Domenicali: “Da italiano dico Giovinazzi, ma da manager un pilota cinese…”.

Giovinazzi o Zhou? Un italiano o un cinese sulla seconda Sauber Alfa Romeo. Io non avrei dubbi, ma non decido io purtroppo. Vi allego un pezzo sulla situazione e il parere di Stefano Domenicali che fa inytendere molte cose…

La Williams ha ingaggiato Albon che quindi non è più un pericolo per Antonio. Ma il pericolo vero è quello giallo

Stefano Domenicali, il nuovo Ceo della F1, guarda con curiosità al weekend di Monza con la Sprint Qualifying di sabato. “Un esperimento che valuteremo dopo il terzo weekend end. Ma comunque al massimo nel 2022 avremo un 30% di weekend così”. Domenicali si aspetta molto dalle nuove regole, ma è felicissimo di questo mondiale combattuto (“Speriamo finisca all’ultima gara”). Non esclude una seconda gara italiana nel calendario del futuro (“Mix tra storia e novità”), ma sul pilota italiano la vede così: “Giovinazzi merita di restare in F1 e da italiano tifo per lui, ma da manager è ovvio che avere un pilota cinese con tutto l’interesse che attirerebbe”. E in Formula 1 al cuore non si comanda…

C’è un cinese che le sta tentando tutte per buttare Antonio Giovinazzi fuori dalla Formula 1. Il pericolo giallo è il più insidioso per l’unico pilota italiano ancora in pista con l’Alfa Romeo Sauber. Guanyu Zhou, attualmente secondo nel campionato di Formula 2 dove ha vinto tre gare fin qui, ha una dote di una trentina di milioni di euro che fa molta gola a Frédéric Vasseur, il team principal della Sauber, l’uomo che deciderà chi schierare accanto a Valtteri Bottas. Per questo Zhou avrebbe scavalcato anche De Vries e Albon i protetti da Toto e da Red Bull. Fino allo scorso anno l’Alfa Romeo aveva il diritto di scelta per uno dei due piloti, diritto che quest’anno non è stato rinnovato perché l’Alfa ha chiesto a Sauber di alzare il target (“Non è possibile che una squadra con il marchio Alfa Romeo sia penultima in classifica”, avrebbe tuonato Jean-Philippe Imparato, il nuovo Ceo di Alfa) e quindi di assumersi tutte le responsabilità, scegliendosi pure i piloti che preferisce. Per salvare Giovinazzi non resta che la Ferrari. Mattia Binotto ha pubblicamente detto che Antonio merita il posto perché ha dimostrato anche quest’anno di essere cresciuto. Adesso deve provare ad alzare la voce con Sauber a cui fornisce i motori, ma il rischio è che Vasseur di fronte ai 30 milioni che Zhou si porterebbe in dote, possa poi rispondere: “Volete Giovinazzi? Allora non vi paghiamo i motori…”.

La Formula 1 stessa vedrebbe di buon occhio l’arrivo di un pilota cinese perché lo userebbe come grimaldello per sfondare quel mercato infinito. Il primo cinese in Formula 1 potrebbe avere un’eco formidabile e poco importa che Zhou non sia un fenomeno, ma piuttosto un ragazzo (è del 30 maggio 1999) che la stessa Ferrari ai tempi dell’Academy aveva lasciato a casa dopo quattro anni. Da allora Zhou è diventato un giovane del vivaio Renault, arrivando a provare una Formula 1 nel dicembre 2020 ad Abu Dhabi. Renault, diventata Alpine, ha però preferito legarsi a Ocon e puntare su quella vecchia volpe di Fernando Alonso. A Zhou non è rimasto altro che guardarsi attorno. Vasseur, non si capisce bene perché, non è mai stato un gran tifoso di Giovinazzi che fu imposto nel team da Sergio Marchionne, meritandosi poi ampiamente la riconferma anno dopo anno. Se la Ferrari non riuscirà a proteggerlo, ad Antonio non resterà che dedicarsi all’endurance con il Cavallino salendo a bordo dell’affascinante operazione Le Mans, sempre che in Haas non si assista all’improbabile fuga di Latifi. Ma ci sarebbe da arrabbiarsi perché un conto è dover lasciare il posto a uno più bravo di te, un altro a uno che è solo più ricco. Un destino che con i cinesi può capitare spesso. Certo se Zhou dovesse conquistare il titolo in Formula 2 sarebbe ancora più difficile arginare la sua invasione.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 commento

  1. credo che di piloti con il portafoglio ma peggiori di altri ce ne siano in F1; che dire di Stroll? ma chi potrebbe togliere il posto al “figlio del capo”? Anche in passato ci sono stati casi analoghi per cui, purtroppo, la possibilità che uno sconosciuto cinese, non certo migliore, come pilota, del nostro Antonio, possa togliergli il volante dalle mani è reale. Forse il rammarico per Antonio di non essere riuscito a fare qualche botto. Di sicuro la macchina non è da top player ma anche lui non sembra aver mai fatto molto di più del compitino che gli è stato assegnato.

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