Ecco il film sulla staffetta di Zanardi

Dal 28 al 30 giugno sarà nelle sale il documentario La Grande Staffetta, regia di Francesco Mansutti e Vinicio Stefanello, film sul 19 giugno 2020, il giorno dell’incidente di Alex Zanardi.

“Questo è il giorno più bello della mia vita” fu la frase che Alex, con il suo sorriso infinito, pronunciò poco prima di perdere il controllo della sua handbike, finendo contro un camion che procedeva in direzione opposta, ritrovandosi per la seconda volta nella sua vita a lottare per sopravvivere.

Quegli attimi sono al centro della pellicola, così come le immagini di sua moglie Daniela sui pedali, e di tutti i protagonisti che quel giorno vollero essere presenti con Zanardi come atleti disabili per abbracciare e promuovere le iniziative della onlus ‘Obiettivo3’.

“Gli racconterò ogni cosa, ogni parola di questa serata”, ha detto Daniela.

“Un racconto corale”per Claudio Arrigoni sulla Gazzetta dello sport, mentre Giorgio Terruzzi sul Corriere della sera racconta che “Alex Zanardi, enorme, sul grande schermo, pedala, incita, rincuora. Si percepisce la grandezza di un uomo animato da un altruismo contagioso e, nel contempo, quanto un piccolo sforzo possa illuminare una stanza cupa, generare slanci prodigiosi”. .

Emanuela Audisio per Repubblica scrive che il film è “il racconto di quel dolore: sincero e disperato nei volti, nelle lacrime, nelle parole, nei sensi di colpa. C’è che quando si sente Alex dire proprio prima di quella curva: «Questo è il più bel giorno della mia vita» verrebbe la voglia di dire stop, basta così, non andare avanti, fermati qui, fermiamoci tutti qui”. Questo film – scrive Audisio – è stato visto “in una serata tra amici con molti amici e protagonisti della carriera di Alex, con Daniela, la moglie, e con Niccolò, il figlio, che è andato subito a raccontare al padre che incredibile staffetta è stata. Zanardi è in ospedale a Vicenza, non è più sedato, è vaccinato, reagisce bene agli stimoli cognitivi”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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