Turchia, istruzioni per l’uso della pista preferita da Massa. Occhio la gara è alle 11.10

La Formula 1 torna all’Istanbul Park per la prima volta dal 2011. Su una delle piste migliori ideate da Tilke si è corso sette volte dal 2005 al 2011 e il re del Gp di Turchia è Felipe Massa che ci ha vinto tre volte di fila. Ma in Turchia hanno già vinto anche Raikkonen (con la McLaren), Hamilton (con la McLaren) e Vettel (con la Red Bull).

  • Pirelli ha nominate le tre mescole più dure della gamma: P Zero White hard C1, P Zero Yellow medium C2 e P Zero Red soft C3.
  • Secondo i tecnici Brembo l’Intercity Istanbul Park rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, lo stesso valore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari in cui si è corso due settimane fa. 
  • Queste due piste condividono anche il senso di marcia, antiorario e una lunga assenza dal calendario del Mondiale. Nelle sette precedenti edizioni si era sempre corso tra maggio e agosto mentre quest’anno le temperature saranno minori.
  • Il circuito di Istanbul presenta numerose ondulazioni, con evidenti rischi di arrivare lunghi nelle staccate in discesa o di frenare troppo in quelle in salita. ​​
  • Così come per tutte le altre componenti delle monoposto, anche per l’impianto frenante le caratteristiche essenziali sono il peso, la resistenza e le performance assicurate. Trattandosi di masse non sospese, quando viene diminuito il loro peso calano i consumi di carburante e migliorano l’aderenza e l’handling dell’auto. 
  • A differenza di un impianto frenante di un’auto stradale che pesa sui 20 kg a ruota, quello Brembo di Formula 1 incide per circa 5 kg: un quarto (1-1,25 kg) è il peso del disco in carbonio, mentre la pinza in alluminio/litio è più pesante, oscillando tra 1,5 kg e 2 kg. La pastiglia in carbonio di F.1 invece pesa 200 grammi. ​​ 
  • Secondo le simulazioni, i piloti di F.1 dovrebbero utilizzare i freni per 14,53 secondi al giro, equivalenti al 17​ per cento della durata complessiva della gara. Dieci anni fa la percentuale era del 13 per cento ma non perché si frenava di meno, bensì perché i tempi sul giro erano più alti e questo aumentava l’incidenza delle frenate.
  • L’Intercity Istanbul Park si contraddistingue per la presenza di 5 frenate superiori ai 4,2 g, in corrispondenza di punti in cui le monoposto rallentano dopo aver abbondantemente superato i 300 km/h. Il circuito presenta però anche 3 frenate in cui il calo di velocità è inferiore a 40 km/h. Dalla partenza alla bandiera a scacchi ogni pilota esercita un carico totale sul pedale del freno di 54 tonnellate. ​​ ​ ​
  • Così come in Portogallo, anche in Turchia l’allocazione delle gomme è leggermente diversa: ciascun pilota avrà a disposizione sette set di soft, tre di medium e tre di hard per affrontare il tracciato turco, molto esigente sui pneumatici anche in termini di trazione, deportanza e carichi laterali. Di norma, quest’anno per ciascun pilota sono disponibili 8 set di soft, 3 di hard e 2 medium in ogni weekend di gara.
  • La celebre Curva 8 è la più impegnativa: si tratta di un curvone molto lungo verso sinistra, con diversi punti di corda. Ha ispirato la realizzazione di Curva 3 a Sochi, con carichi impressionanti sui pneumatici, soprattutto l’anteriore destro.
  • Il tracciato è stato da poco riasfaltato: di conseguenza, nessuno ha riferimenti su questo asfalto. In assenza di dati precisi, la scelta delle mescole è stata più conservativa.
  • Non ci saranno gare di supporto durante tutto il fine settimana, quindi il tracciato potrebbe presentarsi particolarmente sporco e scivoloso, specialmente il venerdì.
  • Nell’ultimo GP disputato nove anni fa vinse Sebastian Vettel su Red Bull, con 4 soste. In totale, nel 2011 ci furono 80 pit stop, con il maggior numero di sorpassi in una gara sull’asciutto dal 1983.
  • Un’altra curva celebre è la 1, infatti il rettilineo presenta una parte in salita che la rende simile all’Eau Rouge di Spa.Francorchamps, tanto che questa parte del tracciato è spesso definita “faux rouge”.
  • Situato nella parte asiatica di Istanbul, il circuito non è stato utilizzato molto dal 2011: infatti, ci sono stati dei lavori di adeguamento degli standard di sicurezza per le Formula 1 attuali. Di recente ha ospitato una tappa del World Rallycross Championship.

  • Delle 9 frenate del GP Turchia 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, una è di media difficoltà e le 4 restanti sono light. 
  • La più dura per l’impianto frenante è quella alla curva 12 perché le auto attuali ci arrivano in accelerazione fin dalla curva 9: le monoposto si affidano ai freni a 345 km/h e scendono a 97 km/h in soli 138 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 2,86 secondi esercitando un carico di 140 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 4,9 g. ​​  ​​

“La Turchia è una delle tante novità di questo calendario 2020 in Formula 1 – ha commentato Mario Isola responsabile F1 per Pirelli – Sebbene sia un tracciato dove abbiamo già corso in passato, a tutti gli effetti possiamo considerarlo come un circuito nuovo, specialmente dato il nuovo asfalto. Istanbul Park impone una grande sfida in termini di carichi sui pneumatici, motivo per cui l’allocazione comprende le tre mescole più dure della gamma, proprio come a Portimao, anche se forse il nuovo asfalto potrebbe essere meno severo. Come spesso è avvenuto in questa stagione ‘anomala’, le informazioni raccolte nelle prove libere saranno assolutamente cruciali, non solo per quanto riguarda i livelli di degrado, ma soprattutto per l’usura su un tracciato così impegnativo. Ovviamente, sarebbe incompleto parlare di Istanbul Park senza citare la famosa Curva 8: quest’anno probabilmente sarà percorsa in pieno da questa generazione di Formula 1 ad alta deportanza, aumentando di conseguenza i carichi sui pneumatici. Non sarà una gara facile, quindi gestire correttamente le gomme sarà un aspetto fondamentale di questo fine settimana”.

Sabato 14 novembre
PL3: 10.00 – 11.00, diretta su Sky Sport F1
Qualifiche: 13.00 – 14.00, diretta su Sky Sport F1, differita su TV8 alle 14.

Domenica 15 novembre
Gran Premio: 11.10, diretta su Sky Sport F1, differita su TV8 alle 14.00

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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