Vasseur punta sul Rosso: Leclerc e Sainz tra i muretti sono tosti

La Ferrari a Las Vegas vorrebbe puntare sul Rosso, soprattutto sul numero 16 per restituire il sorriso a Leclerc. Il problema che lo ha fermato in Brasile è stato individuato, ma non raccontato, ma pare si tratti di un guasto all’elettronica che ha bloccato l’idraulica.

“Troviamo un circuito completamente nuovo – ha detto Vasseur – e con temperature che si attendono molto basse, diverse da quelle di qualunque altra tappa del calendario. Per questo aver fatto bene i compiti a casa prima del Gran Premio – nei meeting così come al simulatore – sarà fondamentale per massimizzare il potenziale di piloti e vettura. La simulazione aiuta infatti a preparare al meglio la gestione delle tante incognite e quando è efficace permette di acquisire un vantaggio competitivo perché lascia i piloti liberi di prendere confidenza con la pista”.
“Da sempre Charles è molto competitivo su questo tipo di tracciati, dove è necessario sfiorare i muretti, e Carlos ha dimostrato a Singapore di non essere da meno. Siamo fiduciosi che avremo delle carte da giocarci, lo dobbiamo fare supportando i nostri piloti e mettendoli in condizione di lottare per i risultati che sappiamo essere alla nostra portata”

Erik van der Veen, olandese, driving simulator senior ingegnere, è arrivato a Maranello direttamente dall’università: “Sono nato nei Paesi Bassi e mi sono trasferito in Inghilterra dove ho finito la scuola e ho frequentato l’Università di Southampton. Ho poi concluso il mio Master in Astrofisica presso la Smithsonian Institution di Boston, negli Stati Uniti. Dopo la laurea ho fatto domanda per una posizione nel gruppo Ferrari F1 Strategy, da dove ho iniziato il mio viaggio dentro la casa di Maranello…”

“In Ferrari ho avuto la fortuna di lavorare in vari gruppi, potendo contare sempre su un grande supporto da parte del team e dei colleghi. Ho iniziato nel gruppo Strategia inizialmente come sviluppatore, oltre a fornire supporto durante i fine settimana di gara, quindi sono diventato responsabile della strategia di Kimi (Räikkönen). Da lì sono passato al gruppo Dinamica veicolo e alla fine sono finito al simulatore, dove mi trovo adesso. Questo percorso mi ha messo in contatto con una vasta gamma di persone, che non solo sono ai vertici dei rispettivi settori, ma allo stesso tempo sono molto aperte alle interazioni professionali e anche sociali. È un ambiente unico, vivere in Italia è fantastico e ho la fortuna di lavorare qui da oltre dodici anni.” 

Tocca a lui raccontare le le caratteristiche della pista di Las Vegas. “A parte la magia del gareggiare in una città come questa, il tracciato è un misto di piste come Baku, Miami e Gedda. Ci sono tratti molto lunghi da fare in pieno, anche se non sono sempre dei rettilinei perfetti, e non ci sono così tante curve, il che spinge la vettura nella direzione di minimizzare la resistenza all’avanzamento e quindi di avere un carico aerodinamico basso”.

“Per questo, quelle poche curve diventano più difficili ed è ancora più importante riuscire a mettere la vettura nella finestra giusta per avere la miglior trazione in uscita dopo ogni sterzata, perché altrimenti rischi di pagare dazio sia sul giro secco che in gara, nella gestione di gomme e nella difesa dagli avversari. Una grande incognita è l’asfalto, non solo perché si tratta di una pista nuova ma anche perché è un circuito cittadino e dovremo scoprire quanto sia sconnessa o levigata la superficie e come rispondono macchina e le gomme. Infine, nonostante sia una gara notturna, con la quantità di illuminazione di questa città, mi aspetto che non sia facile anche per i piloti non rimanere disorientati. Questo, soprattutto nella prima giornata di prove, costituirà una sfida in più.
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“Correre di notte in un luogo unico come Las Vegas nei mesi vicini all’inverno creerà condizioni che di solito non incontriamo mai durante la stagione. Le temperature previste sono molto al di sotto della finestra in cui solitamente corriamo, il che significa che è molto difficile sapere cosa aspettarci, soprattutto perché ci troviamo su un circuito nuovo sul quale non abbiamo mai percorso nemmeno un metro”.

“Fortunatamente negli ultimi anni c’è stato un grande sviluppo sia nei modelli della vettura che degli pneumatici – che usiamo anche al simulatore – che ci danno un’idea migliore di cosa aspettarci in queste condizioni. Di sicuro dovremo considerare una gamma di possibilità ben più ampia del solito così da assicurarci di essere il più pronti possibile e, cosa più importante, preparati a reagire a qualsiasi cosa accada”.

3.Dicci un po’ di te. Come sei arrivato a lavorare in Ferrari e com’è lavorare pe questa squadra?
La storia di come sono arrivato in Ferrari è probabilmente un po’ diversa da quella della maggior parte die miei colleghi. Sono nato nei Paesi Bassi e mi sono trasferito in Inghilterra dove ho finito la scuola e ho frequentato l’Università di Southampton. Ho poi concluso il mio Master in Astrofisica presso la Smithsonian Institution di Boston, negli Stati Uniti. Dopo la laurea ho fatto domanda per una posizione nel gruppo Ferrari F1 Strategy, da dove ho iniziato il mio viaggio dentro la casa di Maranello. In Ferrari ho avuto la fortuna di lavorare in vari gruppi, potendo contare sempre su un grande supporto da parte del team e dei colleghi. Ho iniziato nel gruppo Strategia inizialmente come sviluppatore, oltre a fornire supporto durante i fine settimana di gara, quindi sono diventato responsabile della strategia di Kimi (Räikkönen). Da lì sono passato al gruppo Dinamica veicolo e alla fine sono finito al simulatore, dove mi trovo adesso. Questo percorso mi ha messo in contatto con una vasta gamma di persone, che non solo sono ai vertici dei rispettivi settori, ma allo stesso tempo sono molto aperte alle interazioni professionali e anche sociali. È un ambiente unico, vivere in Italia è fantastico e ho la fortuna di lavorare qui da oltre dodici anni. 

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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