L’Equipe l’ha definito un dominio insolente. La Formula Verstappen fa paura alla Formula 1 che teme di ritrovarsi con un mondiale scontato che farà crollare l’audience nel giro di pochi gran premi. La possibilità c’è, inutile negarlo. Perché i progressi rossi ci sono stati, ma non abbastanza per fare il solletico a Max. Possono portare a battere il lato umano della Red Bull, ossia Perez, ma il marziano no. Speriamo di sbagliarci. Io a Race Anatomy ho pronosticato tra le 15 e le 20 vittorie di Max… Mamma mia.
Ecco grazie a www.lo slalom.it la rassegna stampa.
Il Giornale: “Illusione Ferrari” – Umberto Zapelloni: “Max è alla 55esima vittoria stagionale, la 18esima nelle ultime 19 gare, all’ottavo successo di fila, al 99° podio della carriera. Una collezione di numeri che lo porterà al quarto titolo, si spera senza vincerle tutte, altrimenti il mondo cambierà presto canale, anche per non vedere altre inquadrature di Christian Horner e signora, ripetutamente ripresi mano nella mano sotto il podio, tanto per distogliere l’attenzione dal caso a luci rosse che ha accompagnato la vigilia del Mondiale. … Tra una settimana si torna in pista dove un anno fa vinse Perez con le Ferrari fuori gioco. Serve un altro passo avanti. Per evitare la noia senza aspettare la Cumbia”.
Corriere della sera: “Il distacco è un po’ troppo, si conta sui progressi” – Giorgio Terruzzi ha scritto: “Sono da mettere in conto progressi ampi e magari rapidi per una macchina che comunque qualche segnale di salute lo manifesta. Conservare un atteggiamento positivo è d’obbligo, anche se l’operazione adesso pare faticosa perché in Red Bull sanno trasformare in oro persino i sassi del deserto; perché non è pensabile un cambio di prospettiva per la prossima gara, sabato, in Arabia. Di sicuro, non abbiamo, non avremo uno scenario stravolto”











Il Resto del Carlino: “Segnali di vita dalla Rossa” – Leo Turrini: “Che barba e che noia, avrebbe detto Sandra Mondaini. La Formula Uno riparte e tutto è come prima: Verstappen prende e va, se la suona e se la canta ed è difficile immaginarlo sconfitto alla fine della stagione. Ciò premesso, tenterò di valorizzare un suggerimento della nonna, ai tempi in cui non esistevano i telefonini. La vita, spiegava la vegliarda, è come una fotografia dell’era sua: bisogna sempre sviluppare il negativo. Traduco. La Ferrari non è pronta per il Mondiale. Non ci voleva Einstein per immaginarlo: veniamo da una stagione dominata dai Bibitari e le regole tecniche sono rimaste identiche”
La Stampa: “Ritorno al passato” – Jacopo D’Orsi: “C’è una Formula Verstappen e poi c’è una Formula 1”
Il Foglio: “Il mondiale di F1 ricomincia dalla fine” – Fabio Tavelli: “Stupirebbe moltissimo se Verstappen non strapazzasse di nuovo tutti anche in questa stagione. I margini tra lui e la Ferrari sembrano meno imbarazzanti per chi insegue ma la verità è che la Red Bull non sembra mai spingere davvero al massimo. Non ne ha, attualmente, bisogno” [qui]
La Gazzetta dello sport: “È ancora un alieno” – Luigi Perna: “L’illusione di assistere a un altro grande duello fra Max Verstappen e Charles Leclerc è durata una sola curva. Lo spazio di poche centinaia di metri”.
Corriere della sera: “La rivincita di Sainz, i tormenti di Leclerc” – Daniele Sparisci: “Per Leclerc il deserto è stato di nuovo amaro. Colpa di uno squilibrio nelle temperature dei freni, quello anteriore sinistro era oltre 100 gradi più freddo di quello destro. L’anomalia si è presentata subito, al primo giro”
Repubblica: “Un duello senza freni” – Alessandra Retico: “Senza freni. A Charles mancano letteralmente, invece Carlos non ce li ha più nel cuore. Le ruote di Leclerc fumano e si bloccano, quelle di Sainz si liberano. Lotta onesta e pulita, anche se millimetrica”
Il Giornale: “Quella fortuna che serve a una prima guida di una Rossa” – Benny Casadei Lucchi: “Se un team che ha il proprio grande capo, Chris Horner, nei guai per un presunto caso a luci rosse, un team dove i corvi stanno appollaiati pronti a beccare e possibilmente divorare il suddetto capo, se un team così, intossicato dai veleni, pronti e via fa doppietta e mette a zittire tutti i rivali tranne i corvi, vuol dire che il mondiale è con ogni probabilità già segnato. … Se la mancata pole di Charles venerdì è probabilmente colpa sua, il bilanciamento dei freni in gara molto meno, ma una prima guida ferrarista, da sempre, deve portar con sé anche un po’ di buona sorte. È da troppo che Charles ne è sprovvisto, al contrario del futuro partente Sainz. Però, suvvia, poi arriverà Hamilton. Che ieri ha preso 3 secondi dal compagno in Mercedes. C’era il sedile che non andava e c’erano questo e quel problema. Mettiamola così: Charles e Lewis hanno 23 gare per convincerci che è tutto a posto anche alla voce buona sorte. Se si affrettano, molto meglio”.
Corriere dello sport-stadio: “Hamilton? Carlos ha risposto” – Mauro Coppini: “E per fortuna che Hamilton c’è… non tanto per le sue prestazioni sul campo, dove il giovane Russell a parità di macchina, gli gira regolarmente attorno, ma perché la sua straordinaria carriera rappresenta uno scudo capace di proteggere, almeno per un anno, una Ferrari ancora lontana da poter trasformare il “cavallino” in un purosangue. Qualunque siano i risultati sarà facile spostare le aspettative al 2025 quando finalmente il “super campione” scenderà dalla “stella” per salire sul “cavallino””.
L’Équipe: “Il dominio insolente di Verstappen e della Red Bull malgrado le tensioni” – Frédéric Ferret ha scritto: “Questo matrimonio è magnifico. È fatto per durare. Perché separare questa coppia che non chiede altro di continuare questo momento, facendolo durare per sempre? Loro vorrebbero, non noi. Perché il connubio Max Verstappen-Red Bull è una piaga, addirittura un incubo, per gli amanti della suspense e del cambiamento”.


