Alla favola del #Dovi manca ancora il lieto fine

La domenica della paura di Valentino è stata la domenica dell’orgoglio di Dovizioso. Poco più di 24 ore dopo aver rinunciato alla Ducati, ha regalato alla casa che per sette anni è stata la sua, una vittoria che riapre il Mondiale dei senza Marquez.

Dovizioso meritava un trattamento diverso anche se in Ducati si arrabbieranno a sentirlo. Nessuno ha saputo interpretare la Ducati meglio di lui in questi otto anni (colorati con 14 vittorie compresa l’ultima), eppure la fiducia è svanita come un ghiacciolo al sole d’estate. Incomprensibile. Magari con Lorenzo (se sarà sdavvero lui) arriverà quel titolo che a Borgo Panigale inseguono dai tempi di Stoner, ma magari Dovizioso quel regalo se lo farà prima di andarsene. Sarebbe la giusta ricompensa. Ma sarà una battaglia dura e in fin dei conti pura. Con la testa libera da un rinnovo che non arrivava e Dovi meritava con un contratto in bianco…

La sua è una favola italiana a cui manca il lieto fine. Dopo tre secondi posti nel Mondiale, nell’anno dell’assenza prolungato del tiranno, toccherebbe a lui racoglierne l’eredità e salire finalmente sul trono. In Austria, pista amica, ha ritrovato la sintonia con la Ducati, non del tutto, ma almeno per la frenata che gli permette staccate da brivido.

Speriamo riesca a costuirsi anche un finale leggendario. Per lasciare alla Ducati un Mondiale e un mare di rimpianti.

Non è stata una vittoria come tutte le altre. Sento una sensazione strana. Gara interrotta per un caduta pericolosissima, sono stati davvero fortunati, sono contento di questo. Ripartire è sempre molto strano. Il feeling era buono, in 2-3 punti staccavo da paura e questo mi è bastato per fare il gap e mettere in crisi tutti. Rins ha fatto un errore, altrimenti sarebbe stata difficile. L’ultimo giro non me lo sono nemmeno goduto, hanno sbagliato nel tabellone in alto, pensavo mancasse un altro giro…”.

“Tutto fa, inutile dire no, non cambia nulla…Però non stavo vivendo così male la situazione, anche se questo tipo di scelte non le prendi da un giorno all’altro, non è successo qualcosa negli ultimi giorni, la stavo già metabolizzando, con la differenza che con tutto quello che è venuto fuori ieri ho dormito di più…Alla fine quando vai in pista sei concentrato sul weekend, sono partito bene dal primo turno, abbiamo dimostrato di aver capito la frenata, questa pista ci aiuta, frenavo veramente forte, con Miller ho fatto la differenza qui”

“Questa vittoria dimostra che queste gomme stanno facendo un grande casino, ci sono dei bassi un po’ di tutti, chi più chi meno, perchè basta pochissimo nel modo in cui guidi che non funziona nulla o le fai funzionare bene. E questo ha fatto la differenza qui, lo ha dimostrato il primo turno di prove libere. Essere competitivo in altre piste farà la differenza ma sono preoccupato perchè ancora non mi sento così bene con la moto, in centro curva non siamo ancora competitivi quanto dobbiamo, per lottare con Yamaha e Suzuki nelle prossime piste. Abbiamo la frenata in mano ed è fondamentale, ora dobbiamo cercare di migliorare in centro curva, ma più del 50% del lavoro è stato fatto”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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