Rassegna stampa: che cosa avrebbe fatto Leclerc al posto di Sainz…

Si apre il dibattito. Sainz ha fatto il massimo o Leclerc al suo posto avrebbe fatto di più? La domandona ferrarista post Canada è questa. Ma la domanda principale resta un’altra: 49 punti sono recuperabili alla Red Bull di superMax?

Ci sono voluti 707 giorni e 45 Gran Premi per rivedere un giro più veloce di Sainz (il secondo in carriera), il precedente era stato nel GP di Stiria del 12 luglio 2020 alla guida della Mc Laren. Max Verstappen raggiunge Bottas al nono posto assoluto come podi (67 in totale). Per Hamilton si tratta invece del 184esimo, record assoluto naturalmente. Alonso supera Schumacher e diventa il secondo nella classifica storica dei GP terminati in zona punti (222), scrive Roberto Liberale su www.loslalom.it.

Stefano Mancini, La Stampa: La Ferrari era arrivata a Montreal con il carico dell'(in)affidabilità, dopo i ritiri a Barcellona e Baku. Il problema è stato affrontato di petto: sostituzione dell’intera power unit sulla monoposto di Leclerc. L’intervento è costato la retrocessione in ultima fila, ma alla fine ha influito solo per i dieci punti persi al traguardo con il quinto posto. L’altra buona notizia per la Ferrari è il ritiro di Sergio Perez, che via radio dopo otto giri ha riferito ai suoi tecnici lo spegnimento del motore. L’affidabilità è un problema trasversale: in Ferrari ha afflitto di più il primo pilota, in Red Bull il secondo. La penalizzazione ha permesso alla Ferrari di prendersi tempo e di trovare una soluzione definitiva. Silverstone diventa un esame importante

Fabio Tavelli, il Foglio: Se i grigi arriveranno sempre vicini al podio, e qualche volta come a Montreal con Lewis ci saliranno, il loro score toglierà punti preziosi ai Red Bull ed ai ferraristi.   La sensazione che arriva dalle ultime gare è che la stella a tre punte di Stoccarda stia ancora pensando a questa stagione e non già alla prossima. Russell è un martello e porta sempre a casa il massimo possibile. Hamilton in Canada ha ritrovato il sorriso. A Silverstone, statene certi, bisognerà fare i conti anche con lui.

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: Verstappen: un animale scatenato su una pista che adora. Eppure abbiamo visto Sainz, quello che «non ha ancora in mano la macchina», incalzarlo sino all’ultima curva, con giro veloce e un passo che, al netto delle interferenze da safety car, è sembrato addirittura migliore rispetto alla Red Bull. Avrebbe meritato il centro pieno a Montreal ma francamente Max non ha rubato un’unghia, si è guadagnato pane e punti con uno smalto impressionante.

  Alberto Sabbatini, Il Messaggero: Non ha vinto, ma finalmente ha convinto. Carlos Sainz con il 2° posto a Montreal ha ritrovato se stesso. E la Ferrari ritrova una degna spalla per Leclerc

 Io non la penso allo stesso modo (Il Giornale): La convinzione è che con Leclerc là davanti la gara sarebbe forse finita in un altro modo. Nulla contro Sainz, ma tra i due c’è ancora una differenza.

Stefano Zaino, Repubblica: Quattordici sorpassi in pista, e a Montreal non è poi così facile, quattordici posizioni guadagnate, dopo l’azzardo del sabato, la scelta di cambiare il motore, affidandosi ad una gara mozzafiato e una rimonta entusiasmante, Leclerc ha strappato applausi. Ma alla fine chi gode per davvero è Max Verstappen.

Andrea Cremonesi, La Gazzetta dello sport: L’altro segnale positivo è rappresentato proprio dal passo gara delle F1-75 se (parzialmente) a Barcellona e soprattutto a Baku in gara le Red Bull erano apparse le vetture più in forma sulla distanza, qui i rapporti di forza di sono capovolti. Solo una coincidenza legata alle caratteristiche del tracciato? O le ragioni si devono trovare nei motori freschi che sono stati montati proprio in questa occasione e che hanno fatto vedere la propria forza sia con la lotta di Sainz sia con la rimonta di Leclerc? Ma soprattutto: quanto riusciranno a durare in termini di potenza e affidabilità i motori canadesi?.

Mauro Coppini, Corriere dello sport-stadio: Il Gran Premio del Canada conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’unico strumento in grado di trasformare una sia pur affascinante sequenza di monoposto, in uno spettacolo attraente è la safety car. Sezionando uno spettacolo ridondante dal punto di vista della durata in una sequenza di episodi. Ognuno con caratteristiche diverse, capaci di mantenere in tensione lo spettatore.  

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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