Rassegna stampa: Hamilton e il sorpasso cancellato. Ferrari, la strada è lunga

La prima dell’Equipe

Primo gran premio stagionale e prima rassegna stampa del lunedi grazie a www.loslalom.it. Quello che penso io lo avete già letto, ma non mancheranno ulteriori riflessioni nei prossimi giorni

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Per Stefano Mancini su la Stampa la F1 ha trovato finalmente il dualismo che mancava da quando ha abbracciato l’era ibrida e la Mercedes non ha mai smesso di vincere. un 2021 che si preannunciava come la pallida fotocopia delle ultime stagioni sta diventando una competizione equilibrata e imprevedibile: se Mercedes e Red Bull corrono per il titolo, McLaren e Ferrari faranno a sportellate per il terzo posto, aspettando che la Aston Martin si faccia sotto”.

C’è ancora dell’Hamilton dentro Hamilton. Sia quando si è inginocchiato prima del via e dice che continuerà a farlo, sia quando è andato a prendersi la 96esima vittoria in carriera. Alessandra Retico su Repubblica scrive che chi dava Lewis per quasi annoiato, anche da se stesso, o forse reso fragile da una Freccia insolitamente spuntata, non guarda all’invisibile che lo guida: una squadra organizzata e lucida nelle strategie (con una sosta anticipata al 13° giro), un che di inesauribile nel desiderio e negli obiettivi di un pilota che a 36 anni ha dato e avuto già tutto

Giorgio Terruzzi su Corriere della sera trova che comunque Hamilton ha trovato un compagno di viaggio intenzionato a complicargli le domeniche e che sia Verstappen il vincitore morale del primo Gp, dopo aver conquistato e quindi ceduto la testa della corsa per motivi che sfuggono ai più. Hamilton ha perso ogni certezza sul tema ottava corona, la Ferrari è convinta di riguadagnare applausi perduti: due temi per due sfide inedite. Sì, un buon inizio.

Per non farci mancare il pepe, come scrive Luigi Perna sulla Gazzetta dello sportpasserà alla storia come la gara del sorpasso cancellato”. Per chi l’ha visto e per chi non c’era: alla quarta curva del 53esimo giro Verstappen è stato accusato di aver completato il suo sorpasso andando oltre il cordolo basso della pista e ha dovuto restituire la prima posizione per decisione della giuria. Non l’ha più ripresa. 

Anche in Germania accolgono questa nuova F1 nella quale c’è finalmente un duello” e Marcus Krämer per der Spiegel scrive che a lungo ci si è chiesto chi potesse battere la Mercedes. Per anni la risposta in Formula 1 è stata: nessuno. Ora Max Verstappen ha la macchina più veloce – e ancora una volta non vince. Alla fine ha ragione.

Il commento della Gazzetta

Com’è andata la Ferrari?

Sesto Leclerc e ottavo Sainz. Daniele Sparisci sul Corriere della sera ricorda che si aspettavano segnali di ripresa dopo il minimo storico degli ultimi quarant’anni toccato nel 2020, sono arrivati insieme alla consapevolezza che «la strada per il podio è lunga».  E che da una pista all’altra i valori potrebbero cambiare, in meglio o in peggio. Tira un po’ aria di grazie lo stesso. Mario Salvini sulla Gazzetta dello sport scrive per esempio che si può essere contenti anche di un sesto e di un ottavo posto riconoscendo che il podio non è stato alla portata, e in questo senso c’è da sperare che la gara di ieri non sia stata troppo riassuntiva di quel che vedremo da qui alla fine.

Così mentre tutto intorno – scrive Ottavio Daviddi su Tuttosport – era una sciabolata di fresche emozioni, un florilegio di azioni adrenaliniche, un divertimento a tutto campo, la scuderia di Maranello ha lottato, ma restando sempre un passo indietro

Ultimo: Mick Schumacher sulla sua Cenerentol-Haas. Si dice contento per essere riuscito a finire la gara. Otto anni e 123 giorni dopo l’ultima gara di suo padre Michael in Brasile, die Welt scrive che al debutto ha fatto meglio di lui, “arrivato a percorrere solo poche centinaia di metri a causa di una frizione danneggiata”. Un po’ come il compagno Mazepin, russo che corre senza la bandiera del Paese, andato a sbattere ai primi km della sua prima gara in F1.

Mario Coppini sul Corriere dello sport-Stadio aggiunge che c’è anche un altro tema a fare del Bahrain un promettente laboratorio all’interno del quale si potrà distillare il futuro della categoria. Si tratta del confronto tra generazioni. Un confronto grazie al quale le due categorie, fino ad ora contrapposte, di giovani e meno giovani, potrebbero trovare terreno di costruttivo scontro. Le prestazioni di Fernando Alonso, quarant’anni e quella di Yuki Tsunoda, venti, sono quasi sovrapponibili pur se raggiunte con diversi approcci”. 

Vettel. Fine settimana di follia: 18° in qualifica, retrocesso ultimo per non avere rispettato le doppie bandiere gialle e 2 punti in meno sulla superlicenza. In gara tampona Gasly, perde altri 3 punti e prendere 10″ di penalizzazione. Record del mondo. Voto 3 (Stefano Mancinila Stampa).

 Che ci faceva Renzi al GP con l’Italia in zona rossa | 

Negli ambienti finanziari milanesi gira da un po’ la voce che Matteo Renzi sia prossimo a cambiar mestiere. La carriera politica fungerebbe da trampolino per incarichi più remunerativi, già testimoniati dal repentino incremento dei suoi redditi. Ma finché Renzi è senatore, e in particolare membro della Commissione Difesa, cui spetta di occuparsi di interessi vitali della nazione, s’impone a lui di adempiere “con disciplina e onore” alla funzione pubblica assegnatagli. Che si tratti di viaggi d’affari o di un non meglio precisato ruolo nell’ambito dei cosiddetti Accordi di Abramo, la faccenda ci riguarda. La presenza di Renzi ieri ai box del Gp di Formula 1 in Bahrein si configura come uno sberleffo oltraggioso di fronte a un paese chiuso per lockdown. Trincerarsi dietro al rispetto formale delle regole equivale solo a un’ostentazione di privilegio. Ci aspettiamo che la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, voglia chiedergliene conto nella seduta di martedì prossimo”.

di gad lerneril Fatto quotidiano

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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