della sua carriera inimitabile. Non fu esattamente una scelta spontanea, ma indotta dalla Mercedes che aveva già convinto (grazie a Lauda) Lewis Hamilton ad accettare la nuova sfida.

“Mi ritiro pur avendo dimostrato di essere ancora competitivo: mi rende orgoglioso e spiega come mai non mi sono pentito di essere tornato. Avevo però chiesto di essere valutato per i risultati: è giusto riconoscere che non siamo stati in grado di sviluppare una macchina da Mondiale e che io non posso fornire a nessuno una prospettiva”, le due parole in conferenza.

“Non è nel mio stile fare ciò che non mi coinvolge al 100%. L’ambizione è puntare al successo, non stare al volante e accontentarmi: è la competitività ad alimentare il piacere della guida…”.

“Ho imparato molto, anche su di me. Ho capito che devi saper fare quello che desideri; che ci si può aprire senza rovinare la concentrazione; che perdere è più duro e istruttivo che vincere, un concetto che avevo smarrito. Ho aperto il mio orizzonte, ho alleggerito me stesso”.

La sua seconda vita, quegli anni in Mercedes dopo il primo ritiro a fine 2006, non hanno aggiunto gloria alla sua carriera. La Mercedes non era ancora quella che sarebbe diventata da lì a poco (con il cambio dei motori) e lui spesso aveva pagato contro Nico Rosberg che al primo Schumacher avrebbe probabilmente lustrato solo le scarpe. In quei tre anni insieme Nico riuscì a vincere una volta, Michael al massimo conquistò un terzo posto e la comparazione punti è sempre stata favorevole a giovane Rosberg: 142-72 nel 2010; 89-76 nel 2011 e 93-49 nel 2012. Ricordando che Michael era finito in classifica dietro al compagno di squadra solo nel 1999 quando si ruppe una gamba a Silverstone…

Credo che più del ritorno in pista con la Mercedes (se non fosse stato per l’incidente in moto sarebbe tornato con la Ferrari) il suo errore sia stato quello di ritirarsi la prima volta a fine 2006 quando la a Ferrari scelse Raikkonen. Con il senno di poi sarebbero arrivati altri due mondiali (il 2007 di Kimi e il 2008 perso da Massa dopo il traguardo)…

Aveva ancora voglia. E infatti si mise a fare di tutto alla ricerca di una botta di adrenalina… tanto che poi Ross Brawn fu furbo a convincerlo a rientrare in un progetto che però doveva ancora sbocciare e contro un compagno che non era accomodante come quelli avuto in Ferrari ma che certo non avrebbe mai battuto con quella Costanza il primo Schumi. Il rientro fu un errore che i ferraristi gli hanno perdonato, ma ripeto fu più sbagliato ritirarsi la prima volta.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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