Rassegna Stampa: tra orgoglio Ferrari e il sogno MonteCarlo per Verstappen e Vettel

Rassegna stampa dello SpanishGp che ha celebrato la centesima pole e la 98esima vittoria di Lewis Hamilton, ma anche un passo avanti della Ferrari. L’Orgoglio Ferrari, le parole di Binotto (vedi qui) e il sogno Monte Carlo…

Un ‘altra volta Hamilton su Verstappen. Con una superiorità della macchina ristabilita, con una superiorità strategica mai discussa. Su un circuito dove è difficile sorpassare, con un po’ di pubblico in tribuna, non tanto, ma abbastanza da rivederci una speranza (Mario Salvini, la Gazzetta dello sport), Lewis era scivolato all’indietro in partenza, infilato da un meraviglioso sorpasso del terribile Max. 

La manovra decisiva è arrivata a sei giri dalla fine ma è stata costruita prima, quando al 24esimo Verstappen è entrato ai box e la Mercedes ha scelto di tenere in pista Hamilton per altre quattro tornate. Hanno puntato a creare una differenza di condizioni nelle gomme, enfatizzata al 42esimo giro con un secondo pit-stop (un piano audace per Giles RichardsGuardian), dopo il quale il ritardo dall’olandese era a 22 secondi ma la differenza di condizioni enorme. L’epilogo era segnato più delle ruote. Verstappen dice di averlo capito subito. 

Frédéric Ferret su l’Equipe parla appunto di lezione tattica e considera che “con una terza vittoria in quattro GP, Lewis Hamilton sembra ancora lontano dal ritiro che alcuni avevano pronostico all’inizio dell’anno. Si potrebbe criticare il modo in cui la Red Bull non ha parato il colpo dalla Mercedes ma significherebbe trascurare la potenza di fuoco delle Frecce d’Argento, capaci in poche settimane di produrre quel caccia che è diventato il W12 nelle mani di Hamilton.  Sì, la Mercedes è sicuramente tornata”. 

Sul Giornale io ho scritto che in F1 gli scacchi vincono sulla boxe. La strategia vince sulla forza bruta” e si domanda: “La Formula 1 diverte o addormenta? Chi in tv ha il compito di compilare gli highlights della gara ha avuto gioco facile. È successo tutto nei primi 30 secondi. Poi si sarebbe potuta inserire qualche puntata della Regina degli scacchi. Per apprezzare una gara come questa bisogna avere a disposizione i tempi sul giro, i dati della telemetria, i messaggi radio con Hamilton che ammette: «Ero indeciso se seguire il team sulla strategia». E, cosa meno complicata per il telespettatore comune, ricordare che quei ragazzi là fuori giocano a scacchi viaggiando a trecento all’ora. Per fortuna la prossima tappa è a Montecarlo. Nel Principato non ci sarà tempo per addormentarsi”.

Anche Fulvio Solms sul Corriere dello sport-Stadio si è affidato alla stessa metafora. Prendere il controllo del campo di battaglia sistemando i pezzi al posto giusto, prevedere le contromosse dell’avversario, azzardare per sorprenderlo, infine godere nel vederlo soffrire e contorcersi, roso dal dubbio e infine dalla certezza di non avere scampo. Spietato come solo il gioco degli scacchi, ecco cos’è stato ieri il Gran Premio di Spagna della Mercedes

Roberto Chinchero su Motorsport spiega che è vero che Verstappen è sembrato in lotta per il successo per lunga parte del Gran Premio, ma di fatto il destino dell’olandese era scritto dopo i primi venti giri. Nell’arco di otto giorni le ambizioni di Verstappen, Marko e Christian Horner hanno subito un duro colpo, e l’unica buona notizia in prospettiva è la prossima tappa in calendario, ovvero Monte Carlo. Un terreno di caccia ideale per la RB16B, che sulle strade del Principato cercherà una rivincita che inizia ad assomigliare ad uno spartiacque per la stagione in corso

Una corsa che pare si adatti pure alla Ferrari, ieri quarta con Leclerc, terzo in partenza. Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera guarda al GP di Monaco del 23 maggio e scrive che data la prestazione della SF21 sui tratti lenti, data la voglia di Leclerc di mostrare numeri antologici tra le strade di casa, potrà giocarsela davvero con chi ha il suo stesso timbro, una classe simile, il talento del fuoriclasse. Ha già provato a battersi con Hamilton e Verstappen, non vede l’ora di riprovarci. Ed è bastato un guizzo felice in Spagna per dare misura di quanto valga, per l’intera F1, una giornata in gloria della Ferrari e del suo ragazzo bello e terribile”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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