Da Lauda a Sochi: gli 800 gran premi (con 455 vittorie) di Brembo in Formula 1. I record di Schumacher

Domenica in Russia un’azienda che è un grande orgoglio italiano, festeggerà il suo ottocentesimo Gran premio in Formula 1. Un anno dopo la grande festa per i mille Gran premi della Ferrari, questa volta è Brembo a tagliare il traguardo. Saranno 800 le gare del Mondiale a cui ha preso parte almeno una monoposto dotata di uno o più componenti frenanti Brembo.​

​La storia di Brembo in Formula 1 risale al 1975, al primo scontratto con il Commendator Ferrari e la sua Scuderia. tutto ebbe origine da una piccola fornitura di dischi in ghisa per il Cavallino negli anni gloriosi di Niki Lauda e dei prodigi tecnici dell’ingegner Forghieri. Brembo era stata fondata pochi anni prima, nel 1961 (abbiamo la stessa età, ma questo a voi non interessa) e negli anni Settanta era ancora una piccola officina meccanica. Quella collaborazione con la Scuderia di Maranello non si è più interrotta. Anzi è proseguita con le vetture di serie.

 

La storia di Brembo in Formula 1 è anche la storia dell’evoluzione trecnologica: ai dischi freno (prima in ghisa e poi in carbonio), si sono aggiunte infatti le pinze freno, le pastiglie, le campane disco, le pompe freno sino allo sviluppo di sistemi frenanti più complessi e comprensivi di tecnologia by wire, il sistema frenante a controllo elettronico che governa la frenata posteriore delle vetture di F1 sin dal 2014.

HA CORSO IN 56 PISTE – Nel corso di questi 800 GP le monoposto con freni Brembo hanno gareggiato in 56 tracciati in giro per il mondo, buona parte dei quali situati in Europa. A partire dagli anni Novanta si sono però moltiplicati i GP in Asia, che avevano fatto la loro prima comparsa in calendario nel 1976, quando Brembo era già presente in pianta stabile. 

Individuare due GP identici per svolgimento, condizioni meteo e protagonisti – costruttori e piloti – risulta impossibile. Di questi 800 GP il più lungo è stato il GP Svezia del 1975, con 321,44 km: vinse Niki Lauda con la Ferrari 312T dotata di dischi Brembo che quell’anno lo aiutarono a laurearsi campione del mondo. ​

Il più corto è il GP Belgio dello scorso mese, anche se i 3 giri disputati si sono tutti svolti dietro alla safety car. Il GP più corto effettivamente corso è quello d’Australia del 1991 (52,92 km) vinto da Ayrton Senna con la McLaren dotata di freni Brembo che Senna aveva espressamente richiesto dopo averli utilizzati a lungo e con successo in Lotus.​

I RECOD DI SENNA E SCHUMI – Se il campionissimo brasiliano dimostrò completa fiducia nei freni Brembo, Michael Schumacher non fu da meno, primatista in tutta una serie di voci statistiche relative agli impianti frenanti Brembo: è quello che ha corso più GP (307), ne ha vinti di più (91) ed è salito più volte sul podio (155). D’altro canto, tutti e 7 i suoi titoli iridati sono arrivati servendosi sempre dei freni Brembo. 

In totale sono 455 i GP vinti dalle monoposto dotate di freni Brembo, vale a dire più della metà di quelli disputati (per la precisione il 57%). 186 di questi sono stati conquistati da monoposto della Scuderia Ferrari con 21 piloti differenti, mentre i rimanenti 269 sono stati vinti da altri team che hanno portato 41 piloti sul gradino più alto del podio. 

Nel corso di questi 800 GP ci sono state gare decise per un’inezia come il GP USA 2002 in cui la Ferrari fece doppietta: Rubens Barrichello precedette di 11 millesimi Michael Schumacher. Memorabili anche i 14 millesimi che bastarono a Senna per battere Nigel Mansell al GP Spagna 1986. Nemmeno a dirlo, entrambe queste vittorie portarono il marchio di Brembo. 

Oggi giorno l’affidabilità ha raggiunto valori inimmaginabili anche solo vent’anni fa. In realtà questa è sempre stata una delle caratteristiche dei freni Brembo come dimostra il GP con meno monoposto all’arrivo nella storia della F.1: il GP Monaco 1996 concluso da sole 3 auto fu vinto da Olivier Panis con la Ligier che, guarda caso, aveva i freni Brembo.

QUASI UN MONOPOLIO – Nel corso dei decenni infatti Brembo ha assicurato la fornitura dei suoi sistemi frenanti a quasi tutti i team: da quelli più blasonati sino alle piccole scuderie. In origine si trattava di parti standardizzate ma con il tempo le soluzioni sono diventate sempre più personalizzate per adattarsi alle caratteristiche progettuali delle monoposto che vanno ad equipaggiare. 

Oggi infatti questa attività di co-design riguarda praticamente quasi tutti i componenti destinati al mercato F1, dalle pinze freno fino ad arrivare al BBW, avendo poi come risultato finale prodotti geometricamente molto diversi tra loro. ​

La pinza freno ad attacco radiale realizzata nel 1982 e la prima pinza monoblocco che esordì in gara nel 1988 sono solo due esempi di come, fin dagli esordi, Brembo si è sempre contraddistinta per l’innovazione. Ai tempi, realizzare una pinza ricavandola da un unico blocco di alluminio sembrava un’impresa ai limiti della fantascienza. Invece, gli ingegneri Brembo, riuscirono a realizzare il programma e l’utensileria per le lavorazioni nella parte interna, ottenendo ciò che con il tempo è diventata un’icona nel mondo dell’automotive. 

Il risultato fece la storia dell’automobilismo, inizialmente solo per le competizioni ma in seguito fu traslato anche sulle auto stradali per garantire agli appassionati lo stesso feeling ed efficacia. D’altro canto per Brembo il trasferimento di tecnologia dalla pista alla strada è sempre stato uno dei principi fondanti. A questo serviranno gli 800 GP che Brembo si appresta a correre e ne serviranno probabilmente altrettanti per continuare a essere il leader mondiale tecnologico indiscusso degli impianti frenanti. ​

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.