
La Formula 1 comincia dall’Australia il suo giro del mondo che prima di portarla in Europa (con orari normali) il 19 maggio a Imola, la vedrà correre in Giappone, Cina e Stati Uniti. Preparate la sveglia: qualifica sabato mattina alla 6 e gara alle 5 del giorno dopo.
Il Gran premio d’Australia è arrivato alla 38ᵃ edizione. I primi 11 GP si disputarono ad Adelaide, nello Stato dell’Australia Meridionale, mentre i successivi a Melbourne, circa 700 km più a sud, nello Stato di Victoria.
Istruzioni per l’uso del Gp
- Secondo i tecnici Brembo, il Melbourne GP Circuit da 5.278 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, questo perché appena 3 frenate sono della categoria Hard e in media i freni vengono utilizzati soltanto per 8 secondi al giro, equivalenti all’11 per cento della durata dell’intera gara.
- La curva più dura del Melbourne GP Circuit per l’impianto frenante è la 11, in corrispondenza della quale avviene una decelerazione da 299 km/h a 120 km/h in 1,79 secondi durante il quale la monoposto percorre 95 metri. I piloti sono chiamati ad uno sforzo di 173 kg sul pedale del freno e soggetti ad una decelerazione di 4,8 g mentre la potenza frenante è di 2.500 kW.
- Il Gran Premio d’Australia, terza gara dell’anno, vedrà il debutto stagionale delle Pirelli C5, la più morbida delle cinque mescole disponibili nel 2024.
- C saranno poi la C4 che già è stata usata a Gedda e la C3 che è quasi sempre presente nelle selezioni. Si tratta di una terna più morbida rispetto all’edizione scorsa di questa gara – quando erano state scelte C2, C3 e C4 – ma non rappresenta un debutto assoluto per quanto riguarda la mescola più morbida. Infatti, nel 2022, Pirelli aveva portato a Melbourne la C5 come Soft ma aveva deciso di affiancarle la C3 come Medium e la C2 come Hard, saltando la C4.
- La scelta di andare più morbidi è stata presa alla luce dello svolgimento della gara dello scorso anno, quando la C2 fu la grande protagonista, con dieci piloti che la usarono per 47 dei 58 giri percorsi e altri tre che ne completarono più di 50 in una gara peraltro caratterizzata da numerose interruzioni con la safety-car tre volte in pista e, addirittura, tre bandiere rosse con due ripartenze da fermo e una lanciata.
- Il tracciato, allestito all’interno dell’Albert Park e contraddistinto da 14 curve, è stato recentemente reso più filante e rimane una pista dove i sorpassi sono abbastanza difficili, anche se non più come nel passato.
- Dal punto di vista della strategia, tradizionalmente la sosta singola è la più gettonata: lo scivolamento verso una terna più morbida potrebbe eventualmente aprire qualche spiraglio per delle alternative o, comunque, per avere delle situazioni in cui la differenza di passo fra le vetture in pista determinata dalla perdita di prestazione dei pneumatici può rendere più agevoli i sorpassi.
- La C5 – pur essendo rimasta inalterata rispetto al 2023 – è la mescola che, finora, è stata meno utilizzata con le attuali monoposto. Infatti, oltre a non essere stata selezionata in nessuno dei primi due Gran Premi, sono stati solamente 140 i chilometri percorsi con la più morbida delle cinque P Zero del 2024 in occasione dell’unica sessione di test, svoltasi a Sakhir (Bahrain) dal 21 al 23 febbraio scorsi, con un solo vero run completato da Lewis Hamilton e poi da tanti out-in fatti dai piloti della Williams.
- Va aggiunto che solamente altre due squadre (Ferrari e Stake F1) avevano selezionato questa mescola, decisamente poco adatta per un asfalto abrasivo come quello del Bahrain. Un’incognita, seppur relativa, in più in vista del Gran Premio.
- Il weekend dell’Albert Park è uno dei preferiti dal mondo della Formula 1, per la bellezza della città che lo ospita e per l’atmosfera che si respira. La conformazione del tracciato non sollecita in maniera particolarmente elevata i pneumatici e il degrado è un fattore più determinato dall’usura che da cause termiche.
- L’inizio dell’autunno australe può riservare delle sorprese sia in termini di temperature, con sbalzi rilevanti da un giorno all’altro, che di condizioni meteorologiche: la pioggia ha un suo posto significativo nella storia di questo Gran Premio.
- Ci sono attività in pista sin dal giovedì – insieme alla Formula 1 si esibiranno anche le monoposto di Formula 2 e Formula 3 ma ci saranno anche serie come la Porsche Carrera Cup e il campionato australiano Supercars – e in quattro giorni tanta gomma si depositerà sull’asfalto, cambiandone in maniera significativa il livello di aderenza.
- Il pilota che ha conquistato più vittorie nel Gran Premio d’Australia è Michael Schumacher (4), tutte a Melbourne e al volante di una Ferrari. La Scuderia è seconda come successi (10), superata dalla McLaren (11). La squadra di Woking è la prima per numero di pole position (10) mentre il pilota che è partito più volte davanti a tutti è Lewis Hamilton (8).
- Ferrari e McLaren sono prime a pari merito con 26 podi conquistati e Hamilton guida la classifica individuale con 10 piazzamenti fra i primi tre. Da notare che la Red Bull ha vinto a Melbourne solamente due volte: nel 2011 con Sebastian Vettel e l’anno scorso con Max Verstappen.
- Il 17 marzo 2013 è una data storica per Brembo perché Kimi Raikkonen vinse il GP Australia al volante della Lotus motorizzata Renault con 12 secondi di vantaggio sulla Ferrari di Fernando Alonso. Al momento quella resta l’ultima vittoria in Formula 1 di una vettura priva di componenti frenanti Brembo. A partire dal 2014, infatti, i freni Brembo hanno sempre fatto l’en plein, aggiudicandosi tutti i 224 GP disputati da quel giorno.
- Con quasi 59 milioni di followers su Instagram, Chris Hemsworth è l’indiscusso dominatore dei social media tra gli australiani. Gli appassionati lo ricordano per l’interpretazione di James Hunt nel film Rush diretto da Ron Howard. La pellicola racconta il duello tra Hunt e Niki Lauda durante la stagione 1976, la seconda di Brembo in Formula 1. Quell’anno Brembo contava appena 146 dipendenti e si limitava a fornire soltanto i dischi alla Scuderia Ferrari. La produzione delle pinze di F1 sarebbe arrivata solo in seguito.


