Todt: “Oggi quasi tutti i piloti pensano come Lauda e non vogliono rischiare sotto la pioggia”

Jean Todt è al suo ultimo weekend italiano da presidente della Fia. A dicembre lascerà la poltrona che occupa da 12 anni. Dopo tre mandati non può e non vuole più essere rieletto. Resterà nel mondo dell’auto come inviato speciale dell’Onu per la sicurezza stradale, ma cercherà soprattutto di trovare un po’ di tempo per sè stesso. Guarda fuori dalle vetrate di Monza e ci resta male. Mai vista così poca gente in tribuna. Chiede a noi di chi è la colpa. Ma lo sa benissimo.

“Il campionato quest’anno è molto combattuto e non solo per la prima posizione. Certo, sarebbe meglio avere tre quattro piloti di squadre diverse in lotta per il titolo, ma già averne due e avere una grande incertezza è una bella cosa”

“Il mio ideale sarebbero 12 squadre, quindi quattro posti in più per i piloti. Stiamo lavorando a motori e carburanti più puliti, oggi è inammissibile consumare tanta C02. Ci sono nuovi costruttori interessati, ma tra essere interessati e firmare il contratto ce ne passa un po’”.

“In Belgio non si poteva gareggiare. Non c’erano le condizioni. Abbiamo macchine e gomme più larghe e meno chilometri sul bagnato rispetto a vent’anni fa. E poi oggi la società non può più ammettere che si prendano certi rischi per uno sport. Già negli anni Settanta c’era stato Lauda che non aveva accettato i rischi rinunciando alla gara e al titolo mondiale. Diciamo che oggi quasi tutti i piloti la pensano come Lauda”. Che poi guidino come lui non è detto…

“Dovremo però rivedere l’attribuzione dei punti. Non è giusto dare metrà punteggio con così pochi giri. Dovremo stabilire che in caso di impossibilità di gareggiare, si attribuiscano punti sulla classifica delle qualifiche, ma in modo diverso”

“Mick Schumacher è bravo, appassionato. E’ qui perchè ha vinto in Gp3 e in Formula 2 però guida per l’unico team ancora a zero punti. Il suo riferimento è il compagno e sta andando bene. Mi parlano bene di lui gli altri piloti e i suoi ingegneri. Vedremo”.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.